Scuola gratis: è una rivoluzione

Scuola

di Ilaria Myr

Non avete capito male. Sì, dall’anno prossimo nido e materne saranno gratis per tutti, niente pagamento della retta.

Questo per rendere ancora più accessibili ai membri della comunità di Milano le eccellenze delle scuole della primissima e prima infanzia di via Sally Mayer. Una decisione mai presa prima d’ora. Dopo essere stata attentamente studiata, la proposta è stata approvata dal Consiglio del 19 dicembre. Nella pratica, la retta di iscrizione sarà gratuita: si dovrà soltanto versare il contributo per la protezione civile, pari a 350 euro, e per la mensa (900 euro), per un totale di 1.250 euro all’anno. Ma come è stato possibile attuare questa rivoluzione gestionale a fronte di tanto parlare di deficit comunitario? La risposta è semplice: un generale riassetto organizzativo che consenta di liberare e quindi reinvestire risorse. La gratuità di nido e materne si inserisce in una politica più ampia, che anche negli altri ordini della scuola (primaria, medie e licei) non aumenta per l’anno prossimo le rette, e anzi introduce un criterio di trasparenza maggiore.“Contrariamente al passato, dall’anno prossimo la quota per primaria, medie e licei comprenderà solo la retta, la protezione civile e la mensa-, spiega il segretario della Comunità Alfonso Sassun. Tutte le altre voci, come viaggi, libri e varie iniziative, saranno di competenza di insegnanti e rappresentanti di classe. In questo modo si responsabilizza la struttura scolastica sulla gestione degli extra della vita didattica, a volte troppo onerosi per i genitori.
Senza contare poi che dall’anno prossimo il nido verrà inglobato all’interno della Comunità al fine di creare migliori sinergie e ottimizzare l’allocazione delle risorse, come deliberato dalConsiglio”.

Più qualità nell’offerta

Al di là delle implicazioni economiche, quello che interessa a un genitore è il livello educativo e didattico di nido e materna a cui affida il proprio figlio. A tutto ciò si aggiunge l’importanza di una primissima trasmissione dell’identità ebraica. Perché, come spiega Rav Alfonso Arbib: “Uno dei più grandi Maestri della Mishnà, Rabbi Yehoshua, veniva portato dalla madre quando era ancora in culla al Bet Hamidràsh. Secondo il suo Maestro Rabbi Yochanàn ben Zakkai, grazie a questo, è diventato il grande Rabbi Yehoshua. Nella tradizione ebraica si è sempre data un’importanza enorme all’educazione dei bambini e secondo un famoso passo talmudico: ‘Il mondo poggia sul fiato dei bambini che studiano Torà’”.

La scuola ha dunque un’importanza fondamentale nella trasmissione di cultura e identità ebraica. “Essa può e deve essere un sostegno alla famiglia, senza però mai sostituirla-precisa Rav Arbib-. Non deve cioè avere una funzione di supplenza; la famiglia rimane un elemento centrale nella cosiddetta “catena della tradizione”. Per continuare a garantire eccellenza e qualità, ed essere nel contempo un supporto alle famiglie nella trasmissione dei valori ebraici, nido e scuola materna potenzieranno i punti di forza, introducendo alcune novità. Questo ne farà una scuola al top dei livelli di offerta educativa oggi in circolazione.
Fra queste, l’estensione dell’orario scolastico fino a tardo pomeriggio, che permetterà ai genitori che lavorano e che non riescono a venire alle 16.15 (orario attuale), di prendere i propri figli alle 18.00.
Ma vediamo nel dettaglio come si articola la proposta educativa: i pilastri dell’offerta, gli strumenti utilizzati.

UN NIDO ALL’AVANGUARDIA

Insegnare ai bambini più piccoli a relazionarsi con gli altri, seguendoli e accompagnandoli nel percorso della crescita: questi sono da sempre gli obiettivi del Nido Guido Moshè Jarach, che da 18 anni ospita in uno spazio famigliare i piccolissimi (1-3 anni).

“Il nido è nato allora sotto esplicita richiesta di molte mamme della comunità -spiega Antonella Jarach, presidente dell’Associazione Ganenu, a cui fa capo il nido-. Oggi, con tante mamme che lavorano, il suo ruolo è ancor più fondamentale. E noi siamo orgogliosi dell’eccellente qualità della nostra struttura, che cerchiamo di implementare ogni giorno”. Un alto livello di preparazione delle educatrici, tutte qualificate e periodicamente supportate da corsi di aggiornamento, un ambiente curato nei dettagli e continuamente migliorato: a questi aspetti si aggiung ela cucina, strettamente kasher, che offre i pasti seguendo anche le esigenze di alcuni bambini (allergie, intolleranze…), e la visita settimanale del pediatra.“Il primo pilastro della nostra offerta educativa è curare la relazione fra bambino e adulto -aggiunge Maria Luisa Pagani, direttrice di Ganenu-, e dei bambini tra loro. Fondamentale per fare ciò è il rapporto con i genitori, le cui osservazioni sono ritenute preziose per la creazione di percorsi personalizzati per ogni bambino”.

