La Bibbia? Non finisce mai di parlarci (e rispondere)

Libri

di Anna Coen

La Bibbia è una biblioteca di storie forti, di personaggi affascinanti, in cui tutta la gamma dei sentimenti umani trova riscontro. L’autrice ce le racconta con passione e competenza

Il primo dialogo alla pari tra un uomo e una donna? Il primo autentico scambio di ascolto e di parole tra marito e moglie? Quello tra Abramo e Sara. Il primo travolgente colpo di fulmine? Quello tra Yaakov e Rachel. Il paradigma dell’amore femminile incondizionato? Quello di Micol per il giovane David. L’amore solidale tra fratelli? Quello tra Mosè, Miriam e Aronne. E ancora: l’amore vulnerabile (Sansone e Dalila), l’amore molesto (Dinah e Shechem), l’amore della sorellanza (Ruth e Noemi)… Dalla creazione di Adamo ed Eva fino all’amore-odio tra fratelli, da Caino e Abele a Giacobbe e Esaù (non c’è nessuna famiglia Mulino bianco nella Torah!)… Seduzione, tradimento, riscatto, amour fou, perdono, violenza, dedizione. L’intera gamma delle passioni umane sfila in questi racconti reinterpretati con originalità, rivisitati in modo libero ma non arbitrario da Maria Teresa Milano, accademica, studiosa di materie ebraiche, musicista.

 

Un approccio linguistico e letterario suffragato da uno sguardo psicologico sulle relazioni umane così come la Bibbia le narra. Del resto, come dice Rav Sacks, “la Torah è il primo testo dell’antichità a sostenere l’assoluta uguaglianza degli esseri umani e che l’umano è sempre all’insegna del numero due”. Ecco allora un raccontare che è pieno di immaginazione e leggerezza, dove la serietà della studiosa dei testi sacri si mescola al divertissement di citare i testi della letteratura secolare e della musica leggera. La sensibilità contemporanea dell’autrice, la forza simbolica delle storie, il prisma interpretativo a cui danno origine queste narrazioni valgono per tutti, scrive Maria Teresa Milano. Piacevolezza, chiavi di lettura variegate, un approccio scanzonato e Pop. Tenendo a mente una cosa: ovvero “la regola di ogni buon filologo per cui non bisogna mai far dire a un testo quel che il testo non intendeva dire… perché la Bibbia non contiene dogmi ma solo esperienze di vita e i livelli di lettura sono infiniti: i suoi personaggi non sono modelli da seguire o da rifiutare ma pezzetti di noi che fanno nascere domande importanti sul senso della vita, sulle relazioni e sul rapporto con Dio”, scrive.

 

I personaggi biblici sono assolutamente imperfetti e proprio per questo veri, scrive. Amano, tradiscono, sbagliano, gioiscono, soffrono, hanno paura o coraggio, insomma fanno quello che possono con la complessità della vita “proprio come facciamo noi”, in quello che è “l’ineguaglibile racconto della vita che è la Bibbia”, scrive l’autrice. Storie “per sapersi orientare sulla terra senza aver troppo a che fare con essa”… Maria Teresa Milano cita Rav Jonathan Sacks, Emanuel Levinas o Nechama Leibowitz, ma anche Fabrizio De’ Andrè o Elton John… Qui e là, l’autrice non nasconde una presa di distanza, talvolta critica, nei confronti di una tradizione cattolica (di cui lei proviene) che delle relazioni tra uomo e donna ha fatto un pesante strumento di inibizione e di controllo delle coscienze. Divulgativo e colloquiale senza rinunciare alla profondità, ecco un testo scorrevole, che fornisce numerosi spunti, capace di parlare con acume psicologico e riferimenti musicali e letterari, in grado di incuriosire tutti.

 

Maria Teresa Milano, 21 Storie d’amore – La Bibbia come non te l’aspetti,
illustrazioni Alice Negri, Sonda editore,  pp. 190, 19,90 euro.