Rav Richetti vs. Rav Amar: ci vuole rispetto per tutti i rabbini italiani

25/02/2013 Milano
Rav Shlomo Amar

Rav Shlomo Amar

Forte protesta e sdegno nei confronti della lettera firmata da Oded Wiener (direttore degli uffici del rabbinato sefardita d’Israele) a nome di Rav Shlomo Amar, rabbino capo sefardita d’Israele. È questo il contenuto di una missiva inviata giovedì 21 febbraio da Rav Elia Richetti, presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia allo stesso Rav Amar. In questa lettera Rav Richetti chiede espressamente, in qualità di Presidente dell’Assemblea Rabbinica, che Rav Amar “ritratti e che si scusi con tutti i Rabbini Italiani, con Rav Laras e con le nostre Comunità” per quanto scritto in un messaggio, inviato a Rav Richetti e a Rav Momigliano, segretario dell’ARI, e per conoscenza a Rav Alfonso Arbib e a Rav Riccardo Di Segni. Tale lettera, datata 3 Adàr, 13 febbraio, era stata pubblicata sul sito della Comunità ebraica di Roma il 21 febbraio, peraltro senza informare preventivamente Rav Elia Richetti, destinatario della lettera che forse avrebbe dovuto restare riservata.

Il contenuto? “Il rabbino capo d’Israele, Rishon leZion, rav Shlomo Amar, valutando quanto avviene in Italia, ha deciso, nella sua funzione di presidente del tribunale rabbinico superiore e responsabile dei tribunali rabbinici per le conversioni, che la Rabbanut Rashit continuerà a riconoscere gli atti di Beth Din (conversioni, divorzi, verifiche di ebraicità) firmati dal rabbino Di Segni e dal rabbino Arbib rabbini capi rispettivamente di Roma e Milano. Per tutto ciò che riguarda gli atti di tribunale rabbinico e le verifiche di ebraicità prodotti da altri tribunali rabbinici in Italia, la Rabbanut Rashit si riserva il diritto di verificare ogni caso distintamente e solo dopo verifica deciderà se confermarlo, secondo i risultati della verifica”.

Questo è il testo che compare, in traduzione, sul sito della Comunità ebraica di Roma. Alcuni post di commento evidenzierebbero un errore di traduzione asserendo che nel testo originale si fa riferimento a “impressioni”, itrashmuth, e non a “valutazioni” riguardo a quanto avviene in Italia.

Immediata la replica del rabbinato italiano. Già il 20 febbraio, un nutrito numero di Rabbini italiani aveva inviato il seguente messaggio all’”Ecc.mo Rabbino Capo d’Israele, Il Rishon le-Tziyon Rav Shlomo Amar Shlita,  Yerushalaim. In risposta alla lettera del 3 Adar, Vi comunichiamo che tutti noi sottoscritti, Rabbini Capi delle Comunità d’Italia e membri del Tribunale Rabbinico del Centro-Nord Italia presieduto dall’Ecc.mo Rav Giuseppe Laras Shlita, apprezziamo l’attività importante e dedita del Presidente del Tribunale Rabbinico Rav Giuseppe Laras Shlita. A D.o piacendo, continueremo ad avvalerci dell’aiuto del Tribunale Rabbinico del Centro-Nord Italia per il futuro, e ad appoggiarci ad esso come avveniva in passato, e continueremo a riconoscere senza alcun dubbio qualunque documento emesso da tale Tribunale Rabbinico, come ha sempre fatto anche il Rabbinato Centrale d’Israele. In fede” seguono le firme di Rav Elia Richetti, Presidente Assemblea dei Rabbini d’Italia, Rabbino di riferimento della Comunità di Merano; Rav Alberto Sermoneta, vice presidente Assemblea dei Rabbini d’Italia, Rabbino Capo di Bologna; Rav Giuseppe Momigliano, Segretario Assemblea dei Rabbini d’Italia, Rabbino Capo di Genova; Rav Adolfo Locci, consigliere Assemblea dei Rabbini d’Italia, Rabbino Capo di Padova; Rav Eliahu Birnbaum, Rabbino Capo di Torino; Rav David Sciunnach, Rabbino Capo di Parma; Rav Ghil Binyamin, Rabbino Capo di Venezia; Rav Luciano Caro, Rabbino Capo di Ferrara; Rav Yosef Levi, Rabbino Capo di Firenze; Rav Scialom Bahbout, Rabbino Capo di Napoli; Rav Roberto Della Rocca, membro del Tribunale Rabbinico del Centro-Nord, cui si è aggiunto il Rabbino capo di Modena, Rav Beniamino Goldstein.

