L’epopea del partigiano Geremia dalla Toscana alla Norvegia

Libri

di Nathan Greppi
Ci sono persone che, pur avendo avuto una vita avventurosa, raramente la raccontano apertamente a tutti. Anche nell’epoca dell’apparenza ci sono uomini che preferiscono non mettersi in mostra, e che magari rivelano i loro segreti solo dopo tanti anni. È questo il caso di Geremia Zucchi, personaggio principale del romanzo Carne al vado dello scrittore livornese Massimiliano Morescalchi.

La narrazione comincia nel 2019 quando il protagonista, 93 anni, viene rintracciato in Norvegia da una giornalista che scrive su un quotidiano locale di Arezzo. Incuriosita da una misteriosa targa nel paese d’origine di lui nel Casentino, Raggiolo, si è convinta che Zucchi abbia una storia interessante da raccontare. Dal loro incontro verrà fuori come lui, partigiano in Toscana durante la Seconda Guerra Mondiale, dovette lasciare la sua terra in seguito ad un evento drammatico, e intraprese un lungo viaggio che lo ha portato a vivere molte avventure nel corso della sua lunga vita.

Il suo cammino lo portò anche a confrontarsi con gli ebrei sopravvissuti alla Shoah, con i quali salì a bordo dell’Exodus 1947, la nave che in quell’anno salpò dal porto di La Spezia con migliaia di profughi ebrei a bordo diretti verso la Palestina sotto Mandato Britannico, dove tuttavia non riuscirono mai ad arrivare in quanto bloccati prima. Una serie di drammatiche vicende che Geremia riporterà in una sorta di diario di bordo, dal quale traspaiono tutte le speranze e la disperazione che animavano a periodi alterni il loro viaggio.

Le vicende storiche narrate, che tra l’altro hanno ispirato il film Exodus del 1960, hanno lasciato un segno non indifferente: da La Spezia, soprannominata non a caso la “Porta di Sion”, furono in molti ad imbarcarsi per raggiungere il territorio dell’odierno Stato d’Israele in cerca di riscatto dopo aver perso tutto. Il romanzo di Morescalchi è un monito per difendere la memoria di ciò che è stato e che non va dimenticato.

 

Massimiliano Morescalchi, Carne al vado, Edizioni Il Ciliegio, pp. 390, 19,00 euro.

 

 

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