Ben-Dror Yemini contro il ‘mito dell’apartheid’ di Israele

Opinioni

di Davide Foa

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Il giornalista israeliano di Yediot Ahronot Ben-Dror Yemini

Quale diavolo è la fonte di questa malattia?”. Il noto giornalista israeliano Ben-Dror Yemini non ci sta, vuole capire le motivazioni della continua e sempre più forte campagna d’odio che circonda Israele. Lo fa tramite un articolo pubblicato su Ynet, dal titolo “il mito dell’apartheid”.

Constatando una continua crescita di sentimenti anti-israeliani, capaci di identificare Israele come uno stato di apartheid, Yemini cerca e trova un responsabile a capo di tutta questa mala informazione.

“Dobbiamo ripensare a quella prima pagina di Haaretz dell’ottobre 2012”, afferma il giornalista. Quel giorno, sullo storico giornale israeliano, si poteva leggere che “la maggior parte degli israeliani supporta il regime di apartheid nel paese”. Un errore colossale secondo Yemini, perché quella pagina “turbò il mondo in poche ore”, diffondendo una bugia capace di rafforzare enormemente i nemici di Israele.

“Possiamo e dobbiamo criticare le ingiustizie commesse, anche perché queste esistono. Ma questa situazione non ha niente a che vedere con l’apartheid. (…) Gli arabi israeliani sono cittadini. Votano per la Knesset, ricoprono alcuni dei ruoli più importanti negli ospedali(…)”.

Yemini riconosce la presenza di una discriminazione nei confronti degli arabi così come la mancanza di una vera uguaglianza, “dobbiamo ancora lottare per essa”.

Ma, “la discriminazione non è apartheid”; non solo, “i musulmani di seconda e terza generazione presenti in Europa sono lontani dal livello di conquiste e uguaglianza degli arabi israeliani”

Inoltre, bisogna considerare che la situazione degli arabi che vivono nei territori è completamente differente: “la maggior parte di loro vive sotto il controllo Palestinese, formatosi a seguito degli Accordi di Oslo”.

L’accusa di Yemini si rivolge quindi contro Haaretz, responsabile di aver alimentato, negli ultimi tre anni, “la bugia dell’apartheid”, gettando benzina sul fuoco anti-israeliano. Haaretz avrebbe fornito al noto movimento BDS la possibilità di trovare conferme e supporto per la propria campagna d’odio.

“La campagna sull’apartheid non promuove pace o riconciliazione, anzi crea l’effetto opposto. Alza il tasso di antisemitismo, incoraggia gli agguerriti sostenitori del BDS, sostiene l’intransigenza palestinese, e riduce sempre più le possibilità di raggiungere la pace”.

Citando un recente sondaggio sull’antisemitismo, il giornalista sottolinea la presenza di sentimenti antisemiti nel 40% degli europei.

“Quando Israele viene presentato come uno Stato di apartheid, ottenebrato, capace di commettere crimini senza fine, allora l’antisemitismo cresce. Per questo bisogna essere più precisi”. Criticare sì, ma senza esagerazioni e soprattutto senza utilizzare termini estranei al contesto.

 

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