E, ultimo atto, la formale richiesta di scuse e ritrattazioni, inviata giovedì 21 febbraio, da Rav Elia Richetti direttamente a Rav Shlomo Amar, in scadenza di mandato dopo 10 anni al vertice dell’ebraismo sefardita israeliano.

Aspettiamo l’evolversi della vicenda, rammaricandoci per le tensioni che sembrano percorrere l’ebraismo di casa nostra con la Rabbanut israeliana.

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25 Le risposte alla Rav Richetti vs. Rav Amar: ci vuole rispetto per tutti i rabbini italiani

  1. Marco M. dice:

    Siamo alle solite con un titolo manipolatorio dell’informazione contenuta nell’articolo.
    Al contrario di quanto esprime il Rabbino Richetti la chiarissima lettera del Rabbino Capo d’Israele HA RISPETTO DEI RABBINI ITALIANI, ma non di TUTTI.
    L’Assemblea dei Rabbini d’Italia copre invece sì di ridicolo tutto l’Ebraismo Italiano chiedendo la ritrattazione a un organo religioso chiaramente superiore per autorevolezza.
    Invece di informare il pubblico che la decisione del Rabbino Amar creerà problemi a qualunque persona si CONVERTA o DIVORZI con il Tribunale del Rabbino Laras, e invece di tentare di correggere le mancanze che hanno determinato la squalifica del suddetto Tribunale, insiste nelle sue certezze oramai prive di fondamento.
    Comportamento sì questo tipicamente italiano.
    Vergogna, vergogna, vergogna.

  2. andrea sacerdoti dice:

    come è che dobbiamo far confermare le decisioni del tribunale rabbinico italiano da quello isrealiano ?
    siamo a sovranità limitata ?
    in Europa come ci si comporta ?

  3. Hanna dice:

    I problemi del Rabbinato Israeliano. La Corruzione? Noooo. Gli “ebrei” russi? Nooooo. Gli imboscati nelle Yeshivot che non vogliono fare il militare? Nooooo. Il razzismo verso gli arabi? Nooooooooo. Lo sfruttamento delle donne? Nooooooooo. Lo sfruttamento dei lavoratori israeliani che li devono mantenere? Noooooooooo. Il problema del Rabbinato Israeliano sono i ghiurim di Rav Giuseppe Laras, Rabbino Capo Emerito di Milano, il più colto, il più “umano”, il più autorevole dei Rabbini Italiani, morè di Rav Arbib, morè di Rav Colombo…. Ma facitem’o piaciere!

  4. Claudio S. dice:

    Ma come mai Rav Amar ha avuto questa bella pensata? Chi è l’uccellino (il corvo?) che gli ha suggerito questo intervento? Qualcuno che da 10 anni sta cercando di fare fuori la concorrenza in Italia, che vuole gestire TUTTA la Kashruth & co. Le conversioni devono essere fatte solo se il gher si impegna alla shemirat mitzvòt, e su questo non si discute. Ma le donne velate? che cosa c’entrano con la tradizione italiana? Si può ancora legittimamente aspirare a diventare un’ebrea italiana o sono ammesse solo le ebree haredì, o libanesi, o lubavich? Solo veli e parrucche nel nostro futuro?

  5. Moshe Chaim L dice:

    Cari Signori Ra-banim è be noto a tutto il mondo che il rabbino Amar ha iniziato da alcuni anni una politica di screditamento dei Rabbini e dei Tribbunali Rabbinici fuori da Israele. Questo al fine di posizionare suoi Rabbini e Dayanim nelle Comunità ebraiche di tutto il mondo, screditando gli usi ed i costumi delle varie Comunità.
    Mi sembra di ricordare che Roma, nella persona del Rabbino Di Segni, lo scorso anno abbia subbito un attacco dallo stesso rav Amar (Am Mar) per ciò che riguarda la farina di Pesach.

    Questo è un classico, inizia ad intromettersi da lontano per poi destabilizzare e screditare i rabbinati locali per posizionare i suoi uomini, che hanno dei costi non così a buon mercato.

