Il convegno su Amedeo Modigliani

“Dedo” l’ebreo livornese. A Livorno la mostra e un convegno su Amedeo Modigliani

Eventi

di Ilaria Ester Ramazzotti
Amedeo Modigliani, Dedo, torna nella sua Livorno. Avrebbe voluto farlo in quel lontano 1920 in cui la vita lo ha lasciato. Lo aveva detto agli amici pittori, a Parigi in molti sapevano. Ma la sorte ha avuto altre mire. A 100 anni dalla morte siamo riusciti a far tornare l’anima di Dedo a Livorno, con le sue opere più belle, che per quattro mesi troveranno dimora nel Museo della Città”. Così il sindaco di Livorno Luca Salvetti ha introdotto l’apertura della mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse” esposta dal 7 novembre 2019 al 16 febbraio 2020.

Ricca di capolavori provenienti dalle collezioni Netter e Alexandre, l’esposizione è organizzata dal Comune di Livorno insieme all’Istituto Restellini di Parigi con la partecipazione della Fondazione Livorno. Curata da Marc Restellini con il coordinamento di Sergio Risaliti, offre al pubblico l’occasione di ammirare ben 26 opere di Modigliani tra dipinti e disegni.

“La mostra è un ritorno a casa – ha detto il curatore Marc Restellini -. Qui a Livorno Amedeo Modigliani ha sviluppato la sua capacità creativa e lo spiritualismo ebraico e qui a Livorno mi auguro che la storia, e non solo il mercato, possano approfittare di questa meravigliosa opportunità per dargli la giusta posizione nella storia dell’arte occidentale”.

Simone Lenzi, assessore alla cultura del Comune di Livorno, ha dichiarato che: “Questa mostra ha per la città di Livorno un valore storico. L’aggettivo non sembri eccessivo, perché la storia funziona così: stabilisce degli appuntamenti a cui dobbiamo avere il coraggio di presentarci. Il centenario della morte di Modigliani è uno di questi – ha sottolineato -. Crediamo infatti che la città che era rimasta negli occhi e nel cuore di Modigliani fosse fatta di una luce precisa. Di alcuni scorci di strada, di amici di gioventù, di compagni di scuola. Di una specifica spiritualità ebraico-sefardita, di vividi ricordi familiari. Di tante cose che, a partire da questa mostra, andranno finalmente raccontate come parte di un’unica storia, per quanto ancora si riverbera nel presente”.

Il convegno “Modigliani ebreo livornese: storia familiare e formazione di un genio”

La mostra è inserita in un ventaglio di eventi organizzati dal Comune di Livorno in occasione del centenario dalla morte di Amedeo Modigliani. Fra questi, è in agenda il 22 e 23 gennaio il convegno internazionale “Modigliani ebreo livornese: storia familiare e formazione di un genio”, che porterà nella città natale del grande pittore, studiosi e ricercatori di prestigiose università e istituti di ricerca d’Italia, Francia, Israele e Stati Uniti.

I nomi sono quelli di Ariel Toaff, Dora Liscia, Marc Restellini, Asher Salah, David Meghnagi, Furio Aharon Biagini, Clémence Boulouque, con contributi del genealogista livornese Matteo Giunti, del collezionista di foto dell’800 livornese Mario di Chiara, della docente del liceo classico Maria Antonietta Monaco che ha ritrovato le pagelle scolastiche di Amedeo Modigliani.

Ideato dall’Istituto Restellini di Parigi con la collaborazione scientifica del Paolo Edoardo Fornaciari, professore all’Università del Salento e grande conoscitore del bagitto, il dialetto giudeo-italiano utilizzato dagli ebrei in Toscana in senso lato e in senso stretto dalla comunità di Livorno. L’evento vuole aprire un focus sulla formazione di Amedeo Modigliani nei primi 15 anni della sua esistenza, come livornese ebreo educato e cresciuto nella comunità di Livorno.

Si tratta di approfondire, più che il Modigliani pittore, il giovane Amedeo detto “Dedo” (così da ragazzo veniva chiamato in famiglia) prima di Modì (il pittore parigino), puntando l’attenzione sull’ambiente che lo plasmò, con particolare riguardo al peso e all’influsso del teologo cabalista livornese Elia Benamozegh.

“In tanti finora hanno pensato che Amedeo Modigliani fosse un ‘livornese per sbaglio’, nato qui, ma diventato genio grazie a Parigi. Così come si è sempre poco riflettuto sul fatto che fosse ebreo. In realtà Modigliani era un livornese e un livornese ebreo ‘quintessenziale’ – ha spiegato l’assessore alla Cultura Simone Lenzi -. Desideriamo rovesciare un paradigma. È evidente che la scelta di Modigliani di partire per la Ville Lumiere sia stata fondamentale, era la città dove ‘le cose succedevano’. Però è stato a Livorno, dove è cresciuto in una famiglia ebrea colta e cosmopolita, che ha sviluppato delle conoscenze e competenze che, unite ovviamente al suo personale talento, gli hanno consentito di “sfondare a Parigi”, di diventare il genio Modì”.

“Vogliamo riflettere sul fatto che non fu solo Parigi a influenzare Modigliani – ha sottolineato Paolo Edoardo Fornaciari -: chiediamoci al contrario quanto Modigliani, con la sua visione del mondo costruita a Livorno, abbia contribuito alla formazione di altri artisti di Montparnasse (in primis il suo amico Soutine) che, non dimentichiamolo, erano tutti ebrei. Se non fosse andato a Parigi quell’ebreo livornese, gli altri artisti di Montparnasse sarebbero diventati quelli che sono diventati”?

Una sessione del convegno verrà dedicata al rapporto fra arte ed ebraismo, sotto forma di tavola rotonda.

L’evento si concluderà con visite guidate ai luoghi di Modigliani: casa, luoghi di culto, musei.

Per informazioni:
Ufficio Musei e Cultura Comune di Livorno
Tel. 0586-808001
www.comune.livorno.it
www.mostramodigliani.livorno.it

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