Il Museo di Israele dedica una mostra agli splendori ebraici di Venezia

Ebraismo
keter
Un keter (corona per la Torah) con incisioni raffiguranti strumenti musicali (1730-40)

Sarà aperta fino al 30 giugno 2017 al Museo di Israele la mostra “Venetian Splendor”, organizzata in occasione dei 500 anni del Ghetto di Venezia.

Nel 1516, il primo ghetto istituzionalizzato al mondo fu istituito con decreto a Venezia. Entro i confini segregati di un quartiere piccolo, la Repubblica di Venezia (conosciuta come La Serenissima) ha permesso alla minoranza ebraica di stabilirsi in modo permanente nella laguna di Venezia per la prima volta nella storia. Il quartiere è stato chiamato Ghetto – un termine che finalmente è stato applicato a tutti i quartieri ebraici chiusi in tutto il mondo cristiano – ed è stato separato dal resto della città da porte che erano chiuse tra il tramonto e l’alba.

Per tutti i suoi limiti, il ghetto paradossalmente ha permesso il fiorire di ricchezza spirituale, culturale e artistico, contribuendo a conservare una forte identità ebraica ma anche di facilitare uno scambio culturale prolifico con la comunità cristiana circostante. Una volta stabilito, il Ghetto a poco a poco divenne sede di una diversa varietà di gruppi etnici ebraici – tedesco, italiano, spagnolo e levantine – ognuno con il proprio posto distinto di culto. Grandi sforzi sono stati dedicati ad abbellire le loro sinagoghe e li adornano con oggetti cerimoniali sontuosi che incarnava un sapore caratteristico veneziano.

Questa speciale mostra – segna 500 anni dalla creazione del Ghetto di Venezia – accresce la rappresentanza italiana nel percorso del Museo dedicato alle sinagoghe con oggetti cerimoniali veneziani, che si aggiungono alla sinagoga di Vittorio Veneto, già presente nel museo.

 

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