    Non solo gli Stati Uniti, ma anche l’Europa con la Spagna (che è stata privata di Dayanim e quando se ne ha necessità, il buon rav Amar ne manda uno dei suoi da Israele a 1000 euro al giorno) ed ora anche l’Italia.

    Non mi sembra che costui sia pure un Grande Studioso di Torà ed un Posek, sia esente da peccato, leggendo queste pagine:
    (http://www.bhol.co.il/forum/topic.asp?topic_id=2953766&forum_id=771) non risulta essere uno stinco di santo, una personcina per bene, sembra in vece una persona assetata di potere, di denaro e …

    Per come la penso io e molte altre persone essere Rabbino con la Maiuscola voglia dire essere persone con un’animo proteso sia verso Hashem sia verso il prossimo, vuole dire: sforzarsi a trovare una soluzione per risolvere i problemi delle persone e non complicargli la vita.
    Vuole dire avvicinare le persone ad Hashem alla Torà, senza quel senso di colpa, ma con la gioia di vivere e di rimediare agli errori fatti.

    E’ sempre molto facile cercare di trovare delle spiegazioni a qualcosa che ci conviene, screditare il nostro prossimo pur di emergere, ma questo è solo un segno di mediocrità.

    Sono sorpeso da questa lettera di Rav Di Segni e di Rav Arbib che fin’ora sono stati in silenzio e che stimavo e rispettavo, che cercano di giustificare un’atto cosi insolito da parte del Rabbinato d’Israele.

    Abbiamo visto circolare la lettera su internet, perché questa non è firmata di pugno da rav Amar ed è firmata dal Sig. Oded Viner?
    Perché ci si basa su “voci ed impressioni” senza verificare di persona?
    A casa mia questa si chianma Lashon ha-rà – maldicenza.

    Sono dispiacuto ed amareggiato, nessuno è perfetto, ho letto nei vari post di Ghiurim e di procedure non conformi. Che cosa ne sappiamo realmente? Eravamo li in quel momento?
    Non penso che tutti i ghiurim fatti da tutti i Rabbanim siano tutti perfetti! Il Rav Ovadia Yosef ha fatto più di 40.000 ghiurim e voi vorreste dirmi che sono tutti le-meadrin?
    Non voglio entrare in questa polemica perché non mi compete ma non compete neanche a tutti quelli che non sono del mestiere.
    La cosa grave è che siamo stati attaccati ed invece di unirci ed affrontare insieme il problema qualcuno cerca di trarne beneficio,è proprio quando ci sono divisioni che Amalèk attacca.
    Ma ricordatevi come è scritto nella Meghillà che abbiamo appena letto “Venaafoch-hu” ed ha ribbaltato la cosa.

    Attenzione fate molta attenzione, perché ieri è toccato al Rabbino Laras Shalità ed al Suo Tribbunale Rabbinico ma domani potrebbe toccare anche a Voi.

  6. Mordechay Ben Yair dice:

    Complimenti a Moshe Chaim L. Tuttavia temo proprio che la cosa sia partita dall’Italia stessa, e nelle spiegazioni che sono state date ci sono diversi elementi che fanno pensare che sia proprio così… Molto triste…

  7. Ester dice:

    E’ scandaloso che il Rabbino Capo di Israele (Sefardita) dia mano libera ad un gioco politico di questo genere…, un genere tutto italiano, dal principio alla fine…

  8. Marco M dice:

    Egr. Sig. Moshe, nonostante la durezza del suo intervento credo che sollevi sinceramente alcuni punti importanti:

    1. Ebbene sì, i rabbini non sono angeli, sono uomini. Ma è pur vero che pur essendo fallaci qualche regola comune dovranno pur darsela. Senza regole comuni l’ebraismo non sarebbe che un insieme di individui e non un gruppo. I Rabbini Di Segni e Arbib fanno in questo parte di un gruppo più ampio che condivide alcune regole. Dov’è il problema?

    2. In effetti la questione della farina di Pesach di un paio di anni fa aveva colpito propio il Rabbino Di Segni che comunque allora decise di passare sopra a tante cose e di allinearsi con delle regole comuni a tutto il mondo ebraico ortodosso (non esistono comunità dove si vende farina kasher al pubblico di Pesach). Questo dovrebbe essere l’indice della trasparenza di quello che succede ora. Una volta il bastone una volta la carota. Dov’è lo scandalo? Perché i Rabbini italiani firmatari non riescono a compiere quell’atto di umiltà che guidò l’azione del Rabbino Di Segni due anni fa?

