Letteratura israeliana contemporanea: un corso dell’Associazione Italia Israele

di Maria Teresa Maglioni

Si è concluso presso il Liceo  “Giulio Casiraghi” di Cinisello Balsamo, il 23 febbraio, il corso di aggiornamento sulla letteratura israeliana contemporanea realizzato grazie alla collaborazione dell’Associazione Italia-Israele di Milano.

Il corso, rivolto ai docenti dell’Istituto, ma aperto anche agli studenti interessati, è stato tenuto da Sara Ferrari, docente di letteratura e lingua ebraica presso l’Università degli Studi di Milano. L’intento era favorire la conoscenza di quelle voci della cultura letteraria di Israele  meno note al pubblico italiano abituato, anche nel mondo della scuola, a identificare gli scrittori israeliani con David Grossman, Abraham Yehoshua, Amos Oz.  Iniziato il 24 gennaio si è articolato in quattro incontri , ognuno dei quali dedicato ad una tematica legata alla storia e alla realtà sociale, economica, religiosa di Israele, da approfondire attraverso le prospettive molteplici e complesse della narrativa e della poesia.

Si è iniziato con un incontro di introduzione dedicato al rapporto fra letteratura e la storia di Israele, in cui è emersa la capacità della letteratura di cogliere e farsi interprete della  realtà storica nella sua problematicità e drammaticità, a partire dalla nascita dello Stato di Israele, proposta attraverso la voce di Amos Oz ( Una storia d’amore e di tenebra) per procedere poi al conflitto israelo-palestinese attraverso lo sguardo di scrittori israeliani di etnia araba come Sami Michael (Una tromba nello uadi)

Il secondo incontro è stato incentrato sulla crisi economica in Israele attraverso la lente della letteratura, in prosa e in poesia. Voci privilegiate quelle di Ayelet  Gundar-Goshen (Svegliare i leoni) e delle poetesse   Tahel Frosh e Sigal Ben Yair di cui sono state lette delle poesie, alcune inedite, che hanno molto coinvolto gli ascoltatori, per la loro potenza drammatica.

Successivamente si è affrontato il conflitto tra laici e religiosi in Israele nell’interpretazione di Judith Rotem (Lo strappo) e di Yaakov Shabtai (Lo zio Perez spicca il volo).

L’ultimo incontro è stato dedicato alla vita nella realtà quotidiana di Israele analizzata nella prospettiva di Etgar Keret (Sette anni di felicità, Pizzeria kamikaze).

Sara Ferrari ha evitato di impostare il suo intervento nella forma della lezione frontale o della conferenza, privilegiando la modalità della lezione interattiva. Introduceva l’argomento  fornendo i dati necessari a contestualizzare il tema nella realtà israeliana, quindi proponeva la lettura di alcuni passi significativi degli autori scelti invitando i partecipanti a esplicitare quanto li avesse maggiormente colpiti. Procedeva poi  a commentare i brani, mantenendo l’interazione con il pubblico in modo che attraverso il punto di vista, la sensibilità di ognuno,  si giungesse a un’interpretazione complessiva del tema analizzato che fosse  il frutto di un lavoro di riflessione condivisa. Spesso inseriva  la visione di alcuni video tratti  da film come La sposa promessa o da documentari riguardanti episodi cruciali della storia di Israele aprendo nuove possibili piste di approfondimento.

Vivissimo è stato l’apprezzamento. Qualche insegnante che era venuto per curiosità pensando di assistere soltanto al primo incontro  è puntualmente venuto ogni volta, catturato dal fascino della letteratura israeliana e dalla passione di Sara Ferrari. I commenti variavano da: “Finalmente un corso stimolante che ci ha suggerito libri, film su cui riflettere” a : “Decisamente bello, interessante!”, ”Da ripetere e da proporre anche ad altre scuole”,  “Pensavo di conoscere la letteratura israeliana e ho dovuto prendere atto che ho tantissimo da scoprire e da leggere”, “È impressionante come un paese territorialmente piccolo esprima una letteratura di così straordinaria vitalità”…

Sicuramente il merito dell’entusiasmo suscitato è dell’altissimo livello  degli scrittori proposti, ma indubbiamente anche di Sara Ferrari, che sa unire passione e competenza e che in pochissimo tempo è riuscita a far innamorare della letteratura israeliana. Molto apprezzata la sua scelta di concludere il ciclo di incontri con la lettura del racconto “Pastrami” di Etgar Keret, racconto che se fa ben percepire la componente di drammaticità insita nella vita quotidiana di Israele fa anche capire come forte sia la volontà di reagire  salvaguardando gli affetti familiari, l’amore, unico  forse antidoto a un clima di tensione e violenza disumanizzanti. “Ha voluto concludere questo ciclo di incontri con noi lasciandoci un messaggio di speranza” è il commento ammirato di uno dei partecipanti.

Tutti hanno espresso gratitudine a Sara Ferrari per la possibilità che ci ha offerto di arricchire le nostre conoscenze e il desiderio di poter nuovamente  fruire della  sua straordinaria ricchezza umana e professionale.

Grazie perciò da parte di tutti i docenti del Liceo che hanno partecipato a questo corso a Italia-Israele che ha reso possibile questa bellissima esperienza con la speranza possa in futuro riproporsi!

 

Maria Teresa Maglioni

Docente al Liceo Statale “G. Casiraghi”, Cinisello Balsamo

 

 

 

 

 

 

 

 

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