Una risposta ebraica al delitto dei tre ragazzi israeliani

Opinioni

di Rav Shlomo Bekhor

ahavat israelPubblichiamo un testo di Rav Shlomo Bekhor sull’uccisione dei tre ragazzi israeliani.

“Dopo la tragedia di questa settimana dei 3 rapiti vorrei dare una risposta ebraica forte per i tre studenti assassinati.

Ci sono momenti in cui è difficile parlare, ma ancora più difficile tacere. Di fronte alla recente terribile tragedia dell’omicidio a sangue freddo di tre giovani studenti – Gilad Shaar, Naftali Frankel, e Eyal Yifrach – che ha scosso tutti noi, sia in Israele che nel mondo intero, vorrei condividere alcune parole.

In primo luogo, le nostre stesse anime sono a pezzi per questa brutale crudeltà umana e i nostri cuori e le nostre lacrime si rivolgono alla famiglie in lutto. Nessuno potrà mai immaginare, nessuno dovrebbe mai immaginare, che cosa significhi essere un genitore che perde un figlio e, a maggior ragione, in tali circostanze, e non per malattia o incidente, ma solo perché il figlio stava tornando a casa per Shabbat. Tre giovani ragazzi innocenti con le loro vite davanti a loro, dedicate allo studio della Torà, il meglio di ciò che siamo, ancora minorenni!
Quando anime tenere vengono uccise in questo modo, si rivela assolutamente la follia. Che Ha-shem possa consolare le famiglie di questi giovani, dare loro forza, e in qualche modo trovare il modo di incanalare il dolore in un’azione che possa onorare e in qualche modo perpetuare il ricordo di questi Kedoshim – Santi.

Per tutti noi che ci ritroviamo alle prese con questo dilemma: come facciamo a vendicare il sangue di persone innocenti? La risposta ebraica è sempre stata: aumentando la luce. Osserviamo le altre nazioni del mondo nel corso della storia. Che cosa hanno fatto per esigere rivalsa dopo che erano stati massacrati, uccisi, ed espulsi? Hanno cercato vendetta. Una volta giunti al potere, la loro risposta è stata di fare esattamente la stessa cosa – occhio per occhio – per quello che a essi era stato fatto.

Il pensiero ebraico è ben diverso. Infatti, che cosa abbiamo fatto dopo l’Olocausto? Il popolo ebraico ha forse organizzato il massacro dei tedeschi? Con tutto il nostro sangue bollente e furioso per quello che era stato fatto a noi, per come avevano disumanizzato un’intera nazione SOLO perché siamo ebrei, anche quando abbiamo ottenuto un esercito in Israele, qual è stata la nostra vendetta? Chiediamo a ogni sopravvissuto dell’Olocausto che cosa è stata la loro vendetta. La loro risposta è quello di aprire un album di foto e mostrare i loro figli e nipoti dicendo: nonostante essi volessero sterminarci noi abbiamo continuato l’esistenza di Israele.
Ecco perché siamo qui come nazione.

Abbiamo sofferto, ma non siamo stati bollati come dei SOFFERENTI.

E qual è la nostra rivincita? La nostra vendetta è che noi non capitoliamo mai. Tanto quanto le persone vogliono ucciderci, NOI celebriamo la vita con una passione maggiore rispetto a quella che LORO hanno per celebrare la morte. Israele è qui come nazione a testimoniare questo. Così i nostri cuori singhiozzano, ma mentre piangiamo, costruiamo. E dimostreremo che né questa disgrazia, né nessun’altra tragedia mai ci sconfiggerà. Per ogni pezzo di tenebre aggiungiamo la luce doppia e tripla e di più. Ecco come rispondiamo a eventi come questo.

In onore di questi tre ragazzi che hanno santificato il nome di Ha-shem, ecco alcuni suggerimenti pratici su come combattere l’oscurità, aumentando la luce:

Ognuno di noi dovrebbe impegnarsi ad accrescere e aumentare lo studio della Torà. Gli studenti sono stati uccisi semplicemente perché erano ebrei. Erano anche degli studenti di yeshivà,  che si erano ritrovati sulla strada che li avrebbe condotti a casa per festeggiare Shabbat con le loro famiglie. Pertanto, ognuno di noi dovrebbe dedicare più tempo, in aggiunta a quello che già dedica allo studio, per studiare la Torà in modo continuativo, per riempire il vuoto della Torà e la voce che, ora, è stata messa a tacere. Anzi, non dobbiamo solo riempirlo, ma duplicarlo e triplicarlo e amplificarlo così tante volte in modo che il buio che si è creato possa accendere  tanta più luce! Dedicare un’ora alla settimana. Se non è possibile fare un’ora, fare quindici minuti a settimana. Se è possibile, fare quindici minuti al giorno. Il punto è quello di agire, e di farlo in modo coerente. Questo è il modo con il quale noi prendiamo la morte e la trasformiamo in vita: in Torat Khayim, Torà di Vita; la Torà è considerata  un insegnamento vitale ed eterno.