    3. È vero, noi ebrei italiani possiamo rimanere un’isola e continuare con le nostre stranezze. Ma oggi esiste la GLOBALIZZAZIONE ci piaccia o no. Possiamo rigettarla o cavalcarla come meglio possiamo. Ma non possiamo certo ignorarla. La lettera piccata dell’Ari fa un po’ sorridere vista da fuori. Il Rabbino Richetti contro il Rabbino Amar. BOUM! Certo Amar ha i suoi problemi. Ma tutti i rabbini italiani firmatari sono degli stinchi di santo? Suvvia.

  9. Arì Nohem dice:

    Rav Amar, a differenza dei ns. Rabbanim, Sig. M. (proprio emme, ci ha proprio azzeccato con il nick) ha il figlio in carcere, la figlia inquisita e la moglie salva “per grazia ricevuta” dato il ruolo del marito… e le accuse sono ben gravi e risapute: ci sarebbe da rispondergli “ma guardi in casa propria”. ps. il noto link postato da M. H. Luzzatto (redivido? se sì, sig.Ramchal, la vorremmo a Milano) parla proprio di qursto (leggetelo!) e dice (e invito, per quanto possa essere tradotto male, chi non legge l’ebraico a mettere il dispositivo “traduttore”) che con lui e i suoi “uomini” il Rabbinato di Israele è l’ente più corrotto dello Stato…

  10. Arì Nohem dice:

    Cmq. il fatto che qualcuno in Italia gli regga il giuoco potrebbe far pensare che, oltre a voler “far fuori” in malo modo e in maniera ignominiosa un collega -peraltro un uomo buono e un galantuomo, uno dei pochi rimasti- possano esserci dietro interessi e linee analoghe a quelle di cui è accusato e sui giornali Rav Amar… annamo bene!

  11. Arì Nohem dice:

    certo che abbiamo imparato dal vivo quanto questi siano RA’A BANIM più che rabbanim…

  12. Ester dice:

    Il mio timore più grande è il disprezzo halachico che viene da tutto questo. Poco mi interessano i giochi politici, gli appoggi ed i sostegni agli uni o agli altri ed i ruoli per gli uni o per gli altri.
    Certo, la Halachà va osservata, ed è proprio questo che ci deve spingere anche a mettere in atto delle Chumroth.
    Ma la stessa Halachà, proibisce simili colpi di mano, meramente politici, a scopo di potere e di interessi di parte, screditando altri, facendo Lashon HaRah a tutto spiano!
    La verità è che qui chi ha spaccato l’unità del rabbinato italiano sono proprio coloro (rabbini italiani anche loro) che hanno “suggerito” al rabbino capo sefardita di Israele le famose “impressioni” su una parte del rabbinato in italia.

  13. arturo calosso dice:

    emergono da questi carteggi pubblicati alcuni punti di riflessione
    1) l’ebraismo italiano è in grave fase di “evaporazione” siamo pochi e di quei pochi abbiamo deciso di delegare ai rabbini l’osservanza .
    2) l’assimilazione ha valori e asintoti preoccupanti , tra qualche anno potremo parlare ancora di tribunali rabbinici senza ebrei
    3) in questa durissima fase ogni mediazione attivata verso gli ebrei lontani è una goccia a favore della sopravvivenza
    4) la maggioranza degli ebrei italiani sono ignoranti , sotto il profilo della osservanza , schabat, kascherut matrimoni misti .
    5) dalla posizione del rabbinato israeliano si evince chiaramente che , non solo vengono messi in discussione tutti i rabbini ad esclusione di Di Segni e di Arbib ma viene chiaramente squalificata tutta la classe rabbinica comprensa la sua scuola . Forse non sono tutti usciti e riconosciuti dalla scuola rabbinica italiana?
    6) se è vero che il bottaio mette alla prova solo le botti forti perchè sa già che quelle deboli si romperebbero , in questo caso il bottaio ha messo alla prova una botte debole ( che non sono i rabbini contestati ma gli “ebrei” che si sono rivolti a loro .)
    7) vero è che le regole non si possono “inventare” per gli italiani ma dubito fortemente che personalità come quella di rav Laras possa essere messa in discussione sotto il profilo della sua autorevolezza ( e qui naturalmente qualcuno potrà tranquillamente sconfessarmi visto che anche io appartengo alla moltitudine di ebrei ignoranti !)
    8) il buon senso mi porta a dire che una posizione così sfacciatamente supponente nei confronti di quasi tutta la totalità dei rabbini italiani sia un male e comunque una posizione di sovraesposizione e non di autorevolezza nel consigliare la migliore soluzione per un ebraismo ( quello italiano) così debole .

