Gariwo promuove la Giornata europea dei Giusti al Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo a Bruxelles

Il Parlamento Europeo a Bruxelles

Sollecitare i Paesi dell’Unione europea a dare risalto alle azioni dei Giusti che difendono i diritti umani contro tutte le persecuzioni, non solo nel passato, ma anche oggi, resistendo al terrorismo e al fondamentalismo e aiutando i migranti. È l’appello lanciato da Gariwo e dagli europarlamentari del gruppo Socialisti & Democratici (S&D) e dell‘Anti Racism and Diversity Intergroup nell’incontro “I Giusti del nostro tempo contro i fanatismi, per il dialogo e l’accoglienzatenuto presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles.

“Sono persone che rifiutano l’odio verso i migranti, si battono contro i muri, prestano soccorso alle barche degli extracomunitari, cercano di costruire esperienze di dialogo e di convivenza con gente di cultura e religione diversa – ha detto Gabriele Nissim, Presidente di Gariwo – Con queste azioni i Giusti riaccendono la speranza e mostrano che lasolidarietàpuòrappresentare la salvezza dell’Europa”.

ll 15 luglio sarà inaugurato all’interno dell’ambasciata italiana di Tunisi il primo Giardino dei Giusti realizzato in un Paese arabo. Un’iniziativa che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha attuato ritenendo ”essenziale e doveroso coltivare la ‘memoria del bene’e ricordare chi a scapito della propria incolumità e della propria vita ha salvato i perseguitati”, come ha scritto il Ministro Paolo Gentiloni nel messaggio agli organizzatori della conferenza.

L’eurodeputato (gruppo S&D) Brando Benifei, che ha promosso e ospitato l’incontro, ha sottolineato “il dovere di rispondere alla paura dell’altro costruendo canali per il dialogo”e “il dovere di spiegare che è proprio la paura a spingere le persone a rischiare la propria vita. Dobbiamo ricordare che non è solo un nostro dovere morale, ma uno specifico vincolo giuridico internazionale quello di accogliere, aiutare, intervenire”.

Roberto Jarach, vice presidente della Fondazione Memoriale della Shoah che nei mesi scorsi ha affiancato le istituzioni nell’assistenza ai migranti, ha confermato che “Il Memoriale della Shoah è pronto anche quest’anno a riaprire le porte e ad accogliere i migranti, qualora la municipalità di Milano ritenesse necessario questo aiuto”.

La strada da seguire è promuovere in tutti i Paesi della UE la Giornata europea dei Giusti, istituita nel 2012. Per questo i promotori della conferenza hanno richiesto agli europarlamentari impegni concreti per rendere la Giornata europea dei Giusti una realtà diffusa e tangibile:

1) fare votare al Parlamento europeo una raccomandazione ai Paesi membri per riconoscere e celebrare la Giornata europea dei Giusti e sviluppare un processo educativo nelle scuole e nelle cittàper diffondere questi esempi morali;
2) invitare i parlamenti nazionali a ratificare l’adesione alla Giornata europea dei Giusti con leggi o mozioni di appoggio;
3) aprire una linea di bilancio per finanziare le iniziative culturali e la promozione di Giardini dei Giusti nelle città europee;
4) promuovere una agenzia di informazione del Parlamento europeo che attraverso un sito dedicato faccia conoscere le storie dei Giusti e le attività relative alla Giornata dei Giusti.

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Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni

Il messaggio inviato dal Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni per l’occasione.

