Istituzioni pubbliche e laicità: lettera aperta di Giorgio Sacerdoti al Sindaco Sala

Opinioni

di Giorgio Sacerdoti *

Lettera aperta sulla imprescindibile laicità della Scuola pubblica

Caro Sindaco,
siamo rimasti veramente sorpresi dalle Sue affermazioni riportate nella stampa milanese di ieri 9 ottobre secondo cui Lei ha detto tra l’altro «Non penso che le istituzioni debbano essere laiche».
Senza entrare nella questione dell’affissione del crocefisso nelle aule scolastiche – prevista da circolari di circa un secolo fa, non prescritta da alcuna legge e che in molte scuole non è presente (la soluzione per noi ebrei certo la più opportuna), Le ricordiamo che è la nostra Corte costituzionale che ha affermato sin dal 2003 (sentenza 203) che la laicità è un “Supremo principio costituzionale della Repubblica italiana”.

La Intesa costituzionale tra Stato e Comunità ebraiche dispone, coerentemente con questo principio (art.11 della legge 101 del 1989), che “Nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado l’insegnamento è impartito nel rispetto della libertà di coscienza e di religione e della pari dignità dei cittadini senza distinzione di religione”.
L’importanza della tradizione cattolica, che Lei menziona e che nessuno disconosce, non può portare a discriminazioni o prevaricazioni rispetto ad altre religioni e culture né a pregiudicare l’imparzialità della scuola pubblica e dell’istruzione in essa impartita nei confronti di tutti gli alunni.

Confido che Lei sarà d’accordo con noi!
Con viva stima e cordialità
Giorgio Sacerdoti

* presidente A.G.E. Associazione Italiana Avvocati e Giuristi Ebrei

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