  14. Emanuele Dalla Torre dice:

    La mia preghiera:

    “Signore, Dio Nostro, Re del Mondo, per piacere; Fa che il Rabbinato Maggiore Sefardita passi a mani migliori; Fa che i Rabbini Italiani non cadano vittime del “divide et impera”. Grazie”

  15. Vittorio H. dice:

    Consiglio a tutti gli interessati di ‘LAVARE I PANNI SPORCHI IN FAMIGLIA’ e di non divulgarli in rete ‘in pasto a tutti’

  16. Or Tzanua LaTzadik dice:

    Ci vorrebbe un pizzico di umilta’ da parte di tutti i soggetti in causa (Rabbini) e fuori causa (osservatori e commentatori). A volte il silenzio conduce a migliori risultati. L’arroganza e’ sempre deleteria (e delatoria). Bisogna saper perdere. Tanto le sorti in ultima analisi non le decidiamo noi ma l’Onnipotente. Quindi abbassiamo le creste e rispettiamo i pareri e le posizioni superiori anche se ci sentiamo messi in discussione.

  17. Ester dice:

    J’accuse!

    Sulla cattedra del Rabbinato si sono seduti personaggi di dubbia qualità morale. Quanto vi dicono, quando predicano bene, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono cosa fare agli altri e non fanno loro. Impongono sulle spalle della gente pesanti provvedimenti normativi solo motivati da interessi economici e politici, ma loro non vogliono assumersi la responsabilità neppure con un dito. La persona umana per loro non conta. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro tefillin e allungano i loro tzitzioth, per mostrare la loro religiosità ipocrita. Amano posti d’onore nei circoli della politica, i primi seggi nelle sinagoghe. Amano i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “Rav” dalla gente. Un vero maestro non ama farsi chiamare “Rav”, perché è umile difronte a tutti.
    Chi si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.
    Guai a voi, ipocriti, che chiudete l’olam habah davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci.
    Guai a voi, che percorrete il mare e la terra per fare un solo Ghiur per guadagnare un Gher e, ottenutolo, lo rendete ipocrita il doppio di voi.
    Guai a voi, guide cieche, che dite: se si giura per garantire la kashrut non vale, ma se si giura per l’oro del mashghiach si è garantiti.
    Guai a voi, che pagate il maaser con quattro soldi e trasgredite le prescrizioni più gravi della Torah: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisogna praticare, senza omettere quelle.
    Guai a voi, che kasherate l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e corruzione.
    Guai a voi, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite Tzaddikim all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.
    Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi i saggi solo sulla base di dicerie e Lashon HaRah!

  18. Wolf MURMELSTEIN dice:

    Agli Eccellentissimi Rabbini Laras e Richetti ricordo che quando invocavo, nel 1990,
    Giustizia per il Rabbino Benkamin Murmelstein – rimasto con la sua Comunità negli anni sempre più terribili dal 1938 al 1945 riuscendo a salvare il salvabile – mi venne risposto colla vigenza del Principio della Competenza Territoriale. Nel 1993 è stato necessario l’autorevole intervento della Presidente Zevi affinché la decisione della Consulta Rabbinica del Marzo 1991 vennisse finalmente osservata quale parziale riparazione dell’ingiustizia subita.
    Però quando si trattava della Ghiur dei figli di matrimoni misti dove Rav Toaff aveva riservato al Beth Din la decisione caso per caso allora non valeva più la Competenza Territoriale e si ebbe una discussione quanto mai avvilente.
    Lezione della Shoah è che essere ebreo e una sorte dalla quale non si sorte per cui anche figli e nipoti di dissociati o di matrinoni misti subirono le discrinazioni e le presecuzioni.
    Il Signor Ammar -purtroppo Gran Rabbino Sefardita – non ha studiato neanche quanto soleva dire Rabban Gamliel II° quando conferiva gli incarichi: NON VI HO INVESTITO DI UNA POSIZIONE DI POTERE, VI HO CHIAMATO AD UN SERVIZIO.
    A quando Avigdor Liebermann Ministro degli INTERNI E AFFARI RELIGIOSI che
    avvia una purga staliniana per liberare il popolo ebraico dalle prepotenze di cosi
    detti rabbini – ma dove hanno studiato? – che pensano solo al proprio potere?

