Auschwitz-Birkenau

Contro la retorica del Giorno della Memoria. Perché Auschwitz è la negazione dell’ebraismo

Opinioni

di Angelo Pezzana

[La domanda scomoda]

Il 27 gennaio di ogni anno in ricordo della Shoah si celebra il Giorno della Memoria. Così avviene in questo mese. Una serie di cerimonie all’insegna del “never again” mai più, che rischia però di diventare, almeno in tutta Europa, un rituale che non ha contribuito a combattere antisemitismo e odio contro Israele, come i sondaggi rivelano il loro forte aumento. Un pericolo che Elena Loewenthal aveva già analizzato in un breve e coraggioso saggio pubblicato nel 2014 dal titolo Contro il giorno della Memoria (Add edizioni) oggi ristampato, una riflessione sul rito del ricordo, la retorica della commemorazione, la condivisione del passato. Il libro è denso di richiami storici. Soltanto durante il processo Eichmann a Gerusalemme nel 1961 vennero chiamati in causa i testimoni sopravvissuti. Prima, ricordare non sembrava necessario, solo doloroso, scrive Loewenthal. Ma la Shoah non è condivisibile, Auschwitz non ha nulla a che fare con l’identità ebraica, è una tappa millenaria di un percorso di emarginazione, violenze, disprezzo, persecuzioni. Auschwitz è la negazione dell’ebraismo. La stella gialla nazista non era una novità. Il diffuso antisemitismo contemporaneo si nutre falsificando la storia quando afferma che lo Stato di Israele sarebbe nato a causa della Shoah, quando semmai è nato malgrado la Shoah. Da qui alla critica il passo è breve, la lezione della storia non ha insegnato nulla, quante volte leggiamo “esercito israeliano=nazisti”? In Israele il ricordo della Shoah viene celebrato otto giorni prima della festa dell’Indipendenza, quando in tutto il paese le sirene suonano per un minuto a mezzogiorno, mentre il Giorno della Memoria ricorda le migliaia di caduti nelle guerre che Israele ha dovuto affrontare per difendersi. In Italia, scrive Loewenthal, si ha la netta impressione che il Giorno della Memoria sia diventato l’occasione per cerimonie e manifestazioni sentite come un dovere, un atto di omaggio agli ebrei, una sorta di “visto che siete morti così in tanti vi celebriamo”. C’è anche l’ipotesi che l’omaggio sia una forma di risarcimento, tardivo, ma di buona volontà. In quanto al web, è la dimostrazione che il negazionismo e l’odio contro Israele sono sempre più diffusi, una realtà che rischia di essere sempre più presente quando dovrebbe essere combattuta nell’impegno quotidiano di tutti. Contro il giorno della memoria è una lettura indispensabile per affrontare e riconoscere la retorica dominante.

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