Nella foto in alto: Pierre-Auguste Renoir, L’escursionista (particcolare), 1888 circa, olio su tela, 61,5 x 50 cm, Le Havre, Musée d’Art Moderne André Malraux, Lascito Charles-Auguste Marande, 1936, © MuMa Le Havre / David Fogel
di Michael Soncin
Cinquantuno capolavori provenienti dal Museo d’Arte Moderna di Le Havre, esposti per la prima volta in Italia, raccontano una storia che si dipana tra arte e memoria, mettendo in stretto dialogo la città di Mestre con quella francese, entrambe accumunate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Da Claude Monet a Georges Braque, opere sopravvissute, testimonianza di una resistenza passiva. Ultimissimi giorni, fino al 31 agosto.
«La straordinarietà di questo patrimonio, materiale e immateriale, è stato riconosciuto fin da subito dalla comunità e ha permesso ai capolavori esposti oggi di salvarsi dai bombardamenti: è questa la più alta testimonianza di come l’arte possa essere fulcro di partecipazione e cittadinanza». A parlarne è Marianne Mathieu, una delle maggiori esperte mondiali di impressionismo e post impressionismo, tra le curatrici dell’esposizione Arte Salvata. Capolavori oltre la guerra dal MuMa di Le Havre.
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Il Museo d’Arte Moderna André Malraux di Le Havre (MuMa) è la sede di una delle più importanti collezioni di dipinti impressionisti della Francia. È la prima volta che il museo cede in prestito una parte così importante della sua collezione. Si tratta di un gesto dal forte valore simbolico, un’occasione unica che coincide con l’80° anniversario dalla fine della Seconda Guerra mondiale, quando la città di Le Havre venne rasa al suolo.
Da Eugene Boudin al suo allievo Claude Monet, da Pierre-Auguste Renoir ad Alfred Sisley, fino a Henry Moret. I dipinti dei maestri dell’impressionismo lasciano poi spazio agli accenti d’impostazione simbolista che ritroviamo nelle opere di Paul Gauguin di Jean-Francis Auburtin e Maurice Denis. Successivamente si scopre il Fauvismo attraverso le pennellate di Raoul Dufy e Othon Friesz.

Il messaggio portante di questa mostra, curata anche da Géraldine Lefebvre, direttrice del MuMa, è di raccontare una storia di rinascita. Una rinascita della città di Le Havre che venne distrutta dalle bombe per l’ottanta percento del suo tessuto urbano, ma anche di Mestre e Porto Marghera, che hanno subito gravi danni durante il conflitto bellico. Inoltre, è un messaggio di attualità che vive e rivive nella forza del patrimonio culturale di entrambe, rappresentando un luminoso faro della nostra memoria collettiva.
Una storia di resistenza testimoniata da opere splendide che sono sopravvissute ai bombardamenti, simbolico della ricostruzione di Le Havre, avvenuta sotto la guida dell’architetto Auguste Perret, gesto che porterà la città al riconoscimento di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco.
Una sezione speciale è dedicata ai bombardamenti di Mestre e alla ricostruzione nel dopoguerra grazie ad un approfondimento fotografico. L’esperienza è testimoniata dal terribile bombardamento del 28 marzo 1944. Quel giorno persero la vita circa 200 persone. Le immagini presenti fanno vedere le condizioni drammatiche vissute dalla popolazione civili che contava un numero alto di sfollati e profughi. Una situazione difficile, visto che i pochi alloggi disponibili avevano dato origini a situazioni di tensioni e scontri documentati. Il percorso termina con la fase della ricostruzione nel secondo dopoguerra.

M9 – Museo del ’900 è un museo giovane, inaugurato a dicembre 2018 dalla Fondazione di Venezia. Le sue esposizioni sono di carattere multidimensionale, volte ad illustrare i cambiamenti demografici, sociali, politici e culturali, ambientali e paesaggistici.
Per approfondire la storia di tutti gli artisti presenti in Arte Salvata è disponibile il libro dall’omonimo nome.
Per informazioni consultare il sito www.m9museu.it