Donna d’acciaio, genio della manipolazione

Libri

di Michael Soncin

La moglie del rabbino è un romanzo sorprendente. Ambientato nell’Europa dell’est e scritto negli Stati Uniti, è stato tradotto per la prima volta in Italia.

Perele, figlia unica di un influente rabbino, è una donna dalla corporatura minuta, ma dal carattere d’acciaio.
Rifiutata, poco prima di sposarsi, dal genio del Talmud Moshe Mordechai – personaggio ritenuto al pari del suo rango sociale – sposerà con profonda frustrazione un uomo di deboli ambizioni, soddisfatto del suo ruolo di rabbino in una semplice e piccola cittadina. Anche i figli non saranno esenti dal procurarle altrettante delusioni, sia la figlia e sia, soprattutto, i due maschi, i quali “non diventeranno nemmeno rabbini”.
Tutto questo farà nascere in lei un forte sentimento di rivalsa tessendo la sua vendetta con acuta freddezza. Una volta terminato il dovere che il suo ruolo le imponeva nella società, pur di riconquistare la sua leadership, si riprenderà tutto quello che le è stato negato, senza aver compassione per nessuno. Personaggio controverso, dunque, da ammirare per certi aspetti e non certo per altri. Un romanzo – capolavoro, tra i capolavori del suo genere, il cui scrittore Chaim Grade (Vilna, 1910- New York 1982), molto noto all’estero, è stato definito da Elie Wiesel “Tra i più grandi se non il più grande romanziere yiddish”.
Ambientato nell’Europa dell’est e scritto negli Stati Uniti, dove l’autore inizia una nuova vita, è stato tradotto per la prima volta in Italia da Anna Linda Callow.

Chaim Grade, La moglie del rabbino,  trad. Anna Linda Callow, Giuntina editore, pp. 213, euro 18,00, e-book 9,99.

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