Gino il pollo sale in cattedra

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Questa volta scende in campo lui. E l’occasione è storica. Stiamo parlando di Gino il pollo, un personaggio ormai amato dalle schiere dei bambini italiani, ma anche da tanti adulti. Ci ha fatto sorridere nei giorni bui che hanno seguito l’11 settembre, ha fatto cantare il motivetto che lo ha reso celebre (“Tu vo’ fa o’ Talebano”) anche sugli scranni dei parlamentari di Montecitorio. Ha fatto trillare i telefonini degli adolescenti, ha colorato i salvaschermi degli uffici più grigi, ha regalato un sogno, uno svago a milioni di telespettatori che continuano a seguirlo appassionati nelle micropuntate che lo vedono protagonista. Ora, state avvertiti, il cartone animato inventato da Andrea Zingoni che corre nella scuderia di MyTv scende in campo. Sul nostro campo. E c’è poco da scherzare. Perché declama i principi di uno dei massimi educatori del ‘900, Janus Korczak (1878-1942), il pedagogo polacco che seguì i ragazzi che aveva in cura fino nei campi di sterminio e preferì morire con loro piuttosto che trascurarli. L’educatore che ci ha insegnato quanto è faticoso alzarsi fino all’altezza di un bambino. Ascoltare i più piccoli, aiutarli a crescere. Donare loro non solo sicurezza, salute, benessere, ma anche equilibrio, identità.
Gino parla di educazione, continua a scherzare per dirci cose molto serie e presenta in uno straordinario filmato informativo gli istituti educativi, in particolare gli asili, che fanno da porta d’ingresso nel mondo della scuola ebraica, che la Comunità ebraica di Milano offre ai propri iscritti.
Se è vero quello che afferma un antico testo ebraico, secondo il quale il mondo si regge solo sul respiro dei bambini che studiano, le incursioni di Gino in mezzo ai filmati, alle spiegazioni che testimoniano dell’impegno di docenti e pedagogisti; corrono il rischio di sembrare un’impertinenza.
Mi sembra invece che ci si possa vedere il segno di una grande svolta. Un’attenzione nuova per l’immagine, per la comunicazione, che rompe troppi anni di silenzi impacciati, che soffia via la polvere di un’informazione tanto istituzionalizzata da aver annoiato anche i lettori più pazienti, che fa spirare un soffio d’aria fresca in stanze dove da troppo tempo non si apriva una finestra.
Ma soprattutto che ci fa capire come per gli ebrei l’opzione di mandare i propri figli nelle scuole ebraiche è un fatto importante, una scelta d’avanguardia, un arricchimento insostituibile e non certo una rinuncia a muoversi nel mondo contemporaneo e fare le proprie scelte fra le lusinghe della cultura di massa.
Queste, fra tante chiacchiere e tante polemiche inutili, sono le cose che abbiamo bisogno di dire e di ascoltare. Perché per gli ebrei italiani il problema dell’informazione non è costituito solo dall’esigenza di fare chiarezza sulla questione mediorientale e sulle ambiguità che emanano dal ministero degli Esteri. Ma è anche e soprattutto quello di aprire un dialogo interno, di riscoprire i propri tesori, le proprie potenzialità e di sapere quanto fanno o sono in grado di fare le istituzioni che abbiamo ereditato grazie alle tormentate conquiste di una minoranza che vive nella Penisola da oltre due millenni.
L’informazione interna (e conoscere le nostre scuole è una delle sue principali sfide) è importante e urgente almeno tanto quanto i messaggi che vogliamo lanciare verso il mondo esterno.
“Gino il pollo – commenta l’amministratore delegato di MyTv Benny Habib, l’imprenditore di origine libica che dopo aver ricoperto alcuni incarichi prestigiosi in campo finanziario è divenuto uno dei leader del web di qualità e ha deciso di prestare il suo personaggio per questo straordinario filmato – ci aiuta a sdrammatizzare, a sorridere a dare una lettura in chiave ironica della realtà. Questa credo sia la spiegazione della simpatia che suscita. La sua straordinaria popolarità, si può misurare nelle apparizioni sui canali Rai, ma anche nei milioni di video scaricati dalla rete”.
Quando parla di scuola ebraica, Gino avrà sicuramente un pubblico molto più ristretto di quello cui è abituato. Ma non mi stupirei se un giorno si dicesse che il pollo più popolare di tutti, quello capace di regalare un sorriso agli italiani, abbia donato, convincendolo a frequentare le scuole comunitarie, un futuro a testa alta a qualche bambino ebreo che rischiava di perdere la propria identità.

Guido Vitale (direttore@mosaico-cem.it)

GINO IL POLLO
il viaggio di un Pollo dal web alla serie televisiva

Gino il Pollo nasce sul web nel 1995 da un’idea di Andrea Zingoni e si trasforma ben presto in un fenomeno tra gli internauti: nel 2000 si forma la coppia creativa di Andrea Zingoni e Joshua Held e il pollo spicca il volo nei web-cartoon. Il viaggio di Gino verso la serie tv inizia un paio di anni fa, con un progetto che ha visto coinvolti RaiFiction, Lanterna Magica e My-Tv e gli autori dei web-cartoon.

