Le opere di Ronald Lauder in mostra alla Neue Galerie di New York. Una collezione “OMG”

di Michael Soncin
Fino al 13 febbraio 2023 alla Neue Galerie di New York sono esposte al pubblico 500 pezzi d’arte della collezione personale del filantropo ebreo Ronald S. Lauder. Opere d’arte a lui particolarmente care, le preferite in assoluto, collezionate durante un arco lungo 65 anni.

Da questa vasta collezione, è impossibile chiedergli di scegliere quelle a cui tiene di più, poiché lo sono tutte. Nell’acquistare un pezzo è solito utilizzare una formula che chiama ‘Oh-My-God’, spiegata da lui stesso, nell’introduzione nel catalogo della mostra: “Se dico ‘Oh’, è perché non sono molto interessato, ‘Oh My’, è perché è un buon pezzo, ma non uno dei migliori lavori dell’artista. Ma se dico ‘Oh My God’, ed è molto raro, significa che si tratta di una delle migliori opere dell’artista”. Precisa anche che la formula “‘Oh My’ pronunciata per un grande artista rimarrà sempre un ‘Oh My’. Ma l’’Oh My God’ (o OMG in linguaggio contemporaneo) pronunciato per un artista di minor fama potrebbe renderlo un grandissimo artista, prima o poi”.

Come riporta il Times of Israel, l’esposizione è stata pensata in occasione del XX anniversario del museo, fondato da Lauder nel 2001. Le opere sono state allestite come sono realmente esposte nella sua casa. Per farlo i due piani della galleria sono stati trasformati in una replica della sua abitazione. “Vive con le sue opere. Abbiamo quindi ricreato parti identiche della casa. Siamo di fronte ad una collezione molto eclettica e molto personale che riflette la passione di una vita, una ricerca che ha portato a scoperte uniche. Non c’è niente di equivalente. È una mostra assolutamente unica”, ha commentato Renée Price, direttrice della Neue Galerie.

Bicchieri per il Kiddush in argento massiccio, sculture dell’epoca greca e romana, dipinti italiani con decorazioni in oro zecchino del XIII e XIV secolo. Sono alcuni dei pezzi presenti, assieme ad armi e armature medievali e rinascimentali. Scudi, pugnali, balestre e spade. Pezzi importanti per raccontare la storia del costume di quel periodo. Conosciuto per la sua attività di benefattore, nel dicembre del 2020, Lauder ha donato nove oggetti della sua collezione al Metropolitan Museum of Art.

Ritratto di Adele Bloch Bauer I

Tra i tanti dipinti dei maggiori artisti del XX secolo figura quello di Erich Heckel, intitolato “Bagnanti in uno stagno” del 1908. Ma il più celebre è senza dubbio il “Ritratto di Adele Bloch-Bauer I” realizzato da Gustav Klimt nel 1907, esposto permanentemente all’interno del museo. Un quadro ricco di storia diventato un film nel 2015 dal nome Woman in Gold, che ha al centro della vicenda l’ancora spinosa questione delle opere d’arte trafugate dai nazisti e la difficile restituzione ai suoi eredi.

E proprio la divulgazione della conoscenza dell’arte austriaca e tedesca del XX secolo è una delle missioni della Neue Galerie, che dall’apertura ad oggi ha organizzato una cinquantina di mostre.

Una delle repliche interessanti della dimora di Lauder, è senz’altro la Kunstkammer, ‘Camera delle curiosità’, con all’interno un insieme di oggetti legati anche ai rituali ebraici, come i manufatti utilizzati durante l’Havdalah. In un’altra sala sono invece appesi decine di poster vintage incorniciati, dove si vede una Ingrid Bergman, in un abito color azzurro ghiaccio e guanti rosa. Una rassegna nel suo complesso decisamente eterogenea.

Ronald S. Lauder, classe 1944, è uno degli eredi assieme al fratello Leonard Lauder, della casa di cosmetici Estée Lauder, fondata dai genitori Estée e Joseph Lauder nel 1946. Dal 2007 è presidente del “Congresso Ebraico Mondiale” (WJC – World Jewish Congress), mentre in passato è stato Ambasciatore degli Stati Uniti in Austria, nominato dall’allora Presidente Ronald Reagan.

 

Catalogo: AA. VV. – The Ronald S. Lauder Collection: Selections of Greek and Roman Antiquities, Medieval Art, Arms and Armor, Italian Gold-Ground and Old Master Paintings, Austrian and German Design. – Prestel.

 

Crediti Foto: Neue Galerie – Hulya Kolabas.