di David Zebuloni
Marginalizzato dalla vittoria della Rivoluzione khomeinista del 1979, l’esercito iraniano ha un elevatissimo numero di combattenti, di diverse etnie, non tutti fedeli al regime islamista e alla sua ideologia rivoluzionaria, e per questo è guardato con sospetto dal regime. “È plausibile che si rivolti contro il regime, facendolo cadere” spiega Ronen Itzik, capo della sezione esercito-società presso il David Institute for Security Policy.



