Il parco nazionale Nitzana in Israele

Rinvenuta nel Parco Nazionale di Nitzana antica tomba cristiana di una Maria ‘immacolata’

Arte

di Ilaria Ester Ramazzotti
Una signora di nome Maria, che visse circa mille e 400 anni, condusse una vita così immacolata e integerrima che i suoi famigliari pensarono di incidere in suo onore una accorata dedica sulla lapide della sua tomba. Il reperto archeologico è stato recentemente scoperto nel Parco Nazionale di Nitzana (nella foto), nel sud di Israele.

L’iscrizione riportata sulla pietra tombale è scritta in greco ed è stata decifrata e tradotta da Leah Di Segni dell’Università Ebraica di Gerusalemme. Le frasi fanno riferimento a una “Beata Maria, che visse una vita immacolata” e che morì il 9 febbraio di un anno imprecisato. La pietra stessa è stata datata tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo d.C.

L’antica lapide, dalla forma rotonda e piatta, che misura circa 25 centimetri di diametro, è stata portata alla luce da un operaio dell’Autorità israeliana per la natura e i parchi mentre stava ripulendo alcuni dei sentieri che attraversano l’area.

Nitzana è un’antica città nel deserto sud-occidentale del Negev in Israele, vicino al confine egiziano. Abitata in modo intermittente per circa mille anni, era una località di sosta per le carovane di cammelli in viaggio lungo l’asse orientale dell’antica rotta dell’incenso, al servizio di pellegrini e mercanti diretti nel Sinai o in Egitto. L’area di “Nitzana è rinomata come sito [archeologico] chiave per gli studi sulla transizione tra il periodo bizantino e il primo periodo islamico”, spiega Tali Erickson-Gini dell’autorità israeliana per le Antichità, come riporta la testata Israel 21c.

“Durante il V e il VI secolo d.C., Nitzana funse da centro per i villaggi e gli insediamenti delle vicinanze. Tra le altre cose, aveva una fortezza militare e delle chiese, un monastero e una stazione di servizio stradale che serviva i pellegrini cristiani diretti [al monastero] di Santa Caterina, [edificio] che i credenti consideravano [sorgesse] sul luogo del Monte Sinai”.

Quest’ultimo ritrovamento archeologico si somma a numerosi altri della zona, fra cui un archivio di papiri portato alla luce negli anni ’30 e altre lapidi commemorative di cristiani sepolti nelle chiese e nei cimiteri situati nei pressi dell’antica città.

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