di Nina Prenda
Secondo Ben Yakar, che ha parlato con Ynet, cinque o sei uomini si sono avvicinati dopo averlo sentito parlare ebraico e gli hanno chiesto se fosse ebreo. Dopo che ha risposto affermativamente, gli uomini hanno iniziato a “prendermi a pugni, calci” e a gridare “Ebreo, ebreo” in arabo. Ben Yakar ha detto di essere stato trascinato per strada dove gli uomini hanno strappato i suoi vestiti.
antisemitismo
Roald Dahl, l’antisemitismo e il fallimento dei boicottaggi culturali: il dilemma ebraico dietro “Giant”
di Anna Balestrieri
Nella sua piéce Giant, dedicata al noto scrittore britannico, il drammaturgo britannico ebreo Mark Rosenblatt affronta senza sconti il feroce antisemitismo dell’autore, senza però invocare boicottaggi o cancellazioni, ma scegliendo la strada della complessità: una prospettiva, profondamente legata all’esperienza storica ebraica, a rendere il rifiuto dei boicottaggi culturali qualcosa di più di una semplice posizione politica.
Re Carlo III visita il quartiere ebraico di Londra colpito da attacchi antisemiti
di Maia Principe
Giovedì 14 maggio,re Carlo è stato accolto da una folla festante durante la sua visita a sorpresa al quartiere Golders Green di Londra, che nelle ultime settimane è stato teatro di una serie di attacchi antisemiti, in segno di solidarietà con le comunità ebraiche britanniche, che temono per la propria incolumità.
Mattarella-Herzog, due telefonate in una: il richiamo italiano alla guerra permanente e l’allarme israeliano sull’antisemitismo
di Nina Deutsch
Il colloquio tra Sergio Mattarella e Isaac Herzog del 13 maggio, descritto dal Quirinale come “franco e aperto”, viene raccontato dai media in modo diverso sulle due sponde del Mediterraneo. In Italia emergono soprattutto la definizione di “inaccettabili” usata da Mattarella per gli attacchi contro il contingente Unifil e il timore di una “guerra permanente”; nella stampa israeliana e nei media ebraici prevalgono invece la preoccupazione per il clima anti-israeliano e l’allarme per la crescita dell’antisemitismo.
Leader musulmani nel Regno Unito chiedono una “lotta decisa all’antisemitismo” nelle loro comunità
di Malka Letwin
Una lettera aperta firmata da esponenti musulmani britannici invita i leader religiosi e laici a riconoscere e contrastare con maggiore fermezza l’antisemitismo nelle proprie comunità. Nell’appello, viene inoltre evidenziato come alcune proteste abbiano contribuito a normalizzare slogan e simboli che glorificano la violenza.
New York, Mamdani aumenta di nove volte il budget contro i crimini d’odio: 26 milioni nel nuovo bilancio
di Nina Deutsch
Il sindaco di New York City ha proposto un aumento di quasi nove volte dei fondi per la prevenzione dei crimini d’odio, portando il budget a 26 milioni di dollari nel bilancio da 124,7 miliardi. La misura arriva in un contesto di forte tensione in città, segnato da proteste anti-israeliane e scontri nei quartieri a maggioranza ebraica.
Danimarca, antisemitismo ai massimi storici
di Nina Prenda
Ci sono stati 199 incidenti antisemiti documentati l’anno scorso, il secondo totale più alto da quando sono iniziate le registrazioni nel 2012 e solo leggermente al di sotto dei 207 registrati nel 2024, secondo AKVAH, il Dipartimento per la mappatura e la registrazione degli incidenti antisemiti della comunità ebraica danese. Prima del 7 ottobre 2023, il Paese aveva una media di soli nove incidenti all’anno. La Danimarca conta circa 6.000 ebrei, secondo le stime.
Londra: in migliaia in piazza contro l’antisemitismo davanti a Downing Street
di Maia Principe
Domenica 10 maggio, migliaia di persone si sono radunate nel centro di Londra per protestare contro la crescente ondata di attacchi antisemiti in tutta la Gran Bretagna. Leader ebrei, politici e figure religiose hanno avvertito che l’odio verso gli ebrei si è “normalizzato” e rappresenta una minaccia per i valori democratici del Paese.
La maggior parte degli elettori ebrei di Mamdani teme l’aumento dell’antisemitismo
di Nina Prenda
La maggior parte degli ebrei a New York City, elettori di Zohran Mamdani, collega l’antisionismo all’aumento dell’antisemitismo, disapprova altri ebrei che sostengono i movimenti anti-israeliani e crede che i canti di protesta riguardanti l’intifada siano inviti alla violenza, secondo un sondaggio pubblicato domenica 3 maggio 2026 e pubblicato dal Times of Israel.
Quando la realtà si vendica della narrazione ideologica preconfezionata
di Davide Romano
Ci voleva la riunione del Comitato Permanente Antifascista di lunedì 4 maggio — l’organismo che coordina il 25 aprile a Milano — per assistere a uno di quei momenti in cui la realtà si vendica delle narrazioni costruite a tavolino. La scaletta prevedeva l’intervento di rappresentanti di sigle ebraiche progressiste — Laboratorio Ebraico Antirazzista e Mai Indifferenti — che si sono proposti, nei fatti, a svolgere una funzione precisa: negare che nel corteo del 25 aprile ci fosse stato antisemitismo. Smentiti da testimoni non ebrei
“Rabbini” generati artificialmente accusati di diffondere antisemitismo su TikTok
di Maia Principe
Lo studio, condotto dal Centro di ricerca sull’antisemitismo del CAM, afferma di aver identificato almeno 49 account TikTok che utilizzano avatar generati dall’intelligenza artificiale e identità fittizie. Questi profili, con oltre 950.000 follower e più di 10 milioni di like si presentano come rabbini o voci autorevoli della comunità ebraica. Diffondono poi teorie del complotto e accuse contro gli ebrei, presentandole come presunte rivelazioni provenienti dall’interno della comunità ebraica stessa.
Regno Unito: antisemitismo a livelli record. Starmer: “Odio contro gli ebrei spesso minimizzato”
di Maia Principe
Questo episodio si verifica mentre il Regno Unito ha innalzato il livello di allerta terrorismo in seguito a una serie di attacchi contro la comunità ebraica. E il primo ministro parla apertamente di crisi e stanzia 25 milioni di sterline per la protezione delle comunità ebraiche.