Ahavat Yisrael. Hanno ucciso Ebrei per odio, come rispondiamo a questo? Aumentiamo in amore, l’amore incondizionato per gli ebrei. Non basta farlo nel cuore; facciamolo in azione. Riconciliare un contatto con qualcuno contro il quale possiamo avere qualche risentimento. Noi combattiamo l’odio con l’amore. Questo non significa che noi chiudiamo un occhio davanti a quello che è successo e ci mettiamo una pietra sopra e chi si è visto si è visto. L’IDF deve fare il suo, ma noi dobbiamo anche prendere la situazione nelle nostre mani con i nostri mezzi e dovremmo investire i nostri sforzi trasmettendo amore.

Orgoglio ebraico. Noi siamo orgogliosi del nostro popolo ebraico, che per migliaia di anni si è dedicato al bene e al portare la luce nel mondo, e del fatto che, anche quando ci sono forze che tentano di estinguere il nostro orgoglio – Geon Yaakov, noi rimaniamo fieri e uniti alla terra di Israele . Ci sono alcuni che quando accennano all’assassinio di questi studenti aggiungono “in territorio occupato”. Ricordiamoci che questo è un territorio che Hashem ha benedetto come la nostra nazione, e dobbiamo essere orgogliosi e uniti come popolo di Israele, con la terra di Israele, con la Torà di Israele.

Nella parashà della settimana in cui hanno ritrovato i corpi dei tre ragazzi si trattava di Balàk; leggiamo il tentativo di Balàk di distruggere il popolo di Israel chiamando lo stregone Bilam per maledire il popolo. Ma Bilam non riesce nel suo intento e non solo vengono annullate le sue maledizioni, ma addirittura le sue maledizioni Ha-shem le trasforma in benedizioni. Da ciò impariamo che non solo dobbiamo annullare il male nel mondo, ma dobbiamo trasformarlo in bene.

Alla fine, tutti noi attendiamo con ansia il giorno in cui le lacrime saranno asciugate dal Padre Eterno – makhà Hashem et Dimà me’àl kol panìm – quando tutte queste tragedie saranno trasformate in potenti forze del bene e della luce che trasformeranno il mondo. La nostra vendetta finale non è solo il fatto che abbiamo prosperato, ma anche quando avverrà che lo stesso mondo che era silenzioso, o aveva partecipato in qualche modo alla nostra persecuzione, griderà: “Hashem Ekhad Ushemò Ekhàd”. Tutti usciranno fuori e grideranno: “C’è un D-o unico che ci unisce tutti “.

Il nostro compito è quello di prepararci e preparare il mondo alla venuta di Mashiakh, e ciò significa studiare e agire in modo che possiamo preparare il mondo per quel tempo di completa armonia: Umal’à ha’aretz deà et Ha-shem kamayim layàm mekhassìm – quando il mondo stesso sarà pieno di conoscenza Divina come l’acqua copre il mare.

Le anime di questi tre Kedoshim, Gilad Shaar, Naftali Frankel, e Eyal Yifrach, sono con noi, solo i loro corpi sono stati presi. Le loro neshamot possono essere incanalate e possono essere onorate attraverso i nostri atti. Ci sono tante altre idee su come agire, su ciò che si può fare; ben vengano tutte le azioni costruttive per portare la luce e la parola di D-o nel mondo.
Spiega  Maimonide che quando succedono queste disgrazie ogni uomo, donna e bambino, è responsabile, e quindi ciascuno deve fare qualcosa al riguardo.

Speriamo presto di meritare il giorno in cui possiamo riunirci con essi e con tutti quei martiri sacri che ci sono stati tolti, e il momento in cui mai più vedremo dolore e sofferenza, soprattutto in queste famiglie

E D-o dovrebbe, finalmente, avere pietà per fermare questo e tutti i tipi di dolore insensato. Da parte nostra, dovremmo accrescerci con tanta luce e tanto amore e tanta Torà, così da permeare completamente la Terra e Eretz Israèl con la grande luce della spiritualità e della divinità, affinché il mondo possa vedere la Redenzione presto nei nostri giorni, amèn”.

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