Festival Jewish and the City / Sabato sera si parte!

Adrian Schvarzstein, artista di strada, attore e regista  teatrale. Un personaggio originale e orgoglioso, che non possiede nulla se non il suo  letto viaggiante con il quale gira il mondo alla ricerca di un posto tranquillo Finalmente ci siamo! La sera di Sabato 28 settembre si apre a Milano la prima edizione del Festival Jewish and the City, dedicata al tema Shabbat/Spazio al Tempo. Conferenze, incontri, work-shop, concerti, musica e teatro… Un programma ricchissimo con ospiti internazionali, filosofi, maestri, artisti per un evento che si sviluppa, grazie a una collaborazione tra Comunità Ebraica, Comune di Milano, Fondazione Corriere della Sera, Teatro Franco Parenti, Società Umanitaria, in diverse sedi nel cuore della città.

La mappa del Festival:

Parco Sempione, Brera, Largo  Marinai d’Italia, Giardino della Guastalla, Parco Solari, Giardini, Indro Montanelli, Scuola Della Comunità Ebraica Di Milano, Gallerie d’Italia, Memoriale della Shoah, Università Degli Studi Di Milano, Società, Umanitaria, Biblioteca Sormani , Sinagoga Centreale, Rotonda di Via Besana, Open Care, Teatro Franco Parenti, Fondazione Corriere Della  Sera. Sponsor: ENI e Banca Intesa San Paolo.

La cultura ebraica si presenta alla città con un festival dedicato al dialogo e al confronto su temi universali e  pratiche di vita quotidiana. In questi ultimi anni, anche a seguito  delle recenti edizioni della Giornata  Europea della Cultura Ebraica, i mass  media e gli ambienti culturali del paese hanno mostrato un forte interesse nei confronti dell’ebraismo. Il bisogno di conoscenza che ne consegue ci ha portati a proporre un intero festival dedicato alla cultura ebraica. Nostro intento è far percepire l’impegno costante della cultura ebraica al dialogo e al confronto, volto a una maggiore conoscenza dell’altro. E lo facciamo soprattutto in un momento di grandi mutamenti e sconvolgimenti in cui in tolleranza e incomunicabilità sembrano troppo spesso vincere.

Il festival si chiama Jewish and the City, un nome nato in occasione della prima edizione di BOOKCITY Milano da un’idea frutto della collaborazione della Comunità Ebraica di Milano con la casa editrice Giuntina. Obiettivo del festival è offrire uno  sguardo di insieme su una tradizione spesso travisata dai pregiudizi di  altre culture e, al tempo stesso, affermare l’esigenza di risalire alle fonti tradizionali ebraiche ed esplorare i rivoli di questa tradizione che non ha mai smesso di accompagnare la cultura dominante, di alimentarla e di esserne alimentata, confrontandosi con essa.

Il festival vuole anche far emergere che la tradizione ebraica è un insegnamento vivo, non una reliquia del passato, che l’ebraismo dà voce a problemi perenni configurandosi come cultura dell’uomo moderno e animandolo di un pensiero che è sempre attuale.

Sarà questa l’occasione per intraprendere tutti insieme un viaggio nella cultura ebraica per la valorizzazione di quelle tracce, non sempre evidenti ma fortemente significative, che hanno contribuito allo sviluppo civico, sociale, economico e culturale delle comunità italiane.

Con questo spirito la Comunità Ebraica di Milano ha scelto, in collaborazione con il Comune di Milano, con le istituzioni del territorio e con alcune imprese, di dare vita a un progetto che poggia sulla memoria dei luoghi e delle tradizioni ma che guarda alla conoscenza dell’ebraismo contemporaneo delle arti e del pensiero, che si nutre di regole e precetti mentre accoglie le domande cruciali legate alla convivenza, all’alterità e alla differenza. Vi aspettiamo a Milano dal 28 settembre al 1 ottobre 2013

Il PROGRAMMA Dal 28 settembre al 1 ottobre 2013

Tra i tanti eventi, segnaliamo in particolare:

Lunedì 30 Settembre alle ore 17.00 il Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Milano, Rav Alfonso Arbib terrà una straordinaria lezione per aiutare il pubblico  a comprendere con maggiore profondità il tema centrale del Festival: lo Shabbat. Un’occasione unica per avvicinarsi all’ebraismo e vivere la Sinagoga. In chiusura la presentazione del libro “Il Sabato” di Abraham Joshua Heschel edito da Garzanti e ristampato in occasione del Festival.

“Perché un ateo dall’età di 15 anni osserva lo Shabbat” con Arturo Schwarz (Lunedì 30 settembre, ore 19 – Open Care). L’incontro sarà occasione per le famiglie ebraiche di visitare i laboratori di restauro e i magnifici spazi di Open Care. Si tratta di una visita guidata molto esclusiva e unica. Open Care si è occupata tra l’altro del restauro pro bono di una Parochet e di una Mappà della Sinagoga di Via Guastalla.

“La resistenza spirituale durante la Shoah” con Rav Laras, Goldkorn, De Bortoli e le letture di Roberto Cazzola (Martedì 1 ottobre, ore 17 – Memoriale della Shoah). Si tratta del primo evento pubblico all’Auditorium del Memoriale, con grandi ospiti che offriranno uno sguardo trasversale di come si viveva lo Shabbat durante la Shoah.

Nell’ambito del Festival viene accolta quest’anno anche XIV Giornata Europea della Cultura Ebraica, Domenica 29 Settembre 2013

Tema: Ebraismo e Natura
Torna domenica 29 settembre la Giornata Europea della Cultura Ebraica, annuale appuntamento che invita a scoprire le tradizioni, i luoghi, la storia e la vita degli ebrei e delle comunità ebraiche del continente.
Alla manifestazione, coordinata e promossa in Italia dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e giunta quest’anno alla quattordicesima edizione, aderiscono ventinove Paesi europei.
In Italia ben settanta località, da nord a sud, dalle grandi città ai piccoli centri, si animeranno di iniziative: tra visite guidate a sinagoghe, quartieri e musei ebraici, spettacoli teatrali, conferenze, concerti, mostre e degustazioni, una giornata che coniuga divertimento e approfondimento. Alla scoperta di una cultura presente nel nostro Paese da oltre duemila anni, che ha accompagnato la storia della penisola lasciando tracce importanti e suggestive, e che oggi è viva e pienamente integrata nella società.

Nella foto: Adrian Schvarzstein, artista di strada, attore e regista  teatrale. Un personaggio originale e orgoglioso, che non possiede nulla se non il suo letto viaggiante con il quale gira il mondo alla ricerca di un posto tranquillo

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