di Nathan Greppi
Per l’avvicinarsi delle elezioni in Russia, che si terranno il 18 marzo, pubblichiamo un editoriale scritto sul Tablet Magazine giovedì 15 marzo dall’opinionista russo-americano Vladislav Davidzon.
ebrei
Ebrei a Shanghai, una pagina orientale di storia ebraica
di Nathan Greppi
Durante la seconda guerra mondiale, la città cinese ospitò ben 18.000 profughi ebrei, grazie anche a Ho Fenh Shan, console cinese a Vienna, che fornì a migliaia di ebrei i visti per imbarcarsi. Di questo parla il libro Ebrei a Shanghai. Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich (O barra O edizioni), curato dalla storica Elisa Giunipero e presentato mercoledì 14 marzo all’Università Cattolica.
A 50 anni dalla morte, esce la prima biografia del compositore Mario Castelnuovo-Tedesco
Per il 50° anniversario della morte, le Edizioni Curci hanno dato vita a un vasto progetto editoriale dedicato al musicista ebreo, che prevede la pubblicazione di tutti gli inediti e comprende la prima biografia: Mario Castelnuovo-Tedesco. Un fiorentino a Beverly Hills di Angelo Gilardino.
Parashat Vayakel-Pekudey, Parashat Parà
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
“E i capi dei popolo portarono pietre d’onice e pietre da incastonare per l’efod e per il pettorale, aromi e olio per il candelabro, per l’olio dell’unzione e per il profumo fragrante, il ketoret hasamim” (Esodo 35, 27-28). È sempre stato difficile comprendere fino in fondo l’offerta dell’incenso che bruciava nel Mishkan ed in seguito nel Mikdash, nel Tempio di Gerusalemme. Il ketoret bruciava quotidianamente ed una volta l’anno bruciava all’interno del Kodesh haKodashim, il luogo più sacro del Tempio.
Parashat Ki Tissà
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La Parashà di KiTissà è ricca di argomenti di notevole importanza: il censimento del popolo; il grave peccato di cui si macchiarono i figli d’Israele con il culto prestato al vitello d’oro subito dopo aver ricevuto nel Decalogo il precetto “Non ti farai alcuna immagine”; la perorazione di Mosè presso l’Eterno perché perdoni il popolo.
L’ostilità anti-ebraica: perché si possono odiare gli ebrei senza conoscerne nemmeno uno?
di Marina Caffiero
Qual è la differenza tra antisemitismo e antigiudaismo? Risponde, con un tour de force accademico, lo storico americano David Nirenberg. L’antisemitismo ha bisogno di ebrei reali da perseguitare; l’antigiudaismo può prosperare perfettamente senza di loro, poiché il suo obiettivo non è un gruppo di persone ma un’idea.
Parashà Tetzavvè
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Mishkan e mikdash rappresentano insieme i luoghi del nostro incontro con Dio, lì dove il mishkan è il luogo dello studio e della gioia, dell’incontro per così dire più intimo e fisico, mentre il mikdash rappresenta il luogo della consapevolezza del nostro limite di fronte il Trascendente, di fronte a ciò che ci fa “tremare” di timore per Dio.
Parashat Terumà
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il popolo ebraico è messo di fronte il proprio dovere di partecipare alla costruzione della nuova realtà fisica e spirituale all’interno del Mishkan, il tabernacolo portatile nel deserto.
In Turchia ebrei in fuga per colpa dell’antisemitismo
di Paolo Castellano
Gli ebrei turchi stanno affrontando giorni difficili. Negli ultimi due anni l’antisemitismo e l’odio anti-israeliano hanno reso la Turchia una terra inospitale per un cittadino di fede ebraica.
David Bowie e gli ebrei: una relazione profonda e contorta
di Roberto Zadik
A due anni dalla morte del cantautore inglese David Bowie, un approfondimento sul suo rapporto a tratti controverso con il mondo ebraico.
Mussolini e gli ebrei: la via italiana alla catastrofe (e quella “benevola” auto-assoluzione collettiva)
di Claudio Vercelli
Come si arrivò alla Leggi razziali del 1938? Quale il tratto peculiare dato dal dittatore alla persecuzione degli ebrei? Risponde lo storico Michele Sarfatti
Polonia: il nuovo primo ministro elogia i polacchi che salvarono “i loro fratelli ebrei” dalla Shoah
di Paolo Castellano
Nel suo discorso inaugurale come primo ministro della Polonia, Mateusz Morawiecki ha detto che i quei polacchi non ebrei, che salvarono i loro “fratelli ebrei” durante la Shoah, rappresentano “l’essenza di ciò che significa essere un polacco”.