Buonasera,
sono lieto di inviare questo messaggio in occasione della conferenza “The Righteous of our time against fanatism, for the dialogue and hospitality” promossa dal gruppo S&D e l’associazione Gariwo Onlus. Desidero ringraziare il Vicepresidente vicario del Parlamento europeo e Presidente del gruppo S&D, Gianni Pittella e il presidente di Gariwo, Gabriele Nissim, per questa occasione di confronto e riflessione al Parlamento europeo di Bruxelles.
Come forse saprete, il ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale ospiterà presto un Giardino dei Giusti all’interno dell’ambasciata italiana a Tunisi. Abbiamo scelto la Tunisia in quanto luogo simbolico e paese cruciale nel cuore del Mediterraneo. Sarà il primo paese arabo ad avere questo Giardino speciale.
È infatti essenziale e doveroso coltivare la “memoria del bene” e ricordare chi, a scapito della propria incolumità e della propria vita, ha salvato i perseguitati del nostro recente passato ma allo stesso tempo l’esempio dei Giusti ci responsabilizza e ci chiama ad agire il bene possibile nei nostri giorni.
Oggi centinaia di migliaia di persone fuggono dalla guerra e dalla povertà verso l’Europa. Ma quello che ai loro occhi è un luogo di speranza, di salvezza e di un vita migliore, appare troppo spesso come terra di fili spinati e strumentalizzazioni politiche. Il più importante flusso migratorio dalla Seconda Guerra Mondiale ci pone oggi faccia a faccia con una delle più importanti sfide dell’Europa contemporanea, una sfida decisiva non solo per la sopravvivenza di chi ci chiede soccorso ma anche per le sorti della stessa Unione e per il futuro di quella che è stata la migliore tradizione socialdemocratica.
Come politici abbiamo non solo il dovere di gestire il fenomeno migratorio ma anche di sostenere fortemente chi oggi ogni giorno, dal Medioriente alle nostre città, si batte per una coesistenza civile tra cittadini di diverse fedi e culture. I “Giusti”, del passato come del presente, ci spronano e ci ispirano a perseguire questo obiettivo.
Paolo Gentiloni

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Gabriele Nissim, presidente Gariwo

Qui di seguito il discorso del presidente di Gariwo Gabriele Nissim

“I Giusti del nostro tempo possono salvare l’Europa”
Nel maggio del 2012 Gariwo, la onlus che dirigo, ha fatto un piccolo miracolo in questo Parlamento. Ha fatto approvare a maggioranza una Dichiarazione scritta, firmata da 388 deputati, per istituire la Giornata europea dei Giusti, prendendo come riferimento l’esperienza di Yad Vashem in Israele – che insegna a ricordare quanti, con coraggio, si sono opposti ai genocidi e hanno salvato delle vite umane.

Vorrei sottolineare che è stata una decisione politica coraggiosa e innovativa.

Per la prima volta l’Europa ha voluto ricordare la forza rivoluzionaria del bene che accomuna tutte le donne e gli uomini che hanno la forza di andare contro a leggi ingiuste e nei momenti più bui dell’umanità e si assumono una responsabilità in prima persona per andare in soccorso di altri esseri umani.

La grande novità di questa Giornata europea è la volontà di sottolineare che il concetto di Giusto ha un valore universale, e che dunque esistono uomini Giusti che meritano di essere ricordati in tutti i genocidi, in tutte le dittature, in tutti i regimi totalitari.

La costruzione dell’Europa democratica, dopo il nazismo e il comunismo, è il risultato del coraggio morale di questi uomini.

A cosa serve la Giornata europea dei Giusti, che è stata celebrata in più di cinquanta città e ha visto la costruzione di un centinaio di Giardini dei Giusti e la mobilitazione di migliaia di giovani e insegnanti all’interno delle scuole?

La Giornata non si propone di dare delle direttive politiche, ne tanto meno delle soluzioni ai problemi dell’Europa, ma è uno strumento per smuovere le coscienze della comunità.

Avete presente la maieutica di Socrate? Il filosofo greco si proponeva con il suo insegnamento di scuotere la coscienza degli ateniesi. Ebbene, mi immagino che in questa giornata ci sia un Socrate nella coscienza di ogni cittadino che lo inviti ad assumere una responsabilità morale nei tempi difficili in cui viviamo e lo sproni a prendere esempio dal comportamento degli uomini Giusti.

