Stagione sportiva

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Maccabi: un nome storico per l’ebraismo, la cui origine risale alle vicende legate alla festa di Chanukkà, che celebriamo in questo mese, ma che significa anche sport, amicizia, incontri internazionali, tornei, disciplina e salute.
A Milano ha avuto una lunga storia, legata a personaggi come Massimo Della Pergola e Elie Sasson; raccoglie oggi il testimone il nuovo presidente, Davide Zelnick, Andy per gli amici, che faceva parte del consiglio del Maccabi negli anni Novanta, con la presidenza Della Pergola, e che poi per alcuni anni ha continuato la tradizione di organizzare corsi sportivi per ragazzi, ma che oggi, grazie all’aiuto di un comitato, può farlo in modo più organico e ampio.
È sostenuto infatti nel lavoro di organizzazione da Mario Esciua, Gabriele Gol, Nadine Funaro e Isaac Myr.
“Ci siamo presentati al Consiglio della Comunità il 13 settembre”, dice Zelnick, “e desideriamo ringraziare il presidente e tutti i consiglieri per l’accoglienza e l’appoggio che ci hanno garantito, ad iniziare dagli spazi comunitari presso le palestre della Scuola, dove teniamo attualmente tutti i corsi”.

Più di duecento ragazzi sono già stati coinvolti, e ancora non sono stati attivati corsi di calcio o tennis, che senz’altro richiameranno molti appassionati sportivi.
I corsi sono tenuti da istruttori diplomati o diplomandi all’Istituto Superiore di Educazione Fisica, che fanno parte di società sportive competitive a livello agonistico in grado di garantire competenza e serietà. Ad esempio, per la pallavolo c’è la collaborazione con la famosa Propatria.

A tutt’oggi, le attività organizzate sono basket per ragazzi e ragazze dai 10 ai 15 anni; minibasket per la fascia d’età dai 6 ai 9 anni; pallavolo femminile riservato alle ragazze dai 10 ai 15 anni; krav maga (tecniche israeliane di difesa personale) per ragazzi e ragazze dai 7 ai 15 anni; scacchi per giocatori dai 7 anni in avanti.
Anche una sezione di bridge, oggi diventato disciplina olimpica, sarà inserito nell’offerta del Maccabi Milano.
“Siamo in contatto con Yasha Maknouz, coordinatore della Ghettons League, per dirottare presso di loro le attività internazionali di calcio Maccabi, non avendo ancora noi queste discipline”, racconta Zelnick. Infatti per le Maccabiadi di luglio in Israele sono stati inseriti nella squadra italiana di calcio alcuni giocatori della Ghettons League: Robin Rossi, Jonathan Sasson, Teo Zelder, Graziano Di Segni.

Il Maccabi vede lo sport non come fine ma come mezzo per realizzare tre obiettivi fondamentali: l’integrazione tra giovani e meno giovani all’interno di una comunità, per combattere l’assimilazione; creare un forte legame tra giovani di diverse comunità nella diaspora (più di cinquanta paesi nel mondo) e rafforzare il rapporto con Israele.
“L’esperienza delle Maccabiadi mondiali in Israele”, continua Andy, “è straordinaria. Conosco ragazzi che hanno scelto di fare l’alià dopo aver provato l’emozione di entrare in uno stadio pieno di ‘fratelli’ che tifano e esultano insieme”.

Mario Esciua sottolinea che l’obiettivo a Milano è anche quello di fornire ai ragazzi sopra i diciotto anni, dopo l’età quindi dei movimanti giovanili, l’occasione di continuare a frequentarsi e rimanere legati all’ambiente ebraico.

Informazioni e iscrizioni:
Maccabi – Milano, 02 40075022
o 335 269140 Davide,
338 5050220 Gaby

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