Un primo passo per questo lungo viaggio era immaginare una messa in scena che fosse adatta ad un pubblico di ragazzi, e che non snaturasse gli elementi da sempre caratteristici di Gino: ironia, simpatia, vitalità, la musica e le canzoni del pollo.
Nasce così l’idea del conflitto tra i personaggi di due mondi molto diversi tra loro: il mondo di Internet – con Gino, gli x-Animals, Ma’ la polipona e Andrea-Cyberboy – e quello reale – con Capo Colby e i suoi scagnozzi e Andrea, Nonno Ringo e Ejay.

Per raccontare le avventure di Gino, che si dipanano tra il mondo reale e il mondo del web, nascono scenografie e personaggi originali e coloratissimi: Andrea Zingoni e Joshua Held creano via via i personaggi di Ma’ la polipona e i suoi web-Raptors, il malvagio Capo Colby e gli stolidi agenti della Chicken Investigation Agency, il povero RayMundo e la pazza tribù degli x-Animals, Andrea e la sua famiglia e altre decine di personaggi fantasiosi: ma i protagonisti assoluti delle 52 puntate sono Gino il Pollo e le sue canzoni che, in modo tenero e ironico, raccontano e commentano il conflitto tra il bene e il male con la stessa energia e varietà nei temi musicali che già avevano caratterizzato i web-cartoon.

Un mondo così ricco e variegato, quello della serie tv “Gino il pollo perso nella rete”, che per essere ben rappresentato necessitava di un’animazione incisiva, graffiante, cromaticamente lussureggiante e in sintonia con il gusto dei giovani telespettatori: di qui la scelta di utilizzare i nuovi programmi di grafica e animazione vettoriale.

I soggetti e le sceneggiature, gli story-board e le animazioni, le musiche e le canzoni, il casting delle voci e il doppiaggio definitivo arrivavano, per via informatica, negli studi di Lanterna Magica: qui, attraverso un lungo e paziente lavoro di verifica e montaggio, Andrea Zingoni dava unità e ritmo narrativo alle 52 avventure del pollo. Un lavoro complesso e appassionante che RaiFiction, Lanterna Magica e My-tv, coproduttori della serie, e Raitre che la metterà in onda, hanno seguito passo passo, dalle fasi della produzione letteraria – soggetti e sceneggiature – agli story-board, dalla scelta delle voci all’edizione finale delle singole puntate.

Due anni di lavoro che hanno coinvolto decine di autori, sceneggiatori, musicisti, doppiatori, tecnici, organizzatori e professionisti del mondo dell’animazione. 52 puntate; 676 minuti di animazione; oltre un centinaio di personaggi teneri e surreali, buoni e malvagi fanno da corollario ai personaggi principali e a Gino il Pollo, il protagonista assoluto della serie; una moltitudine di ambientazioni ipercolorate in cui i nostri eroi e i loro nemici vivono le loro avventure; oltre 100 canzoni originali, ironiche, dolci, poetiche, energetiche, che attraversano tutti i generi musicali…

E ora, al ritmo folle delle canzoni di Gino il Pollo potrete gustare 52 fantastiche storie che solo la fantasia di un pollo ha potuto immaginare.

Nel corso dei 52 episodi, la serie televisiva “Gino il Pollo perso nella rete”, narra le incredibili avventure di Gino, al folle ritmo delle sue canzoni. Il famoso pollo canterino, rapito da RayMundo, è portato nei segretissimi laboratori di Alamo Lab. Il povero pollo diventa, suo malgrado, la cavia di un folle esperimento di Capo Colby, la smaterializzazione di un essere vivente dentro internet.
Se l’esperimento col pollo riuscirà sarà la volta dell’intera razza umana essere smaterializzata e Capo Colby diventerà il grande sovrano della Rete.
Ma Gino il Pollo riesce a sfuggire al controllo di Colby e, ridotto a un pulviscolo digitale, si getta nei meandri del web. Solo, perso nella rete, Gino approda a Libertatia dove fa amicizia con gli x-Animals, esseri mutanti e scarti dell’evoluzione bioelettronica, e si innamora perdutamente di una fascinosa pollastrella, Gina.
Pur di catturare il pollo, Colby si allea con MA’, una potente e fragolodipendente essenza digitale a forma di polipona, che con i suoi feroci web-Raptors domina parte del web. L’ordine di Colby ai suoi agenti della Chicken Investigation Agency (la C.I.A.) e ai feroci web-Raptor di MA’ è perentorio: distruggere gli x-Animals, catturare il pollo e riportarlo ad Alamo Lab.
Nella lotta contro Colby, Gino trova un prezioso alleato in Andrea, un ragazzo del mondo reale che grazie alle invenzioni di Nonno Ringo può smaterializzarsi nella rete e, con il nickname di CyberBoy, corre in aiuto del polletto.
Dal mondo del web Gino e i suoi amici danno vita a una battaglia senza esclusione di colpi per opporsi ai criminali progetti di Capo Colby di conquistare il mondo.
Il nemico è spietato ma i nostri eroi hanno un Pollo dalla loro parte… e non è poco!

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