Tel Aviv

Ecco come Tel Aviv è diventata una superpotenza mondiale di tecnologia e innovazione

Tecnologia

di David Zebuloni
In un interessante editoriale pubblicato sul Times of Israel, il giovane scienziato ed esperto di tecnologia Anton Lucanus spiega come Tel Aviv sia diventata in pochi anni una superpotenza mondiale di tecnologia e innovazione. Più precisamente, una tech hub. La tech hub della Startup Nation. Tante parole complesse in inglese per esprimere un concetto semplice in italiano: Tel Aviv non è solo la città più avanza dello Stato ebraico, ma una delle più tecnologiche del Medio Oriente e del mondo intero.

I numeri parlano chiaro: vi è una startup per ogni 1,400 persone. Se consideriamo dunque i 8,5 milioni di abitanti che popolano Israele, significa che il paese ha circa 6,000 startup attive e produttive. Non ci sorprende quindi scoprire che il Global Startup Ecosystem Report (GSER) nel 2019 abbia incluso Tel Aviv tra le sei città identificate come i più grandi centri tecnologici al mondo, dopo la Silicon Valley ovviamente. Le altre città indicate sono New York City, Londra, Pechino, Boston e Shanghai.

Lucanus spiega che Tel Aviv è in grado di offrire al mondo grandi risorse in termini di brevetti, così da poter operare non in una sola, ma in numerose aree di ricerca quali la cybersecurity, la medicina, l’agricoltura, la guida autonoma, l’energia, la robotica, i droni, l’aviazione, l’aerospazio e molte altre ancora. Inizialmente i ricercatori si sono concentrati sulla sicurezza informatica e l’intelligenza artificiale, ma presto hanno scelto la nutrizione globale come prossima frontiera d’innovazione. Secondo la Start-Up Nation Central (SNC), Tel Aviv ha lanciato oltre 350 startup agroalimentari negli ultimi dieci anni. Ciò ha contribuito a rendere Israele un vero protagonista nel settore agroalimentare tecnologico mondiale, con un valore industriale stimato 8,7 trilioni di dollari.

È opinione diffusa che in Israele gli investimenti importanti nel campo della tecnologia, abbiano avuto inizio solo nel 2012. Tuttavia, già nel 1998, Newsweek aveva nominato Tel Aviv una delle dieci città tecnologicamente più influenti del mondo. Nel 2010, Israele aveva 140 scienziati e tecnici per ogni 10.000 dipendenti. Nel 2012 invece, uno studio internazionale aveva classificato Tel Aviv seconda solo alla Silicon Valley, come il miglior posto al mondo per lanciare una startup.

Nonostante l’impatto importante sul piano globale, l’obiettivo di Tel Aviv non potrebbe essere più chiaro: fornire ai suoi residenti un migliore accesso ai servizi, per una vita più facile e comoda. Per poter migliorare la vita di milioni di persone sparse per il mondo, infatti, bisogna prima migliorare la vita di chi abita proprio nella hub tech. Prima di poter esportare un prodotto, bisogna prima testarlo in casa.

Lucanus termina il suo editoriale citando l’ex Capo di Stato israeliano, Shimon Peres. “In Israele, una terra priva di risorse naturali, abbiamo imparato ad apprezzare il nostro più grande vantaggio nazionale: le nostre menti”, aveva detto Peres. “Attraverso la creatività e l’innovazione, abbiamo trasformato aridi deserti in campi fiorenti e abbiamo aperto la strada a nuove frontiere nella scienza e nella tecnologia”. La strada è ancora lunga, ma la Silicon Valley non ci è mai sembrata più vicina.

(Foto: Ted Eytan, fonte: wikipedia )

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