Musica, letture, ricordi…Il Giorno della Memoria al Conservatorio di Milano

Eventi

di Roberto Zadik

La memoria che si congiunge con la musica, i filmati, le letture e le testimonianze nel tradizionale spettacolo che si è tenuto domenica sera, 27 gennaio, nell’affollatissima sala del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Come raccontare oggi quello che è successo nei lager? e riusciranno le nuove generazioni a rapportarsi con la Shoah e a tramandare la memoria ai loro figli conservando così il ricordo di quella immensa tragedia? Come affrontare il delicato tema della memoria presentandolo nella giusta luce agli studenti delle scuole? e cosa questi ultimi tratterranno di queste testimonianze?  Queste sono solo alcune delle numerose domande e riflessioni che hanno fatto da filo conduttore nella serata intitolata “Milano ricorda la Shoah”condotta dalla brava Miriam Camerini e  realizzata dal Conservatorio insieme alla Comunità Ebraica di Milano, alla Fondazione Cdec  e all’Associazione Figli della Shoah, col patrocinio della Provincia, della Regione Lombardia e del Comune.
L’appuntamento, ricco di racconti, ha emozionato e commosso il pubblico, fra il quale erano presenti anche ospiti importanti, personalità delle istituzioni, della cultura, dell’informazione: dal presidente del Consiglio Provinciale Bruno Dapei, all’assessore comunale Daniela Benelli, che ha portato “il saluto e l’abbraccio del sindaco Giuliano Pisapia”; da Sonia Bo, direttrice del Conservatorio, a Ferruccio De Bortoli, direttore del “Corriere Della sera” e Presidente della Fondazione Memoriale per la Shoah. De Bortoli in particolare nel suo intervento ha voluto ricordare l’importanza di un evento come l’inaugurazione del Binario 21, che ha reso “questo giorno della memoria diverso dagli altri”, ed ha ringraziato “chi ha lavorato a questo progetto che rafforza la nostra identità nazionale e la memoria condivisa”. Fra i rappresentanti della Comunità di Milano, il presidente, Walker Meghnagi, e il Rabbino Capo, Rav Alfonso Arbib. Quest’ultimo nel suo discorso, ha ricordato le radice profonde dell’odio, “che risalgono alla notte dei tempi”; citando testi e fonti della tradizione ebraica, ha fatto riferimento specialmente alla parashah di Besciallah, in cui si “parla di Amalech e del male che ci ha fatto” e della lotta fra  Yakov e l’angelo.
Fra gli ospiti presenti, il regista e consigliere comunale, Ruggero Gabbai  che, assieme ad Alessandro Venezia, ha ricordato Shlomo Venezia, unico superstite del Sonderkommando di Auschwitz Birkenau, scomparso lo scorso ottobre a 88 anni al quale l’intera serata era dedicata. Alessandro Venezia ha descritto il padre come “una persona riservata che in famiglia non ha mai parlato dei lager in maniera esplicita perché non voleva che rimanessimo segnati da questo. Non ha mai alzato la voce con me e i miei fratelli: per rimproverarci – ha detto – bastava uno sguardo”.  Gabbai, oltre a riproporre alcune sequenze del suo documentario “Memoria” in cui Shlomo Venezia raccontava la dolorosa esperienza nei lager, ha presentato anche il trailer del suo nuovo lavoro “Il viaggio più lungo”. In esso si racconta la dolorosissima e poco nota storia della deportazione e dello sterminio degli ebrei di Rodi.
Dopo gli interventi, si è passati alla musica curata dalla violinista Lydia Cevidalli che ha proposto cori e canti della tradizione ebraica –  “Lu Yehi” di Naomi Shemer, famosa cantautrice israeliana; i Salmi “Elohim Hashiveinu” e “Lamnatseach Binginot”.
Fra i temi della serata anche quello del rapporto fra giovani e Shoah con la lettura di alcune lettere e pensieri scritte dai ragazzi delle scuole dopo aver visitato il lager di Auschwitz. La storica Liliana Picciotto invece ha intervistato i sopravvissuti, Liliana Segre e Nedo Fiano.

La serata si è conclusa con l’esecuzione di un brano tratto da “L’opera da Tre soldi” composta negli anni ’20 dal musicista ebreo tedesco Kurt Weill, sul testo dell’opera di   Bertold Brecht.

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