Gli ebrei tra storia e memoria. Da quando Giacobbe divenne Israele

Libri

di Ester Moscati

Raccontare la storia in forma  di intervista. Narrare le biografie ragionate di intellettuali ebrei
con la loro doppia identità e i loro dubbi: scomparire o rimanere  se stessi? Dopo due millenni,
la domanda è sempre attuale

Israele riceve il suo nuovo nome dopo la lotta con l’angelo. È chiamato a lottare contro il male che si trova in ogni realizzazione umana, per trarne la scintilla di luce che contiene. Giacobbe diventa Israele, “un uomo con cui è Dio”, un uomo che cambia la storia del suo popolo. Così scrive Luigi Nason nella sua dotta e illuminante introduzione a Gli ebrei tra storia e memoria di Riccardo Calimani e Giacomo Kahn. È stato proprio Nason, direttore della collana Cristiani ed Ebrei della EDB, a volere e promuovere la realizzazione di questo volume e a sceglierne con gli autori la formula: una lunga intervista in linea con la tradizione ebraica dello stile dialogico. A porre le domande è Giacomo Kahn, direttore di Shalom. Riccardo Calimani, con la sua cultura e la sua capacità di divulgazione storica, riesce a condensare – senza banalizzare – secoli di eventi, dai tempi biblici fino ad oggi. Ebrei, ebraismo, rapporto con la fede cristiana, pregiudizi e persecuzioni. Ricchezza, complessità e contraddizioni di una storia millenaria affiorano in poco più di 300 pagine che fanno tutto ciò che un buon libro deve fare: stimolare la voglia di confrontare, approfondire, discutere, pensare.

“La mia lingua è il tedesco. La mia cultura e le mie realizzazioni sono tedesche. Sul piano intellettuale mi sono considerato tedesco fino a quando non ho visto crescere in Germania e nell’Austria tedesca i pregiudizi antisemiti. Da quel momento preferisco dirmi ebreo”. Così scriveva Sigmund Freud, nato Shlomo: anche il padre della psicoanalisi ha cambiato nome, potremmo dire in senso inverso da Giacobbe/Israel. Ha perso un nome del suo Popolo per sceglierne uno da individuo. Ma l’antisemitismo lo rigetta nel grembo di Israele, anche se non tornerà ad essere un uomo “religioso”. Simile destino per Theodor Herzl, ebreo assimilato fino al processo Dreyfus che lo trasformò nel padre di Medinath Israel. Altre voci – Proust, Saba, Svevo, Marx – sono ancor più dissonanti. E, come tutta quest’opera preziosa, loro ci chiedono: perché sei ebreo? E che cosa significa per te?

Riccardo Calimani – Giacomo Kahn, Gli Ebrei tra storia e memoria, Prefazione di Luigi Nason, Edizioni EDB, Dehoniane, pp. 328, euro 27,50

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