Nel baratro con Clara

Libri

Un giallo è definito in copertina, un mystery nella quarta. Forse è più vicino al secondo genere che alla classica nozione di giallo, alla Agata Christie o alla Simenon, per intenderci.
In ogni caso una lettura avvincente, tipicamente estiva, anche se il tema di fondo è una vicenda che affonda le sue radici nel periodo 1939 – 1945 in Francia ed nella persecuzione e deportazione degli ebrei.

La vicenda si svolge ai nostri giorni, a Parigi, ed ha come scenario il Marais, il quartiere ebraico, e i suoi immediati dintorni.
La protagonista è una investigatrice privata, Aimée Leduc, specializzata in indagini informatiche e criminalità online. E’ figlia di un ex poliziotto perito in un attentato contro la polizia parigina, in cui anche lei è rimasta coinvolta. E’ afflitta da una significativa carenza di clienti negli ultimi tempi.
Un giorno varca la porta del suo ufficio un anziano ebreo, il cui braccio lascia intravedere dei numeri tatuati, che le chiede, a nome di una delle sinagoghe del quartiere, di decodificare un messaggio cifrato e di consegnare il risultato ad una signora in rue de Rosiers.
Le dà come motivazione la ricerca di prove atte a dimostrare che i parenti di una donna sono scampati alla deportazione a Buchenwald, le liquida l’onorario e la invita a dimenticare il loro incontro.
Il lavoro non facile di decrittazione rivela la metà di una fotografia, scattata nella Parigi occupata dai nazisti, un caffè all’aperto e dei gruppi di persone, tra cui alcuni membri delle SS.
Quando la detective arriva alla casa della destinataria del messaggio la trova morta, assassinata in maniera barbara, ma trova anche l’altra metà della foto.
E di qui parte un tourbillon di avventure, colpi di scena, intrighi, investigazioni che portano, da una parte a una misteriosa vicenda di 50 anni fa, dall’altra vedono la protagonista cercare di infiltrarsi, truccata come una skinhead, in un gruppo neonazista parigino, molto pericoloso e sospettato di diversi omicidi di ebrei.
Qui la situazione si fa davvero pericolosa per l’intrepida investigatrice, che oltretutto si ritrova anche sospettata dalla polizia per l’omicidio della signora a cui aveva consegnato la foto.
Le sono al fianco il suo intrepido aiutante, purtroppo dalla statura fisica assai bassa, e un vecchio commissario, amico del padre.
E la vicenda si allarga, fino ad interessare alcuni partecipanti ad una importante riunione di una commissione della Comunità Europea, che deve approvare la proposta francese (portata avanti da un ministro, che avrà un ruolo importante negli sviluppi del plot narrativo) di un trattato anti-immigrati che ha chiare connotazione razziste. E il plenipotenziario tedesco che partecipa alla trattativa è controllato da una specie di valchiria, ufficialmente sua segretaria, che gli rammenta continuamente i doveri che gli spettano come membro di una sorta di Organizzazione Odessa arrivata fino ai nostri giorni.

Poco per volta gli avvenimenti attuali vengono ricondotti ad una curiosa vicenda avvenuta negli anni della persecuzione degli ebrei, una tenera e quasi ingenua storia d’amore tra un giovane soldato delle SS e una fanciulla ebrea, rifugiatasi per sopravvivere all’interno del sottosuolo di Parigi, tra resti di antiche costruzioni romane. Ed alla proterva malvagità di un giovane collaborazionista che non esita a denunciare i compagni di scuola ebrei per assistere al loro incarceramento e alla successiva deportazione.
E alla fine non mancheranno i colpi di scena, tra cui molto divertente, la scoperta del leader neo-nazi, di avere seri problemi … “genetici”.
In ogni caso, seppure all’interno della trama di un giallo in cui ha molta parte l’azione, occorre rilevare che il tema di fondo è quello della memoria e che è trattato in maniera semplice, ma non superficiale.
Il dilatarsi degli ambiti di svolgimento dell’azione è forse un po’ eccessivo, ma, per una lettura sotto l’ombrellone, o su un prato all’ombra, regge bene. A vicende di questo tipo si chiede verosimiglianza, non certo vicinanza alla realtà, altrimenti che diremmo di James Bond ?
Bisogna dire che il ritmo è coinvolgente, intenso senza essere troppo accelerato, diciamo che se ne potrebbe ricavare un buon film.
L’ambiente ebraico, al di là appunto di qualche problema di verosimiglianza, è tratteggiato in maniera efficace e il quartiere ebraico, per eccellenza, di Parigi è ben descritto.
Purtroppo la versione italiana manca di accuratezza e qua e là ci sono degli errori, ma che credo possano essere considerati con indulgenza: la casa editrice è di tipo squisitamente commerciale e confeziona “prodotti” destinati appunto al consumo rapido. In ogni caso non sono tali da infastidire troppo, specie se si è in spiaggia.

CLARA BLACK – BARATRO – HOBBY & WORK – pp. 318 – euro 18,00

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