di Nina Prenda
Il 5 ottobre nella sede del Senato è stato presentato “La nuova accusa del sangue”, il libro scritto da Yechiel Leiter, ambasciatore di Israele negli Stati Uniti. Una guerra combattuta non soltanto sul campo, ma anche sul terreno delle parole, delle immagini e delle narrazioni. È questo il filo conduttore
disinformazione
Il nuovo dossier di Israele contro l’Onu: così il governo contesta la “neutralità” delle Nazioni Unite su Gaza
di Anna Balestrieri
Il portale, pubblicato sulla piattaforma digitale del governo israeliano GovExtra, porta un titolo esplicito: “UN Bias in the Gaza War”. La struttura è quella di un vero e proprio centro documentale, organizzato per capitoli e corredato da rapporti, fonti primarie e materiali esterni.
Ebrei italiani presi di mira su Rai Radio 3
di Nathan Greppi
Un primo episodio è avvenuto il 12 settembre 2026, durante la trasmissione Prima pagina su Rai Radio 3, dove un ascoltatore ha chiesto quanti fossero gli ebrei con doppia cittadinanza che hanno prestato servizio nell’IDF come riservisti. E il giornalista Beda Romano, il giorno dopo, gli ha risposto dopo avere fatto delle ricerche.
Gece 2026. Brunori: «Israele ha perso la guerra della comunicazione. Ma la narrativa dominante contro Israele comincia ad avere qualche crepa»
di Ilaria Myr
Così Giovan Battista Brunori, Corrispondente Responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente, ha iniziato il suo attesissimo intervento alla XXVII Giornata Europea della Cultura Ebraica, durante la mattinata alla Sinagoga Centrale di Milano. Sollecitato da Paolo Salom, neo-direttore dei media della Comunità ebraica, Brunori ha spiegato al pubblico le principali sfide dello svolgere il suo lavoro in un teatro di guerra complesso come quello medio-orientale, andando anche incontro a veri e propri attacchi personali.
“The Campaign”: il documentario che indaga sulla guerra della disinformazione dopo il 7 ottobre
di Pietro Baragiola
The Campaign ricostruisce l’intera macchina comunicativa attribuita ad Hamas nelle ore e nei mesi successivi all’attacco del 7 ottobre 2023 e affronta anche il ruolo del Qatar, analizzando i finanziamenti provenienti dall’emirato e la loro possibile influenza sulla diffusione di determinate narrative ideologiche e sul dibattito nei campus universitari.
Tre giornalisti Rai nel mirino di un sindacato. Meghnagi (CEM): “Un attacco che ricorda tempi bui”
di Redazione
Il direttore dell’Ufficio Stampa Rai, Incoronata Boccia, il corrispondente da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori, e il conduttore di Filorosso, Antonino Monteleone, sono stati, infatti, messi all’indice dall’Usb che, in un post pubblicato su Instagram, li ha utilizzati come richiami per una raccolta firme contro quella che viene definita “propaganda dell’occupazione”.
YouTube tiene online il video complottista sull’attacco di Bondi: parte l’inchiesta del parlamento australiano
di Pietro Baragiola
Il video che sostiene falsamente che un sopravvissuto alla strage di Bondi Beach sia solamente un attore pagato continuerà a rimanere online su YouTube. Lo ha confermato Rachel Lord, responsabile di Google Australia, durante l’inchiesta parlamentare sulla diffusione dell’antisemitismo nel Paese, tenutasi martedì 7 luglio.
“Rabbini” generati artificialmente accusati di diffondere antisemitismo su TikTok
di Maia Principe
Lo studio, condotto dal Centro di ricerca sull’antisemitismo del CAM, afferma di aver identificato almeno 49 account TikTok che utilizzano avatar generati dall’intelligenza artificiale e identità fittizie. Questi profili, con oltre 950.000 follower e più di 10 milioni di like si presentano come rabbini o voci autorevoli della comunità ebraica. Diffondono poi teorie del complotto e accuse contro gli ebrei, presentandole come presunte rivelazioni provenienti dall’interno della comunità ebraica stessa.
Quando gli influencer veicolano preconcetti su ebrei e Israele
di Nathan Greppi
Influencer da centinaia di migliaia di follower ogni giorno condividono contenuti fatti di parzialità e disinformazione, plasmando però così le opinioni dei giovani che si informano attraverso le loro piattaforme. Giopizzi, Lorenzo Tosa e altri come loro credono di essere delle voci fuori dal coro. In realtà, sono solo gli eredi di una cattiva tradizione.
La guerra parallela e invisibile delle fake news: Israele investe 730 milioni per riconquistare il mondo
di Nina Deutsch
Dalla crisi d’immagine negli Stati Uniti all’offensiva sui social, il governo israeliano trasforma la comunicazione in un fronte strategico. Budget record per influencer, campagne e media monitoring. Tra esperti che avvertono «potrebbe essere troppo tardi» e altri che ne sollecitano la necessità, proseguono le proteste globali e la disinformazione virale, mentre il divario tra diplomazia e percezione popolare continua ad allargarsi.
Milano: contestazioni propal al Liceo Agnesi. La testimonianza di Alessandro Litta Modignani: “un dialogo mancato”
di Nathan Greppi
La discussione si è fatta ancora più accesa quando “ho detto che quello che è successo a Gaza non può assolutamente essere classificato come genocidio ai sensi della definizione datane dall’ONU e da Raphael Lemkin. Una ragazzina si è alzata e se n’è andata dicendo che facevo propaganda”. Quando è uscito dalla biblioteca, “ho trovato due grosse ali principalmente di studentesse che si sono messe a cantare in coro Bella Ciao. È chiaro che è stato un dialogo mancato, non c’è stato un vero dibattito se non con il piccolo gruppo che si è fermato”.
Corea del Sud: presidente accusato di banalizzare la Shoah e diffondere fake news contro Israele
di Nathan Greppi
Il presidente ha condiviso su X un video in cui un soldato israeliano butta dal tetto un corpo dicendo che era in diretta e che si trattava del corpo di un bambino palestinese, paragonando le sofferenze a quelle degli ebrei nella Shoah. In realtà il video era del 2024 e il corpo era di un terrorista già morto. L’IDF ha comunque condannato l’accaduto e aperto un’inchiesta.