L’esempio del bene ha un effetto contagioso.

Ma chi sono gli uomini Giusti? Evitiamo subito degli equivoci: essi non sono né santi, né eroi, ma hanno una peculiarità che in modo diverso si ripropone sempre nella storia. Si presentano infatti sulla scena quando esiste uno spazio vuoto; agiscono quando le istituzioni non solo si dimostrano impotenti, ma prendono una strada pericolosa; si manifestano in controtendenza, quando l’orientamento dell’opinione pubblica si fa trascinare dalla paura, dall’indifferenza, o addirittura diventa facile preda dell’ideologia dell’odio e del nemico da combattere.

La genesi delle loro azioni non nasce da un’idea di rivoluzione, o da un progetto di cambiamento del mondo. Anzi, molto spesso non sono nemmeno consapevoli della portata delle loro azioni. Li guida un sentimento spontaneo di misericordia e una sorta di istinto del bene che li spinge a promuovere degli atti che non si sarebbero mai sognati di fare nella loro vita. Trovano improvvisamente un coraggio e una forza di cui probabilmente essi stessi non si erano mai resi conto. Fino a ieri erano persone del tutto normali, che come tutti avrebbero pensato alla loro vita e al loro benessere e che avrebbero fatto solo il minimo necessario per gli altri, o per il bene comune. Improvvisamente scatta in loro qualche cosa di miracolosamente umano. Non vogliono che attorno a loro si compiano atti di ingiustizia e non accettano che possa svilupparsi un processo di distruzione politico, sociale, umano.

Questi uomini, fortunatamente, non appartengono solo al passato, ma sono anche in prima fila nella difesa morale dell’Europa e della nostra civiltà umana.

Sono coloro che si impegnano nella resistenza al terrorismo e al fondamentalismo islamico totalitario e omicida, che si rifiutano di farsi prendere dall’odio verso i migranti , che si battono contro i muri, che prestano soccorso alle barche degli extracomunitari, che cercano di costruire esperienze di dialogo e di convivenza con gente di cultura e di religione diversa.

Tutti costoro li possiamo chiamare i Giusti dei nostri tempi.

Mi piacerebbe che la comunità europea promuovesse in questa Giornata il valore delle loro azioni e li facesse conoscere ai suoi cittadini come un esempio morale da seguire. Queste figure esemplari sono tante, ma ne vorrei ricordare alcune.

Pensiamo al coraggio di tre musulmani che hanno avuto la forza e il coraggio di salvare degli ebrei e dei cristiani dalla furia omicida dei terroristi. Lassana Bathily, con cui ho avuto la fortuna di dialogare qualche giorno fa, non soltanto ha salvato i clienti del supermarket Kosher di Parigi, ma oggi è diventato un testimone della lotta al terrorismo e spiega nelle sue conferenze che non si può uccidere in nome di un Dio che appartiene a tutta l’umanità. Mahadi ben Abdessalam, la guida tunisina che durante l’attacco terrorista al museo del Bardo ha nascosto una trentina di turisti italiani nei sotterranei. A lui dedicheremo un albero nel Giardino dei Giusti che nascerà questa estate nell’ambasciata italiana di Tunisi. Salah Farah, il musulmano keniota, insegnante e vicepreside di una scuola, che ha pagato con la vita l’aver rifiutato di obbedire agli ordini dei terroristi di al-Shabaab, che durante l’assalto a un autobus volevano dividere i passeggeri cristiani dai musulmani per poterli poi massacrare come infedeli.

E a chi oggi in Europa cerca strumentalmente di presentare tutti gli immigranti mussulmani come potenziali terroristi, è importante ricordare la straordinaria figura di Antoine Leris, il giornalista di France Blue, che dopo avere perso la moglie nella strage del Bataclan ha avuto il coraggio di dire che mai avrebbe accettato di farsi trascinare dall’odio verso lo straniero e verso chi professa una religione diversa.. Se i francesi avessero seguito questa strada, avrebbero perso quella dignità morale della democrazia che li distingue dai terroristi.

