di Michael Soncin
La passione per la scrittura, l’influenza del padre (rabbino mancato e insegnante di lettere), l’anima tormentata della madre, scampata ai pogrom in Russia. Così si è formato il “cuore pensante” della scrittrice che amava la vita e la poesia, la non-violenza e la pace interiore. E che non voleva odiare, neppure i suoi aguzzini



