Amore e Arte: Le passioni e i tormenti di Modigliani, riassunti in un nuovo libro

Taccuino

di Roberto Zadik

 

Nella pittura e nell’arte in generale,ci sono stati grandi artisti che sono stati consumati dal loro carattere e dalle loro passioni spegnendosi in giovane età e lasciando un segno profondo e indelebile, spesso cancellato o affievolito dalle nuove generazioni. Fra i pittori vengono subito in mente Vincent Van Gogh o Raffaello  o Caravaggio e in ambito ebraico, tornando a questo mio blog che riguarda musica,film e libri su artisti ebrei contemporanei, spicca il nome di Amedeo Modigliani, Cancro ascendente Vergine,pittore e scultore ebreo italiano di famiglia sefardita. Egli fra le sue tante donne, visse la sua storia più dolorosa e duratura con l’artista francese Jean Hebuterne.

La tortuosa personalità di “Modì”, questo era il suo soprannome fra gli amici e parenti che lo chiamavano anche “Dedo” , e il loro amore disperato, sono al centro  del nuovissimo libro “Amedeo, Je t’aime” realizzato da Francesca Diotallevi (247 pagine, Mondadori Electa,17,90 euro) e uscito nelle librerie lo scorso 15 settembre. Un testo vibrante e ben scritto che analizza i tormenti e le passioni di Modigliani, che visse solo 35 anni dilaniato da vizi, alcol e droghe e da un animo profondo ma timido,misterioso e aggressivo. Ebreo livornese di padre romano e di madre marsigliese, nato a Livorno da famiglia benestante ma decaduta, la sua arte è essenziale, dolorosa, elegante e cerebrale, incentrata su ritratti e figure di donne magre e senza pupille. Dall’uso di colori tenui che danno l’impressione di distacco, solitudine e incomunicabilità. Bello fisicamente e molto affascinante, una delle sue “vittime” quando visse povero e solo nel quartiere di Montmarte fu la Hebuterne che si invaghì perdutamente del suo fascino da playboy italiano e di artista “bello e dannato”. Questa figura, dalla musica, al cinema, alla letteratura è decisamente ricorrente, nel mondo del lavoro e in famiglia è invece una catastrofe e per questo tanti enormi talenti vissero disastrosamente e molto poco. Modigliani, ebreo ateo e artista precoce emigrò nella capitale francese da giovane e incontrò a una festa di Carnevale la piacente e fragile Jeanne.

Timida e magnetica, anche lei dipingeva ed era di padre ebreo convertito al cristianesimo, ma venne educata secondo la religione cattolica. Aveva capelli castani e occhi a mandorla azzurri e si diplomò in pittura all’Academie Colarossi e rifuggì il successo e la notorietà per via del suo carattere schivo. Proprio quest’ultima nel testo è la protagonista della trama narrata dal punto di vista femminile e in prima persona (il titolo infatti in italiano è “Amedeo, ti amo”). Mescolando dati biografici e storici reali e invenzioni narrative di fiction il libro fornisce una descrizione efficace delle passioni e dei sentimenti dei due protagonisti che morirono a un giorno di distanza l’uno dall’altro ed entrambi molto giovani. Infatti Modì, di buona famiglia e intellettuale, non ebbe successo in vita ma post mortem e afflitto da vari problemi economici,  per anni venne mantenuto dal collega Leopold Zborowski, si gettò sempre di più nell’alcolismo e morì di tisi il 24 gennaio 1920.

La fragile Jeanne non sopportò questo colpo e il giorno dopo  a soli 22 anni e incinta di nove mesi,decise di togliersi la vita lanciandosi dalla finestra del suo appartamento.Una relazione di spaventosa intensità la legava a quell’uomo disperato e brillante, Modigliani, con cui visse a stretto contatto gli ultimi tre anni della sua cortissima vita. L’artista che diede scandalo varie volte per il suo comportamento e certi suoi dipinti definiti ai tempi “osceni” da critici e esperti francesi, con la sua personalità e il suo talento artistico  ispirò vari artisti a lui contemporanei come Marcel Utrillo e il correligionario  Chaim Soutine, ebreo russo come Marc Chagall,Cancro ascendente Scorpione. Nella fertile atmosfera creativa di Montmartre, conobbe anche personaggi celebri come Pablo Picasso e gli scrittori Cocteau e Jacob, ebreo di nascita e convertito al cattolicesimo. Le vicende biografiche di Modigliani vengono raccontate dal bel film di Mick Davis, del 2005,”I colori dell’anima” interpretato da un bravissimo Andy Garcia, qui nella sua prima prova intimista dopo numerosi film d’azione.

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