di Nina Deutsch
Dopo gli attacchi che hanno colpito la leadership iraniana, l’Assemblea degli Esperti sceglie il figlio di Ali Khamenei come nuova Guida Suprema. I Pasdaran giurano fedeltà mentre in Iran emergono proteste e in Occidente cresce il timore per il controllo del programma nucleare.
Ali Khamenei
La “soft war”: Wikipedia accusata di riscrivere la storia iraniana
di Pietro Baragiola
Nella voce è indicato solo come“guida suprema della Repubblica Islamica dal 1989, figura religiosa e politica centrale del sistema iraniano”, e non compare alcun riferimento diretto alle gravi accuse rivolte al suo regime. Le stesse repressioni violente vengono riassunte in formule attenuate che affermano che il leader “ha affrontato numerose proteste”.
Hackeraggi, algortimi e intercettazioni: svelato il piano dell’attacco israeliano a Khamenei
di Pietro Baragiola
Israele avrebbe hackerato la rete di telecamere del traffico di Teheran per monitorare gli spostamenti delle guardie del corpo di Khamenei. L’intelligence israeliana avrebbe ottenuto accesso alla rete anni fa, individuando una telecamera il cui obiettivo inquadrava l’area in cui i membri della sicurezza di Khamenei erano soliti parcheggiare le auto.
Martedì 3 marzo a Roma una manifestazione nazionale con gli iraniani per un Iran libero
di R.I.
Martedì 3 marzo alle ore 18, a piazza Santi Apostoli a Roma si terrà una manifestaizone in difesa di un Iran libero dalla dittatura islamica. L’iniziativa è promossa da organiuzzata dall’associazione Setteottobre: aderiscono Woman Life Freedom Europe, Associazione Italia-Iran, Associazione Luce dell’Iran, Associazione Donna Vita Libertà, Associazione Anahita.
“Un nuovo confronto tra Israele e Iran non è una questione di se, bensì di quando”
di David Zebuloni
Secondo la ricercatrice esperta di Iran Moran Allalouf, “il regime deve disgregarsi dall’interno”, sottolinea. “E occorre capire che non si tratta affatto di una minoranza esigua”. In questo quadro, un eventuale intervento israeliano appare, a suo avviso, non solo possibile, ma persino necessario.
“Trump non può rovesciare il regime, il popolo sì”
di David Zebuloni
Parla Babak Yitzhaki, giornalista israelo-persiano di Iran International il principale media in lingua persiana con sede a Londra, che dall’inizio della repressione da parte dell’IRGC fornisce i numeri reali e dà voce ai milioni di iraniani rimasti intrappolati nella loro patria.
L’UE propone il divieto di esportazioni di droni verso l’Iran dopo la repressione mortale
di Nina Prenda
Il capo della politica estera dell’Unione europea Kaja Kallas ha detto agli europarlamentari del Parlamento europeo che le misure riguardo ai droni e missili “limiteranno ulteriormente la capacità dell’Iran di alimentare la continua aggressione della Russia contro l’Ucraina”.
Milano: in strada con gli iraniani, per la libertà dall’oppressione
di Ilaria Myr
Centinaia i partecipanti alla manifestazione di sabato 10 gennaio dalle 16 in via Monte Rosa a Milano davanti al Consolato dell’Iran: quasi tutti iraniani, pochissimi gli italiani presenti, a gridare contro l’ayatollah per la liberazione del Paese dalla tirannia. Chissà però perché i “sostenitori” dei diritti umani non si sono fatti vedere….
Dietro il dilemma Khamenei: eliminarlo o non eliminarlo? E chi verrà dopo di lui?
di David Zebuloni
“L’eventuale eliminazione della Guida Suprema è, prima di tutto, un gesto simbolico” spiega Yosef Kuperwasser, direttore del Jerusalem Institute for Strategy and Security. Ma è anche strettamente coinvolto nella costruzione dell’anello di fuoco attorno a Israele, ed è anche il promotore del programma nucleare iraniano e dello sviluppo dei missili balistici.
Diario minimo (di un conflitto). L’Ayatollah è nudo?
di Luciano Assin, guida turistica in Israele e abitante del kibbutz Sasa al confine con il Libano
Oltre 140 velivoli, 1600 km per ogni direzione, 3 ondate di attacchi, 2 rifornimenti aerei per ogni direzione, decine di bersagli militari colpiti in almeno 6 zone diverse del paese e tutto questo in poco più di 4 ore senza nessun aereo abbattuto o costretto a ritornare alla base causa avaria. In questi numeri sta il successo ma soprattutto il monito del riuscito raid aereo effettuato nella notte fra venerdì e sabato.
Anche con un nuovo presidente, l’Iran resta ostile a Israele
di Francesco Paolo La Bionda
Pezeshkian è considerato un riformista, ma sempre nell’alveo del regime. Egli stesso si è definito come un “riformista principalista”, vale da dire che colloca la volontà di cambiamento nel quadro dei principi cardine della rivoluzione islamica che ha dato vita all’attuale assetto politico del paese. E già in campagna elettorale, aveva promesso che se avesse vinto, avrebbe cercato “di avere relazioni amichevoli con tutti i paesi, tranne Israele”.
Meta blocca tutti gli account dell’Ayatollah Khamenei per incitamento alla violenza
di David Fiorentini
Nella fattispecie, il leader iraniano è stato accusato di lodare e glorificare gli attacchi terroristici del 7 ottobre perpetrati da Hamas, spargendo il timore tra i moderatori di Meta che questi messaggi possano scaturire pericolose emulazioni in giro per il mondo. D’altro canto, Khamenei non è stato ancora bandito da X e addirittura il suo tweet pubblicato nel giorno dell’invasione è ancora visibile.