  19. Leo Korbman dice:

    Dan Brown l’avrebbe raccontata più o meno così. Sara ed Abramo stanno insieme da sempre, da quando frequentavano la Scuola Ebraica. Le rispettive famiglie sono tutte prese dai preparativi per il loro sontuoso matrimonio quando Abramo perde la testa per Alessandra, una bellissima, biondissima goyà che Abramo ha incontrato sul lavoro; anche Alessandra è attirata da Abramo e dal suo “strano” ambiente. Sara viene abbandonata alla vigilia delle nozze; la potente famiglia di Abramo, da una parte, convince Alessandra della necessità della conversione, dall’altra, coordina tutta una serie di interventi presso il rabbinato italiano perché il Ghiur abbia luogo in fretta e senza inconvenienti. Il tutto va a buon fine: Alessandra è Ebrea, il matrimonio è felice, tutti sono contenti. Tutti tranne Sara, che contempla la propria vita distrutta. Anche la famiglia di Sara ha delle conoscenze. Del caso vengono investiti una catena di Rabbini italiani ed israeliani, che ritrasmettono le accuse di Sara nei confronti della “falsa” conversione di Alessandra, man mano ingigantendo le asserite esitazioni e ambiguità della neosposa. La calunnia è un venticello; come un colpo di cannone, arriva da Israele il motu proprio del Pontefice sefardita che scomunica un onorato rabbino italiano e i suoi discepoli, rei di aver permesso la conversione di Alessandra. Ne segue un infernale conflitto fra Ebrei condito da reciproche maledizioni, incantesimi, Gòilems, Dibbukìm.

    Naturalmente, è tutto inventato (ma pensa! …); tuttavia, nella contrapposizione fra Rav Shlomo Amar e Rav Giuseppe Laras Shlita, ci sono una serie di misteri, di innuendo, di sottintesi, che permettono qualsiasi interpretazione e distorsione. Siamo su un giornale, colloquiamo con persone responsabili verso la Comunità: è possibile sapere cosa c’è dietro la lettera da Israele, qual’è la diatriba che ha scatenato la dura reazione di Rav Amar? Ha sbagliato Rav Laras o chi altro? A proposito di che cosa? Chi si è sentito danneggiato da chi? Cosa è successo, DAVVERO? Potremmo essere considerati abbastanza adulti per farci la nostra opinione personale a partire dai fatti? Grazie.

  20. Wolf MURMELSTEIN dice:

    Proseguo il racconto – ipotetico ma molto verosimile – dell’amico Korbmann:

    Il Rabbino che ha consentito alla conversione di Alessandra aveva tenuto conto con la sua grande saggezza della concreta situazione della propria Comunità e dell’esigenza che i figli di Alessandra e Abramo siano in una posizione chiara e non ambigua quale è quella dei figli di matrimoni misti, intendendo anche quelli dove il coniuge ebreo si dissocia dall’ebraismo credendo di sistemare cosi la propria “posizione confessionale”:
    Quel saggio Rabbino aveva quindi tenuto conto della lezione storica dataci all’epoca della Shoah quando si è visto che essere ebreo è una sorte dalla quale non si sorte.
    In più si è particolarmente impegnato a seguire questa nuova famiglia affinchè Alessandra possa, coll’andare del tempo, conoscere meglio l’Ebraismo e le sue massime morali, ancora oggi rivolzuionarie sotto molti aspetti. Cosi si ha che è Alessandra ad incoraggiare Abramo a proseguire nel proprio impegno nelle attività comunitarie. I figli di Alessandra e Abramo crescono cosi nella consapevolezza di essere ebrei e imparano a rispondere alle varie calunnie dei nostri cari vicini.
    E’ poi quel vero e proprio UFFICIO RAZZA E DEMOGRAFIA diretto da Mssrs Shlomo Amar & C. che rende impossibile l’Alyia del maggiore dei figli di Alessandra e Abramo.
    L’Ebraismo è potuto crescere perchè le Matriarche – Sara, Rebecca, Rachele e Lea – e poi Ruth (ava di Re David!) e altre non sono state rifiutate da personaggi come
    Shlomo Amar.
    P.S. All’epoca della mia deportazione a Terezin avevo conosciuto una bambina che era battezzata in terza generazione – tutti i nonni ebrei dissociati – che portava la Stella Gialla e stava lì: era considerata ebrea dai nazisti.

