Libri della memoria. Aharon Appelfeld: ripubblicato “L’immortale Bartfuss”

Libri

di Marina Gersony
Incisivo e toccante il nuovo romanzo di Aharon Appelfeld riproposto dalla casa editrice Guanda. Ancora una volta il tema centrale dello scrittore nato nel 1932 a Czernowitz (Bucovina) e morto nel 2018 in Israele, ruota intorno alla sopravvivenza.

Egli stesso, come i suoi lettori sanno, fu deportato insieme al padre in un campo di concentramento in Transnistria, dal quale fuggì nascondendosi per tre anni nelle foreste. In questo libro pubblicato originariamente nel 1938 – l’autore di Badenheim 1939, Storia di una vita, Il partigiano Edmond e altro ancora – tratteggia una figura nuova di superstite della Shoah: sopravvissuto a più di cinquanta pallottole in corpo, evaso da un campo di sterminio, rifugiatosi nella foresta vicina, vivendo di contrabbando sulla costa italiana, Bartfuss arriva finalmente in Israele dove inizia una nuova vita che dopo la grande tragedia dovrebbe scorrere finalmente in serenità. Ma l’esistenza riserva sempre delle sorprese. Per Bartfuss la realtà si rivela opprimente e alienante; le giornate passano per inerzia e lo spazio diventa estraneo e irreale. È possibile rimpiangere o desiderare un passato tragico al quale si è rimasti ancorati nonostante l’orrore? Tormentato da cicatrici invisibili, Bartfuss vorrebbe comunicare e condividere i suoi ricordi ma allo stesso tempo avverte un disperato bisogno di solitudine. Una contraddizione estrema e crudele che gli impedisce di costruirsi una nuova esistenza.

L’immortale Bartfuss di Aharon Appelfeld. Casa Editrice Guanda. Collana Narratori della Fenice. Traduzione Elena Loewenthal. Pagg. 160. € 16,00.

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