A Milano il 19 gennaio la posa della prima pietra d’inciampo della città, in corso Magenta davanti a casa Segre

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Sarà intitolata ad Alberto Segre, il padre della sopravvissuta milanese Liliana Segre, deportato da Milano e morto ad Auschwitz, la prima pietra d’inciampo della città di Milano, che verrà posata davanti a corso Magenta 55 il 19 gennaio alle ore 12. Altre ne verranno posate anche davanti alle case dove vissero Adele Basevi Lombroso (via Vespri Siciliani, 71), Giuseppe Lenzi (via Spontini, 8), Dante Coen (via Plinio, 20) Melchiorre De Giuli (via Milazzo, 4), Gianluigi Banfi (via dei Chiostri 2) scomparsi nei lager di Auschwitz, Gusen, Buchenwald e Dachau.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Comitato milanese per le “Pietre di Inciampo” presieduto da Liliana Segre, che ha il patrocinio  del Comune di Milano ed è promosso da: Associazione Nazionale ex Deportati,  Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, Comunità Ebraica, Federazione Italiana Associazione Partigiane, Associazione Rosa Camuna, Associazione Figli della Shoah, Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Fondazione Memoria Deportazione, Fondazione Memoriale della Shoah, Istituto Nazionale Storia del Movimento di Liberazione “Ferruccio Parri”, Confederazione Sindacale Cigl, Cisl, Uil.

“Milano finalmente sta per unirsi alle città che in tutta Europa hanno posato nelle proprie strade migliaia di “Pietre di Inciampo”, a ricordo delle vittime dei lager nazisti – spiega in una nota Liliana Segre, presidente del Comitato Pietre di Inciampo -. Si tratta di un piccolo blocco quadrato di pietra (10×10 cm), ricoperto di ottone lucente, posto davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza una persona deportata nei campi di sterminio: ne ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, la data della morte. In Europa ne sono state installate già oltre 50.000; le prossime sei saranno posate a Milano, giovedì 19 gennaio 2017 davanti alle case dove vissero Gianluigi Banfi, Adele Basevi Lombroso, Dante Coen, Melchiorre De Giuli, Giuseppe Lenzi e Alberto Segre scomparsi nei lager di Auschwitz, Gusen, Nordhausen e Dachau.  Oggi “Pietre di Inciampo” – iniziativa creata dall’artista Gunter Demnig come reazione ad ogni forma di negazionismo e di oblio – è il più grande monumento diffuso d’Europa dedicato alle vittime dello sterminio nazista, qualunque sia stato il motivo della persecuzione: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali. Il suo obiettivo è mantenere viva la memoria delle vittime di tutte le Deportazioni nel luogo simbolo della vita quotidiana – la casa –  invitando allo stesso tempo chi passa a riflettere su quanto accaduto in quel luogo e in quella data, per non dimenticare. Obiettivo ambizioso del Comitato che presiedo è di posare da 12 a 24 pietre ogni anno per i prossimi cinque anni. Non sufficientemente ambizioso, però, da arrivare a ricordare tutti i caduti. L’impegno è rivolto soprattutto a quanti si sono sacrificati ed oggi non hanno più nessuno che lì”.

“Siamo orgogliosi di portare anche a Milano le Pietre di Inciampo – spiega a Mosaico Davide Romano, assessore alla Cultura della Comunità ebraica di Milano -. Sono frammenti di memoria urbana visibili a tutti, che cercheremo di valorizzare al massimo. Non vogliamo solo posare queste pietre, ma renderle un ricordo vivo: per farlo abbiamo coinvolto nel Comitato milanese delle Pietre di inciampo non solo enti ebraici, ma anche associazioni che si occupano di memoria, sindacati, e un’associazione di imprenditrici (15 enti in tutto). Perché la memoria della Shoah deve essere sempre più  condivisa e patrimonio di tutti. A tal fine per ciascuna pietra coinvolgeremo scuole e Municipi (vecchi Consigli di zona, ndr) dell’area, così da farle conoscere alle persone del territorio dove saranno installate”.

Il progetto delle pietre d’inciampo (Stolpersteine) ha preso il via nel 1993 per iniziativa dell’artista tedesco Gunther Demnig e finora in vari Paesi d’Europa ne sono state posate oltre 54mila con l’obiettivo di contribuire a riflettere su quanto è successo nel passato affinché non si ripeta nel futuro. Insomma, come le ha definite uno scolaro tedesco: “Le pietre d’inciampo non sono pericolose, perché si inciampa con la testa e con il cuore”. E sono anche un omaggio a chi è rimasto vittima delle persecuzioni: per leggerle, infatti, bisogna inchinarsi.

In Italia, negli ultimi anni ne sono state posate diverse in tutte le città (solo l’anno scorso a Meina  e in diverse altre città). Le prime furono posate a Roma nel 2010 e attualmente se ne trovano a Bolzano, Brescia, Genova, Chieti, Gorizia, L’Aquila, Livorno, Meina, Merano, Novara, Ostuni, Prato, Premolo, Ravenna, Reggio Emilia, Siena, Stresa, Teramo, Torino, Venezia, Viterbo. Ma Milano mancava all’appello. Ora anche le strade di Milano ricorderanno le vittime ebree del nazismo.

 

 

Nella stessa giornata (Giovedì 19 gennaio 2017, ore 9:00 – Villa Truffini), a Tradate, l’artista Gunter Demnig parteciperà alla posa di tre Pietre d’inciampo dedicate a Egle Segre Levy, Eva Maria Levy ed Enzo Levy, i quali furono arrestati a Tradate il 12 novembre 1943. L’artista, ad oggi, ha già proceduto alla posa di più di 55.000 “Pietre d’inciampo