Biennale di Venezia

Con Israele alla Biennale Arte 2026, la memoria si fa acqua nera. Belu-Simion Fainaru: «L’arte deve restare spazio di libertà» 

Arte

di Anna Balestrieri
Il titolo dell’opera che rappresentrà Israele, Rose of Nothingness, nasce dal confronto con Paul Celan, figura decisiva nell’immaginario dell’artista. Non si tratta di una semplice citazione letteraria, ma di una prossimità profonda, quasi esistenziale. Non soltanto un’installazione, ma un invito. A sostare. Ad ascoltare. A lasciare che l’acqua, il buio, il vuoto e il tempo producano un varco.

Nabatele, la sinagoga sospesa di Anna Kamyshan debutterà alla Biennale di Venezia, ma il Comune non autorizza la location nel canale della Giudecca

Arte

di Anna Lesnevskaya
L’opera incarna un padiglione di un Paese che non è mai esistito nel senso convenzionale del termine: Yiddishland Pavilion, uno spazio concettuale, non nazionale sviluppato dall’omonimo collettivo curatoriale composto da Maria Veits e Yevgeniy Fiks. Nabatele è il primo progetto dello Yiddishland Pavilion ad essere stato incluso nel programma ufficiale della Biennale come Evento Collaterale. Purtroppo negata dal Comune la location pensata inizialmente

Biennale di Venezia, il fronte del boicottaggio si allarga: nel mirino Israele

Mondo

di Anna Balestrieri
A innescare la polemica è stata una lettera promossa dal collettivo Art Not Genocide Alliance, che chiede l’esclusione di Israele dalla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte. Il documento porta 178 firme tra artisti, curatori e operatori culturali coinvolti direttamente nella manifestazione.

Festival di Venezia, le sofferenze degli ebrei ungheresi, fra Shoah e Regime Comunista, “filtrate” dagli occhi di un ragazzo, nel nuovo film “Orphan”

Spettacolo
di Roberto Zadik
È una sfida davvero complessa miscelare un affresco storico con vicende biografiche e intimiste ma una pellicola, in programma al Festival di Venezia, la proiezione mercoledì 27 e giovedì 28 agosto, sembra riuscirci perfettamente.  È il caso di “Orphan” (Orfano) il nuovo film di Lazslo Nemes.

Biennale di Venezia: l’artista israeliana Patir chiude il padiglione. Chiede un accordo sugli ostaggi e il cessate un fuoco

Personaggi e Storie

di Redazione
La mostra presso il Padiglione Israeliano alla Biennale di Venezia rimarrà indisponibile fino a ulteriori sviluppi sulla liberazione degli ostaggi. La scelta non si traduce nella cancellazione dell’esposizione, ma piuttosto rappresenta un gesto di solidarietà nei confronti delle famiglie dei rapiti e della vasta comunità israeliana che invoca un mutamento.