Numerose sono le attività proposte: dai travasi alle costruzioni, dai racconti alla pittura secondo il metodo di Arno Stern. “La nostra filosofia èc he il bambino costruisce da solo i lproprio percorso – continua Pagani-, e l’adulto lo accompagna standogli accanto, seguendone la direzione e assecondandolo”. Per venire incontro alle esigenze dei genitori, il nido mette a disposizione delle offerte di frequenza differenziate (per chi lo chiede, solo alcuni giorni alla settimana).

Da quest’anno poi sono attive iniziative collaterali per i genitori, come il corso di cucina, in cui la cuoca Rosy insegna le ricette più ‘di successo’ del nido, e i corsi facoltativi di pittura e Talmud Torà, anche per bambini in età di scuola materna.

In questa offerta educativa si inserisce la trasmissione dell’ebraismo, che ha qui al nido un ruolo primario. Spiega Bona Cohenca, responsabile dell’ebraismo: “Il patrimonio ebraico viene trasmesso durante i pasti, -si recitano le berachot- e durante le attività, con la lettura delle parashot che molto colpiscono la fantasia del bambino;

e poi nella celebrazione dello Shabbat e delle feste. Il bambino si rende così subito conto

di quanto l’ebraismo sia una parte fondamentale della vita quotidiana”.

Una materna di qualità
Da sempre riconosciuta come paritaria, la scuola materna è un pilastro dell’offerta educativa della comunità.
Dal punto di vista didattico, un ruolo fondamentale è svolto dal POF (piano di offerta formativa),
aggiornato ogni anno dalle morot sulla base delle esigenze della classe, e comunicato ai genitori.
Nella quotidianità, due insegnanti per classe svolgono attività con i bambini, supportate anche dalle specialiste
(morà Lella per la psicomotricità, morà Moria per l’ebraismo, morà Silvia per la musica). In questo modo è possibile
dividere la classe in gruppi più ristretti, e svolgere attività più raccolte e dedicate con i bambini.
Per venire incontro ai genitori, la materna apre dalle 8.15 (con possibilità di pre-scuola dalle 7.55) fino alle 16.15 (dall’anno prossimo post-scuola fino alle 18.00). “Tutto ciò dimostra chiaramente come il nostro nido e la nostra materna
siano un’istituzione solida che segue delle precise linee educative -spiega la coordinatrice didattica Claudia Bagnarelli, per portare il bambino alla maturazione, sia emotiva che relazionale,
e all’acquisizione delle prime competenze, che svilupperà poi alla primaria”.
La trasmissione dell’ebraismo e dell’ebraico hanno in questa offerta un ruolo di primo piano.
“L’idea di base è che l’educazione ebraica si trasmetta fin dalla più tenera età -spiega Moria Maknouz, responsabile dell’ebraismo per la materna.
Il nostro lavoro è comunicare ai bambini i concetti principali, quando ad esempio raccontiamo le
parashot, semplificandoli in modo che li possa capire, senza dare niente per scontato.
Questo approccio punta a far sì che ogni bambino si riconosca nell’identità ebraica, laica o religiosa che sia la sua famiglia”.
Per l’ebraico, poi, è stato adottato un metodo israeliano di grande successo nel mondo (si chiama metodo Tal Am),
che utilizza solo l’ivrit, e che consente ai bambini di famigliarizzare con l’alfabeto.
Il coinvolgimento dei genitori, infine, è un elemento chiave: le famiglie partecipano ai consigli
di istituto, e sono coinvolte nelle varie attività. Quest’anno, poi, è stato formato un comitato volontario
di genitori che mettono a disposizione idee, suggerimenti e le proprie abilità per supportare le attività della materna.
A questo punto, la scommessa della propria identità ebraica da trasmettere fin dalla più tenera età, si può vincere.

A gennaio grande festadi Tu Bishvat
Le mamme stanno già approntando i costumi, i bambini stanno studiando coreografie e canzoni: è la preparazione corale e gioiosa della festa di Tu Bishvat che a gennaio animerà le aule e gli atri della Scuola della Comunità. Il Capodanno deglialberi, Rosh Hashanà Lailanot è infatti una ricorrenza molto sentita dai bambini e preparata accuratamente dagli insegnanti sia dal punto di vista religioso, sia da quello ecologico e ludico. Quest’anno alla Scuola Primaria saranno protagonisti i bambini della 3° classe, che proporranno a tutti i loro compagni più grandi e più piccoli, negli spazi comuni dellaScuola, uno spettacolo itinerante, in costume, con balli israeliani, canti e poesie in ebraico. Alla Scuola dell’infanzia, invece, si terrà il tradizionale Seder di Tu Bishvat, tutte le classi insieme, con canzoni e tanta frutta.
Cestini di frutta saranno offerti, come ogni anno dal KKL. Il KerenKayemeth LeIsrael donerà ai bambinidi tutte le scuole i tradizionali sacchetti di frutta per il seder di Tu-Bishvat, per ricordare l’emergenza dopo l’incendio sul Monte Carmelo (per donazioni: IBAN IT 64 A 03069 03236100000003409).

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