Il lato oscuro del giorno

Libri

di Fiona Diwan

Il lato oscuro e torbido della memoria («capire tutto aiuta a dimenticare»); la necessità di fare i conti con le proprie radici, specie se queste si intrecciano con le faide del dopoguerra (non a caso la vicenda prende avvio da una data simbolo: il 25 aprile 2005, 60 anni dopo la fine della Guerra). E ancora: una Liguria tetra e gessosa; l’ossessione per le “palanche”, i quattrini, l’avidità e la cupidigia che generano iniquità.

Molto ben costruito, ecco un noir esistenziale che sceglie come sfondo la Resistenza e il Secondo conflitto mondiale, la sorda guerra mai finita tra fascisti e partigiani che, come una maledizione, ricade su figli e nipoti. Finalista al Premio Scerbanenco 2013, I giorni in fila, di Andrea Garbarino, ci racconta di Sandra, l’io narrante e protagonista, – bloccata in un paralizzante mal di vivere -, costretta a inoltrarsi nel pozzo nero della memoria e farne riaffiorare miasmi e mostri. Ovvero l’ignominia che ha reso ricca la sua famiglia: l’estorsione. Quella ai danni delle famiglie degli ebrei che si riversavano sulle coste liguri per imbarcarsi e scappare dai convogli nazisti della morte. Ma attenzione: solo le famiglie ebraiche ricche, in grado di pagare il prezzo della salvezza, solo quelle venivano imbarcate. La storia procede a ritroso, e parte da una misteriosa pillola rossa “per curare la memoria”, che viene inviata dentro una lettera anonima indirizzata a Sandra. Qualcuno le chiede di ricordare (ma chi?), di riannodare i fili delle storie familiari volutamente insabbiate. Lei resiste, non vuole farlo, sono storie morte e sepolte, meglio continuare a vivere in un’opacità senza desideri, un’esistenza sotto anestesia. Quando cercheranno di ucciderla, solo allora capirà che la vicenda è più dolorosa e sordida di quanto avesse sospettato. Coraggioso Andrea Garbarino, che sceglie, per il suo terzo romanzo, di ambientare la vicenda sull’Appennino ligure e la costa, e riportare alla ribalta il periodo oggi più demodè e ignorato dal dibattito politico e storico: la Resistenza. Ma il romanzo ha anche un grande merito: quello di essere una cavalcata lunga 50 anni dentro la storia italiana, dalla Guerra alle Brigate Rosse, dalla deriva esistenziale delle generazioni 2.0 al terrorismo, fino alla lotta partigiana, alla persecuzione degli ebrei, agli “scafisti” di ieri e ai soldi sporchi di chi lucra sulle disgrazie altrui. Un bel modo per ricordare a tutti noi, giovani e vecchi, chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo.

Scrittore alla sua terza prova – dopo Luz e Gli appartati, Tropea editore -, classe 1948, Garbarino è stato giornalista e oggi anche editore di Endemunde, la piccola casa editrice messa in piedi un anno fa, con già 12 titoli, 1000 copie ciascuno di tiratura, titoli vintage senza copyright, classici dimenticati, qualche inedito. Anche qui, non c’è che dire, coraggioso Garbarino: in tempi di crisi, quando tutti gli editori danno forfait e chiudono, lui apre.

Andrea Garbarino, I giorni in fila, casa editrice La Linea, collana Tam Tam, pp. 290, euro 14,00


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