Israele, scoperte enigmatiche teste di leone in bronzo in tomba romana

Personaggi e Storie

di Lia Mara
Al momento del ritrovamento, i reperti si trovavano nell’angolo meridionale dell’antico sepolcro, nel punto in cui probabilmente era collocata la bara, ormai scomparsa, e potrebbero essere stati le maniglie decorative del cofano funebre che foggiano ognuno un leone leggermente diverso dagli altri.

 

Quattro dischi in bronzo decorati con teste leonine in rilievo, risalenti a circa 1.900 anni fa, sono stati rinvenuti in una tomba romana a Khirbat Ibreika nella regione dello Sharon, nel centro di Israele. La scoperta, avvenuta nel 2018, è stata resa pubblica nei giorni scorsi dall’Autorità Israeliana per le Antichità. Ne parlano il Times of Israel e il Jerusalem Post.

I manufatti furono probabilmente utilizzati per fissare gli anelli di trasporto a una bara di legno, consentendo di sollevarla e abbassarla fin nella tomba, come hanno spiegato al Times of Israel gli archeologi dell’Autorità Elie Haddad e Elisheva Zwiebel, che raccontano: “Abbiamo trovato i dischi durante uno scavo di recupero in vista dei lavori di costruzione di una strada a circa cinque chilometri da Kfar Saba”.

Al momento del ritrovamento, i reperti si trovavano nell’angolo meridionale dell’antico sepolcro, nel punto in cui probabilmente era collocata la bara, ormai scomparsa, e potrebbero essere stati le maniglie decorative del cofano funebre che, nonostante illustrino lo stesso soggetto, sfoggiano ognuno un leone leggermente diverso dagli altri, con variazioni nell’espressione, nella criniera e nella direzione dello sguardo. Tutti elementi che suggeriscono una lavorazione artigianale particolare per ciascun disco.

La rappresentazione del leone era molto diffusa nella regione ed era presente nell’arte greca, romana, ebraica e samaritana. Nel caso dei dischi di Khirbat Ibreika, Haddad e Zwiebel avanzano la possibilità di un collegamento con il culto persiano di Mitra, piuttosto diffuso tra i soldati romani durante il I e il II secolo d.C. “Non siamo stati in grado di determinare se il deceduto fosse un uomo o una donna, ma solo un adulto di età superiore ai 15 anni – ha aggiunto Haddad –, tuttavia l’individuo sepolto potrebbe essere stato un soldato romano. È una delle possibili spiegazioni che abbiamo ed è probabile che il defunto fosse una persona importante, visto che fu sepolto con manufatti di tale valore”.

Se lo stile di sepoltura riscontrato è tipico nelle usanze pagane, l’identità culturale del defunto e il simbolismo intrinseco nel disegno rimangono incerti. Il simbolismo del leone, che evoca forza, protezione e nobiltà, era piuttosto diffuso nel mondo antico, ma gli studiosi non sono ancora in grado di associare con certezza questi manufatti a una religione specifica. Reperti simili erano già emersi in passato in altre località israeliane, come Netanya e Tel Dor, sempre in ambito funerario. Un fatto che rafforza l’ipotesi che le teste di leone avessero una doppia funzione, ornamentale e rituale. “Si spera che i futuri scavi che produrranno manufatti simili consentiranno una migliore comprensione di queste enigmatiche maniglie con testa di leone e della loro affinità culturale”, scrivono Haddad e Zwiebel nelle conclusioni della loro ricerca pubblicata sul sito dall’Autorità Israeliana per le Antichità.

“Per migliaia di anni, il leone ha rappresentato coraggio e audacia”, ha dichiarato il direttore generale dell’Autorità Eli Escusido. Secondo il Ministro del Patrimonio culturale israeliano Amichai Eliyahu, come ha riportato il Jerusalem Post, “la scoperta dei dischi con i leoni ci offre un’avvincente lezione storica: sebbene si tratti di manufatti pagani, riflettono un fenomeno ricorrente nel corso della storia, cioè l’adozione da parte di culture straniere di antichi simboli ebraici”. Nel mondo ebraico antico, il leone era innanzitutto l’emblema della tribù di Giuda: “Giuda è un cucciolo di leone” [Genesi 49:9], si legge nel Libro della Genesi. “La civiltà occidentale nel suo complesso – sempre secondo ha detto Eliyahu – si fonda su valori radicati nella Bibbia e nella tradizione ebraica”.