Bookcity Milano: Amos Oz in Sinagoga

amosozGrazie alla casa editrice Giuntina, e in particolare a Shulim Vogelmann con cui da tre anni l’Assessorato alla Cultura della Comunità ebraica di Milano organizza BookCity in Sinagoga, e a Feltrinelli,
domenica 16 novembre Amos Oz sarà al Tempio Centrale di via Guastalla.

Oz parlerà del suo nuovo libro, edito in Italia appunto da Feltrinelli, “Giuda“; un romanzo ambientato a Gerusalemme in cui lo scrittore israeliano affronta il tema del tradimento. Un romanzo che farà molto discutere, come già sta accadendo in Israele, perché il tradimento di cui l’autore parla ha il contenuti del rifiuto del mainstream, è la diversa prospettiva di colui che guarda – forse – più avanti degli altri.

Rispondendo a una domanda di Elena Loewenthal per La Stampa, Amos Oz spiega infatti: «Sono sempre stato attratto dai traditori. Mi affascina la persona che gli altri chiamano “traditore” perché anticipa i tempi. È l’uomo che cambia mentre gli altri no e non capiscono, anzi temono il cambiamento. Anch’io sono stato chiamato e ancora mi chiamano traditore. Ma considero questo appellativo alla stregua di una medaglia! E sono in ottima compagnia, sa. Il profeta Geremia è chiamato traditore. Come Abramo Lincoln che ha abolito la schiavitù. Churchill che ha fatto a pezzi l’impero britannico e De Gaulle che ha posto fine al colonialismo francese sono stati accusati di tradimento. Per non parlare di Ben Gurion che nel novembre del 1947 ha accettato la spartizione della Palestina in due Stati, uno ebraico e uno arabo. Anwar el-Sadat, che ha fatto la pace con Israele, è stato ammazzato perché lo consideravano un traditore. Begin che ha restituito il Sinai all’Egitto, Rabin che ha fatto la pace con i palestinesi: anche loro sono stati chiamati traditori. In breve, è un club di cui sono fiero di fare parte. E in questo mio romanzo, tra i fantasmi che abitano l’ultima casa di Gerusalemme, c’è anche Giuda Iscariota, l’oggetto della tesi di laurea che Shmuel (uno dei protagonisti del romanzo, n.d.r.) lascia bruscamente a metà. Giuda è un traditore, ma è anche il più fedele discepolo di Gesù. È, soprattutto, colui che lo ama più di ogni altro».

Appuntamento dunque Domenica 16 novembre in Sinagoga, via della Guastalla 19, con Amos Oz, ma non solo. Il programma è infatti diversificato e interessantissimo:
Dalle ore 15.30 “The times they are a changin’ – Scintille per un mondo che cambia”
Programma:
15.30 – Saluti (rav Alfonso Arbib, Daniele Cohen, Shulim Vogelmann)
15.45 – Amos Oz – Una storia di passioni e di tradimenti
17.00 – David Bidussa – Sul sacrificio
17.45 – Andrea Gessner – Gary e l’angoscia del re Salomone
18.30 – Yarona Pinhas – Cabbalà e rinnovamento
Le turbolenze che attraversano il nostro pianeta sono davanti agli occhi di tutti. Alle nuove domande che sorgono in un periodo di grandi mutamenti non si può che reagire, prima di tutto, con la forza delle idee; innovando e al tempo stesso cercando nel bagaglio che ci ha accompagnato fino a questo momento. Lo faremo partendo dai nostri libri, da una prospettiva ebraica che è tuttavia volta a raggiungere una visione universale della società e del mondo.

Ingresso libero