Un Grammy Award “ebraico”, qui le nomination dei tanti artisti ebrei

Spettacolo

di Roberto Zadik
Cominciato “il conto alla rovescia” per il tanto atteso premio dei Grammy Awards, riconoscimento artistico decisamente importante, che si terrà in versione virtuale a causa del Covid, il prossimo 31 gennaio 2021. E fra le nomination, dal cinema, alla tv, alla musica, sono tante le star di origine ebraica presenti fra i possibili premiati di questa 63esima edizione in collegamento dallo Staples Center di Los Angeles.

Ma chi saranno i “nominati” all’ambito riconoscimento? Il Times of Israel ha pubblicato lo scorso 25 novembre una lista di nomi, fra i quali appare anche una assegnazione postuma del titolo al leggendario cantautore ebreo canadese Leonard Cohen che verrà premiato a più di 4 anni dalla sua scomparsa, a 82 anni il 7 novembre 2016, per il suo ultimo album Thanks for The dance realizzato come testamento artistico poco prima della sua scomparsa e terminato grazie al tenace lavoro del figlio Adam.

Riguardo alla musica, oltre a Cohen ci saranno il leader della rock band dei Black Keys, il carismatico Dan Auerbach, di padre ebreo polacco, che verrà premiato per il suo lavoro musicale come produttore musicale di artisti come Early James o Marcus King, la band delle Haim Sisters candidate ai Grammy sia per la loro canzone più famosa The Steps che per l’album Women in Music PT III e il musicista Jack Antonoff. Fra i nomi anche la rapper Doja Cat, di padre sudafricano e madre ebrea americana e il produttore sempre di genere hip hop Daniel Maman noto con lo pseudonimo di The Alchemist che ha collaborato con alcuni fra i più grandi dell’hip hop contemporaneo da Eminem a 50 Cent.

In tema di personaggi curiosi anche J.P Saxe nome d’arte del musicista canadese Jonathan Percy Starker nipote del violoncellista ebreo ungherese Janos Starker sopravvissuto alla Shoah.

Riguardo al mondo del grande schermo invece la star tv Jerry Seinfeld famoso per il telefilm intitolato col suo cognome e l’attrice Tiffany Haddish di padre ebreo etiope protagonista della serie Black Mitzva in onda su Netflix.

Nell’elenco di produzioni che intrecciano musica e cinema, l’adattamento in versione musical realizzata dall’acclamato compositore 72enne Stephen Schwartz del film Prince of Egypt. Come ha sottolineato il Times of Israel nel suo articolo ripreso da Jewish Telegraphic Agency, Schwartz ha realizzato un album con le canzoni del musical che raccontano l’uscita del popolo ebraico dall’Egitto guidati da Mosè. Nella gara del prossimo 31 gennaio il musicista dovrà però sfidare due “giganti della produzione musicale come i compositori Alan Menken, famoso per colonne sonore di grandi film in bilico fra musical e fiaba da La sirenetta a Aladino e Thomas Newman famoso per le musiche di 1917. Nell’elenco dei talenti ebrei americani di questi Grammy non poteva mancare il regista Spike Jonze col suo documentario sulla storia dell’importante band hip hop dei Beastie Boys, i cui componenti sono tutti di religione ebraica.

Per concludere non poteva mancare l’adattamento orchestrale del Diario di Anna Frank, una performance di alto livello che interpretata dalla cantante Isabel Leonard è stato diretto da Michael Tilson Thomas.

Una menzione speciale va espressa per la nomination postuma del leggendario cantautore Leonard Cohen premiato per il suo ultimo e 15esimo album che, come ha specificato il sito Algemeiner, è stato ultimato dal figlio Adam. Uscito a nemmeno un mese dalla sua morte, nell’ottobre del 2016 l’album è composto da brani che originariamente erano stati lasciati incompleti e da tracce vocali registrate nelle session dell’album precedente You Want it darker. Il sito ha sottolineato come negli ultimi anni della sua vita Cohen avesse vinto vari Grammy, come nel 2007 quando venne giudicato Miglior Artista dell’Anno per aver affiancato nientemeno che Herbie Hancock in River, The Joni Letters. Nel 2017 invece venne premiato per You want it Darker e la canzone Steel Your way

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