di Ester Moscati
Inauguriamo una nuova rubrica dedicata alle storie degli ebrei a cui sono intitolati luoghi di Milano. Un approfondimento di toponomastica, che si alternerà all’ormai rodato “Lo sapevate che…?”.
Il lungo spartitraffico centrale di Corso Indipendenza si apre, all’altezza di Piazzale Dateo andando verso il centro di Milano, in un giardino con aiuole che in primavera si riempiono di colori, con sedili in pietra, panchine e originali rastrelliere per biciclette, spazi con giochi per i bambini ed aree cani. Un “locus amoenus” nel traffico.
Il giardino è dedicato ad Alberto Vigevani (Milano, 1º agosto 1918 – Milano, 23 febbraio 1999), scrittore, poeta, bibliofilo ed editore di vasta cultura e capace di trasmettere con i suoi scritti l’amore per i libri e per Milano. Oltre a molto altro: storia, passione politica, poesia. Della sua vasta produzione, ricordiamo qui letture quasi commoventi come “All’ombra di mio padre: infanzia milanese”; “La febbre dei libri: memorie di un libraio bibliofilo”; “Milano ancora ieri. Luoghi, persone, ricordi di una città che è diventata metropoli” (tutti pubblicati da Sellerio). La sua avventura umana e intellettuale è segnata dal periodo delle persecuzioni fasciste che lo portano a seguire gli studi universitari a Grenoble, lasciando l’Università Ca’ Foscari di Venezia doveva aveva iniziato a seguire i corsi di Letteratura francese. La passione e le amicizie lo vedono alla fondazione della rivista “Corrente” e poi delle librerie “La lampada”, luogo letterario e di militanza antifascista; e “Il Polifilo”. Il primo romanzo “Erba d’infanzia” è del 1943, subito prima della fuga in Svizzera. Tornato a Milano dopo la Liberazione, prosegue le sue attività di scrittore, critico letterario e teatrale, libraio antiquario, editore.
“Chi è stato, anzitutto, Alberto Vigevani? Non posso che rispondere: un poeta, anzi: un poeta che ha scritto romanzi” (Lalla Romano in “Ricordo di un amico”)