  21. Nello A. dice:

    “Popolo di dura cervice”: è così che la Torà descrive noi Ebrei.
    Il secondo Tempio, secondo i Rabbanim, è stato distrutto a causa delle divisioni e delle dispute (con reciproche calunnie) sorte allora tra i nostri progenitori in Eretz Israel.
    L’abbiamo capito dopo la distruzione, ma l’abbiamo dimenticato perchè ora che non c’è più alcun Tempio da distruggere, si inizia, secondo me, a demolire l’Ebraismo classificando gli Ebrei secondo vari livelli che possono dipendere dalla famiglia in cui nascono e/o dal Bet Din che ha emesso sentenze nei loro riguardi, Premesso che posso essere daccordo con il Rabbinato Israeliano quando il Bet Din in questione non è riconosciuto dal “Rabbinato Ufficiale” della nazione di appartenenza o, peggio ancora, quando tale Rabbinato non esiste o non è riconosciuto all’altezza, nel caso Italia (ove il “Rabbinato Ufficiale” esiste ed è riconosciuto come ortodosso) come si permette questo Rav di entrare a gamba tesa in questioni che – reputo – ha appreso solo da racconti più o meno completi e più o meno imparziali e, soprattutto, con quale impudenza possa poi recitare la preghiera dello Shachrit che inizia con le parole “Di David, quando si finse demente davanti ad Avimelech ….”
    Se, anzichè recitarla, l’avesse letta con il cuore e con la mente, forse non avrebbe agito così. Io sono un semplice Ebreo, forse un po’ troppo a digiuno di Halachà, ma penso che si possa essere “ignoranti” in tanti modi e, uno di questi, è quello di “non capire” o “non sentire” i contenuti delle Teffillot.
    Grazie e Shabbat shalom.

  22. carmelo t. dice:

    rav Elia Richetti e rav Giuseppe Laras sono stati miei maestri quando studiavo
    con haverim bet ha talmud torah di milano.sono due grandi rabbini e io pur non essendo
    ebreo ma di origine ebraica,neshama ebraica,emuna yehoshua,ho grande stima e rispetto x loro.carmelo hesev hashem.

  23. WANDA CLAMO RUBIN dice:

    Noto con disappunto che i miei commenti vengono oscurati o “in attesa di moderazione”: scusate, quale moderazione? Io ho semplicemente espresso la mia esperienza, purtroppo dolorosa, con rav Laras.
    Oppure bisogna scrivere solo cose positive mentre le cose negative vengono oscurate?
    E’ per i casi, TANTI, negativi, che Laras e’ stato “spodestato”!

  24. Vittorio R. Bendaud dice:

    Signora Rubin, sta cercando una kelalah?

  25. Ester dice:

    Signora Rubin,
    ho vissuto anni in Israele, oramai conosco come vanno le cose anche li…. Rav Amar non è uno stinco di santo… Si informi.
    E sicuramente errare è umano… E quindi anche il Rav Laras, in 50 anni di carriera avrà fatto alcuni errori… Anche gravi.
    Tuttavia, perché non parliamo invece dei gravissimi errori che hanno fatto e stanno facendo i cosiddetti “rabbini riconosciuti”, in merito alle stesse questioni che lei solleva? Si informi su cosa succede qui ed ora (in merito magari a conversioni, divorzi, politica sui matrimoni misti e figli vari, addirittura bambini di sola madre ebrea, e chi più ne ha più ne metta…)!
    Ma guarda un po’, come è possibile che da Israele si siano accorti dei problemi che riguardano solo una parte dell’ARI? Forse perché in Israele sono stati “spinti” a “preoccuparsene” proprio da quella parte rabbinica che ora è la sola “riconosciuta”? Cara signora, è tutta politica, sporchissima politica di delegittimazione. Ci sono interessi… (Forse che Shas vuole mettere la “Bandierina” sull’Italia?).