Michael Jackson e Walter Yetnikoff

“Michael” e Walter Yetnikoff: il dirigente ebreo che costrinse MTV a mandare in onda Billie Jean

Spettacolo

di Pietro Baragiola
Il film su Michael Jackson ha ricordato il presidente della CBS. Pur non essendo considerato un talent scout particolarmente raffinato, era noto per la sua aggressività negli affari e per la capacità di difendere gli artisti. Sotto il suo patrocinio passarono star come Billy Joel, Bruce Springsteen, Gloria Estefan.

Il 22 aprile è uscito al cinema Michael, il biopic diretto da Antoine Fuqua e dedicato alla vita di Michael Jackson. Nelle ultime settimane il film ha dominato il botteghino italiano, superando i 15 milioni di euro e ottenendo il plauso della critica grazie all’interpretazione di Jaafar Jackson, il giovane nipote del “Re del Pop”, che ora ne veste il ruolo sul grande schermo.

Tra le scene più iconiche, una è rimasta impressa a gran parte del pubblico in sala: l’incontro di Michael con il presidente della CBS Records, Walter Yetnikoff.

È il 1983, Billie Jean è appena uscita e MTV, allora canale emergente dedicato ai videoclip, continua a trasmettere quasi esclusivamente artisti bianchi. Michael Jackson allora vuole suolo una cosa: entrare nella programmazione del celebre network.

Nel film, Yetnikoff, interpretato dall’attore Mike Myers, riceve la giovane star nel suo studio pieno di dischi d’oro, prende il telefono e minaccia MTV di ritirare tutti gli artisti CBS se il videoclip non verrà trasmesso immediatamente. Poco dopo Billie Jean entra in heavy rotation, cambiando per sempre il mondo della musica pop.

Grazie a questa vicenda, Yetnikoff è passato alla storia come il potente dirigente ebreo americano che contribuì ad abbattere le principali barriere raziali della tv musicale.

La vita di Walter Yetnikoff

Nato nel 1933 in una famiglia ebrea di New York, Walter Yetnikoff è diventato presidente e CEO della CBS Records nel 1975. Pur non essendo considerato un talent scout particolarmente raffinato, era noto per la sua aggressività negli affari e per la capacità di difendere gli artisti.

Sotto il suo patrocinio passarono star come Billy Joel, Bruce Springsteen, Gloria Estefan e, soprattutto, Michael Jackson, con cui iniziò a collaborare alla fine degli anni Settanta durante l’avvio della sua carriera da solista.

“Il cuore della persona di Yetnikoff era la sua ebraicità brooklynese” ha affermato il giornalista Frederic Dannen nel libro Hit Men, che lo descrisse come “esplosivo, teatrale e incline a mischiare inglese e yiddish nelle sfuriate”.

Era quasi una caricatura del dirigente musicale newyorkese e, per evidenziare questo atteggiamento, nel film chiama il dirigente di MTV “that schmuck”.

Secondo la versione raccontata da Yetnikoff stesso nell’autobiografia Howling at the Moon: The True Story of the Mad Genius of the Music World, il confronto con MTV per la promozione di Billie Jean è avvenuto davvero: “urlai come un pazzo quando si rifiutarono di trasmettere i video di Michael Jackson. Dicevano che il loro formato, rock bianco, escludeva la sua musica e allora risposi che erano razzisti e che li avrei denunciati pubblicamente se non avessero ceduto.”

Tuttavia, il fatto che questo confronto sia avvenuto attraverso una telefonata come mostrato nel film è “solamente folklore” secondo alcuni ex dirigenti di MTV che però riconoscono a Yetnikoff di aver esercitato una forte pressione sul network.

Dopo la sua morte nel 2021, la famiglia Jackson lo ha ricordato proprio per il suo ruolo nella vicenda: “Walter fu feroce nel difendere Michael e non esitò a sfidare MTV. Con quella decisione il muro crollò.”

Il razzismo di MTV e l’impatto di Thriller

All’inizio degli anni ’80 MTV continuava a sostenere che il proprio format fosse focalizzato sul rock, nonostante molte critiche accusassero il canale di escludere sistematicamente la musica afroamericana.

In molti hanno denunciato questo problema tra cui David Bowie che è arrivato persino a criticare apertamente il network in diretta televisiva.

Negli anni seguenti, i successi di Billie Jean e soprattutto di Thriller sono riusciti a trasformare completamente il panorama musicale e a rendere Michael Jackson la prima superstar di colore a dominare stabilmente MTV.

Yetnikoff ha anche contribuito a spostare Jackson dalla categoria “R&B” a quella “pop”, ridefinendo il modo in cui gli artisti neri venivano percepiti dall’industria e aprendo la strada alle future generazioni.

È forse proprio questo il significato più profondo della scena mostrata in Michael: non soltanto una battaglia tra un manager e un canale televisivo, ma il momento in cui la cultura pop americana ha iniziato davvero a cambiare per il meglio.