Lugano, nasce un Centro di Judaica grazie alla Cukier, Goldstein Goren Foundation

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di Carlotta Jarach

judaica5Nessuno testimonia per il testimone: diceva così il celebre poeta ebreo rumeno Paul Celan, vissuto in quel buio periodo del XX secolo che tutti noi conosciamo con il nome di Shoah.

Chi deve farsi carico di questo compito, la cui importanza cresce con il susseguirsi delle varie generazioni? Chi ha l’onere della documentazione, che diventa quanto mai urgente nel clima ben noto che stiamo vivendo?

Domande importanti, che fanno da sfondo alle iniziative culturali portate avanti nel corso degli anni con passione e dedizione dalla Cukier, Goldstein Goren Foundation, che ha accettato una nuova sfida: muovere i primi passi nella realtà svizzera, aprendo un nuovo Centro Judaica a Lugano, nel Canton Ticino.

Ma andiamo con ordine: venerdì 4 dicembre, presso l’Università della Svizzera Italiana, si sono svolte tre importanti iniziative in una conferenza dal titolo “Judaica: nuove istituzioni e iniziative scientifiche recenti sulla cultura ebraica a Lugano”. Più specificatamente, la presentazione della “Fondazione Federica Spitzer” e del suo archivio, del volume di Mario Lattes “Il Ghetto di Varsavia” edito da Edizioni Cenobio, nonché la presentazione del corso di Storia del pensiero ebraico rinascimentale, sponsorizzato proprio da Judaica, erogato dall’Istituto di studi italiani, di cui Giacomo Jori e Angela Guidi si sono fatti portavoce.

Luogo di incontro tra letteratura e filosofia, l’USI ha ospitato personaggi illustri, tra cui il Presidente della Fondazione Federica Spitzer Moreno Bernasconi, Luca Saltini, della Biblioteca cantonale di Lugano, Pietro Montorfani, dell’Archivio storico di Lugano, e Giovanni Ventimiglia, Direttore dell’Istituto di studi filosofici presso la Facoltà di Teologia di Lugano.

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Micaela Goren-Monti e Giulio Busi

E ovviamente, lo stesso Centro di Judaica Goren-Goldstein, nelle figure di Micaela Goren-Monti, Silvio Ferrari e Giulio Busi.

Perché Judaica e perché Lugano? La tradizione del pensiero ebraico nell’età umanistica e rinascimentale è elemento costitutivo della stessa identità europea ed occidentale, e studiarlo è decisivo per comprendere appieno l’Italia del ‘400 e ‘500, come ricorda Carlo Ossola, Direttore dell’Istituto di studi italiani.

«Ecco perché Judaica, per approfondire e far conoscere la filosofia del popolo ebraico, e come questa abbia contribuito alla cultura del Rinascimento. Citare Pico della Mirandola non è che un esempio» dice Micaela Goren-Monti. La scelta della Svizzera, e in particolar modo di Lugano, risiede nel fatto che questi luoghi, afferma Goren-Monti, sono da sempre sinonimo di diritto e di libertà.

Un tentativo quello di Judaica, dice Silvio Ferrari, al di fuori di uno spirito confessionale e di un’intenzione politica, per far conoscere la cultura ebraica e costruire così una società più giusta e solidale. E l’interlocutore diventa perciò per definizione l’ambiente universitario: e dopo Milano, dove Judaica è presente in Statale, ecco che si inizia la costruzione di un altro ponte tra culture differenti in territorio elvetico.

Un seminario interessante e molto ricco, che si è concluso sulle splendide note di Edna Stern, che ha proposto, insieme a Bach e Brahms, anche brani dei compositori ebrei Gideon Klein e Karel Reiner.

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