Milo Hasbani e Raffaele Besso

La CEM: “no alla condanna di uno stato democratico e non di un’organizzazione terroristica”

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di Redazione
La Comunità Ebraica di Milano condivide con il PD milanese la preoccupazione per la situazione mediorientale, ma con riferimento non solo agli ultimi tragici avvenimenti al confine tra Israele e Gaza. Siamo infatti preoccupati per l’intero Medio Oriente: dalla Turchia all’Iran, passando per la martoriata Siria.

Prendiamo atto quindi con grande rammarico che tale preoccupazione venga espressa con la sola condanna di Israele per avere difeso il confine adiacente alle case di civili israeliani, mentre non si riesce a fare altrettanto con Hamas che tale confine ha cercato di violare ed ha violato non solo da oggi, con il dichiarato intento di aggredire gli abitanti di Israele e di eliminare lo stato medesimo.

Siamo vicini alle sofferenze della popolazione civile di Gaza impiegata senza scrupoli da Hamas come strumento militare per provocare la reazione israeliana, oltre che per nascondere reparti di miliziani che preparano operazioni terroriste.

Condannare uno Stato democratico e non un’organizzazione terroristica è un errore che speriamo venga prontamente corretto.

La dichiarazione del PD

La morte a Gaza di oltre 50 persone e il ferimento di 2400 non può che lasciare sgomenti e addolorati. L’irresponsabile decisione di Trump di spostare l’ambasciata USA a Gerusalemme è stata causa di nuove gravi tensioni tra palestinesi e lo Stato d’Israele sfociate nella carneficina di ieri. La comunità internazionale, nel suo complesso, aveva dato chiare indicazioni al Presidente Trump affinché tornasse indietro sui suoi passi, ma neppure la risoluzione ONU approvata in tal senso, anche dal nostro Paese, è servita. Ovviamente ogni Stato ha il diritto di difendere i propri confini, ma è evidente come la risposta di Israele alla manifestazione alla sua frontiera sia stata, anche in questa occasione, del tutto sproporzionata e non può che essere condannata. D’altra parte, anche il perseverare di Hamas in tentativi di sfondamento dei confini con Israele, consapevoli del pericolo in termini di vite umane, rischia di compromettere ulteriormente il processo di pace. Non si può, poi, non evidenziare l’incapacità della comunità internazionale di far sentire la propria voce e di far valere le proprie decisioni. Molte risoluzioni sono disattese come la risoluzione ONU che prevede la presenza di due Stati autonomi e indipendenti, priorità per la pace in medioriente, che deve essere perseguita con tutte le forze.

La città di Milano, gemellata sia con una città israeliana che con una città palestinese, non può che unirsi al coro di voci che chiede pace, giustizia, legalità.

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