Ci sono poi grandi esperienze di uomini Giusti che a Lampedusa, a Malta e nell’isola greca di Lesbo sono impegnati nella salvezza dei migranti che arrivano sulle coste del Mediterraneo e che senza il loro aiuto andrebbero incontro a una morte certa.

A Milano c’è stata una significativa esperienza di solidarietà dal grande valore simbolico. Insieme alla comunità di Sant’Egidio il Memoriale della Shoah, che si trova a pochi passi dalla Stazione Centrale, ha messo a disposizione i suoi locali per accogliere i profughi e dare loro un tetto. Il messaggio è stato di una chiarezza assoluta. Se si vuole ricordare senza ipocrisia l’indifferenza verso gli ebrei durante il periodo nazista, non si possono chiudere le porte ai migranti.

Uomini come questi sono i Giusti del nostro tempo e possono forse arrestare la china pericolosa che sta prendendo la comunità europea.

Oggi l’Europa, sempre più divisa ed egoista, è incapace di dare risposta alle crisi politiche e sociali che lacerano l’Africa e il Medio Oriente; si dimostra indifferente allo sterminio del popolo siriano, schiacciato in una morsa tra l’Isis e il dittatore Assad; non è capace di diventare un punto di riferimento morale per chi nel mondo arabo si ribella al fondamentalismo islamico e alle dittature.

Sembra paradossale, ma se ieri i nazionalismi in Europa vedevano negli ebrei i nemici dell’umanità, oggi i nuovi nazionalismi vedono, invece, negli uomini più sofferenti del pianeta, in fuga dalla siccità e da regimi criminali, i nuovi nemici da cui difenderci.

Chi ci chiede aiuto e assistenza, invece di ispirare sentimenti di amore e solidarietà, viene presentato come il pericolo maggiore per la nostra esistenza.

I movimenti xenofobi riescono a trovare consenso nell’opinione pubblica alimentando la paura e il sentimento di incertezza verso il futuro che circola tra tanta gente che sembra perdere la fiducia nelle istituzioni europee. La loro forza nasce dal vuoto dell’Europa.

Possiamo allora sconfiggere la paura e lavorare per una strada nuova?

Queste esperienze degli uomini Giusti, che suppliscono alle mancanze della politica e occupano lo spazio vuoto di cui parlavo prima, possono riaccendere la speranza e mostrarci che la solidarietà può rappresentare la salvezza dell’Europa.

Ecco perché chiedo agli europarlamentari di farsi promotore di queste misure :

  • Invitare i Parlamenti nazionali a ratificare l’adesione alla Giornata europea dei Giusti con leggi o mozioni di appoggio;
  • Chiedere al Parlamento Europeo di votare una raccomandazione che inviti i Paesi membri a riconoscere e celebrare questa ricorrenza e a sviluppare un processo educativo nelle scuole e nelle città per valorizzare questi esempi morali. La Giornata è stata infatti votata dal precedente Parlamento, e sarebbe importante una assunzione di responsabilità da parte dei nuovi eletti per ribadire il valore etico di questa ricorrenza nella situazione difficile che vive l’Europa;
  • Aprire una linea di bilancio per incoraggiare le iniziative culturali e la promozione di Giardini dei Giusti nelle città europee. In assenza di una linea di bilancio dedicata, la decisione del Parlamento per l’istituzione della Giornata rischia di restare l’affermazione di una buona intenzione priva degli strumenti necessari;
  • Promuovere una agenzia di informazione del Parlamento che attraverso la creazione di un sito dedicato faccia conoscere le storie dei Giusti, le esperienze morali e umane di chi fa da argine al fanatismo e si dedica all’accoglienza e al dialogo, e promuova sulla rete tutte le attività di educazione che si creano attorno alla celebrazione della Giornata dei Giusti.

 

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