Schermata Zoom del consiglio della CEM del 12 ottobre

Consiglio della comunità: un confronto interessante sui temi della gestione del rischio sanitario

di Ester Moscati e Ilaria Myr
Martedì 13 ottobre si è tenuto su Zoom il Consiglio della Comunità ebraica di Milano. La riunione, via Zoom, è stata aperta da un breve intervento del presidente Milo Hasbani che ha parlato della consegna ai ragazzi della scuola dei computer donati dalla Ort International.

Si è poi passati all’approvazione del verbale del consiglio del 15 settembre:  il presidente di Milo Hasbani ha chiesto di correggere che la relazione dei mediatori del Bet Din avverrà ogni 3 mesi, e non ogni 6 come scritto, e ha ribadito la volontà di avere un incontro a breve su Zoom con il dayan Rav Eldad.

Un vivace scambio con Luciano Bassani su una intervista al Dayan Eldad sulla pagina facebook di Wellcommunity faceva presagire una serata tesa, invece il dibattito è proseguito in modo pacato e costruttivo sui molti punti all’ordine del giorno.

Il Consiglio è stato informato dal presidente Hasbani e dal Segretario generale Alfonso Sassun sullo stato delle questioni legali in corso seguite dall’avvocato De Florio, che riguardano sostanzialmente la vicenda Lainati, con il processo a carico della moglie dell’ex direttore amministrativo della CEM per un giro di assegni e compravendite per un importo complessivo di 1.200.000 euro. Rifiutata dalla Comunità una compensazione con un piccolo appartamento a La Spezia, la prossima udienza è rimandata a gennaio 2021.  Sono poi in corso le pratiche per l’acquisizione di eredità e lasciti, su cui l’Avvocato De Florio sta proficuamente lavorando.

Un impegno concreto per  sostenere Israele con il Magen David Adom

Il terzo punto all’ordine del giorno riguardava la proposta di un sostegno alla sanità in Israele attraverso il Magen David Adom Italia, onlus presieduta da Sami Sisa che aveva chiesto alla Comunità un contributo per l’acquisto di kit anti-Sars-coV2.

Milo Hasbani ha ricordato che Israele, nei mesi più duri dell’emergenza in Italia, ha aiutato le comunità italiane con una raccolta fondi per oltre 100 mila euro, di cui 40 mila alla Comunità di Milano. Un gesto, per quanto simbolico, era doveroso e così il Consiglio ha deliberato di donare 100 Kit per un importo di 5000 dollari. L’offerta è stata molto apprezzata da Sami Sisa a nome di MDA Italia. Milo Hasbani ha ribadito che i kit, del costo di 50 euro ciascuno, possono essere donati anche da privati e che questa iniziativa va assolutamente supportata, dato che oggi è Israele a trovarsi in piena emergenza.

I lasciti alla comunità: importante ricordare le persone generose

Alfonso Sassun ha fatto il punto sui lasciti alla Comunità, che contribuiranno alle poste straordinarie del Bilancio CEM: si tratta di circa 800.000 euro tra quote di proprietà, liquidi e preziosi. A questo proposito, al termine del Consiglio, Cobi Benatoff è intervenuto per invitare la comunità a dare rilievo a queste donazioni e Kavòd ai donatori, studiando iniziative di pubblico ringraziamento: idea apprezzata e accolta da tutto il Consiglio.

Dopo un breve confronto, in cui sono state fatte diverse ipotesi – prima fra tutte la realizzazione di un articolo sul Bet Magazine e il sito Mosaico dedicato a ogni persona – è stato deciso che l’assessore alla comunicazione Daniele Misrachi, insieme al segretario Sassun, prenderà in esame i diversi casi ed elaborerà una proposta di riconoscimento duraturo.

Finanze e tributi

Rony Hamaui, assessore alle Finanze della CEM, ha poi parlato delle prossime scadenze, della preparazione, in corso, della pre-chiusura del consuntivo e della definizione del budget 2021, una traccia tendenziale che ogni assessorato dovrà riempire di contenuti e progetti. Come da norma, poi, il bilancio dovrà essere presentato in Giunta, poi in Assemblea e infine approvato dal Consiglio CEM. L’auspicio è quello di arrivare a fine legislatura con un dimezzamento del debito e il bilancio stabilmente in attivo.

La risposta della CEM alla crisi sanitaria

Si è parlato poi di come la Comunità stia rispondendo all’emergenza sanitaria: Alfonso Sassun ha spiegato che il monitoraggio della situazione è costante, soprattutto a Scuola dove la situazione di interscambio interno/esterno è ovviamente quotidiana e quindi più a rischio; ma anche l’amministrazione è monitorata e naturalmente la RSA.

L’assessore  Antonella Musatti ha spiegato che attualmente i contatti tra le famiglie e i residenti sono limitati e la capienza è oggi quasi completa dovendo lasciare alcune unità libere in vista di possibili necessità di isolamento. C’è stata una flessione nelle rette e nei contributi da parte del Comune, ma maggiori offerte e un contributo regionale. Solo tre persone sono tornate alle loro case perché le famiglie hanno preferito averle vicine, ma è importante sottolineare quanto l’ambiente protetto della Residenza garantisca controlli sanitari costanti senza il rischio della frequentazione di ambienti esterni e ospedalieri.

C’è stata poi una interessante discussione sui metodi di controllo più efficaci tra i medici che siedono in consiglio, Daniele Schwarz e Luciano Bassani, e il consulente Maurizio Turiel, responsabile Covid della Scuola. Tampone antigenico o molecolare? Test sierologico? Assodato che tutti fotografano una situazione in un determinato momento e non danno certezza al 100 per cento, sono serviti i test pungidito all’inizio dell’anno scolastico per isolare eventuali casi. Ma resta una indicazione assoluta: osservare le norme di prevenzione, distanziamento sociale, lavaggio delle mani, mascherine e oggi la vaccinazione antinfluenzale che consentirà di limitare il caos del sintomi incrociati. Se Schwarz è molto critico sui tamponi antigenici, Turiel sostiene invece che sono almeno qualcosa e i test rapidi per filtrare gli ingressi a scuola vanno programmati periodicamente. Rony Hamaui ha chiuso dicendo che i medici devono accordarsi per la strategia più efficace dato il contesto. Timna Colombo ha sostenuto che la Scuola si sta adeguando alle direttive ministeriali costantemente.

Eventi culturali dell’assessorato e iniziative del Rabbinato

L’Assessore alla cultura Gadi Schoenheit ha aggiornato il consiglio sulla necessità di proporre gli eventi ancora in modalità digitale, dato il momento sanitario critico. “Quando si volesse tornare in presenza dovrà esserci una delibera del consiglio”, ha spiegato. Rimandate anche le visite guidate alla sinagoga centrale.

Su richiesta dell’assessore al welfare Antonella Musatti, Rav Alfonso Arbib ha spiegato come la crisi sanitaria non abbia reso più difficile la preparazione dei bar mizva, che da sempre vengono preparati non in gruppo ma singolarmente. “Abbiamo più volte provato a lanciare corsi collettivi, ma le famiglie preferiscono le lezioni private, che anche in questo periodo si possono continuare a fare – ha spiegato -. Quello che sì è cambiato è l’impossibilità di festeggiare, con un kiddush e poi con una festa”.

Si è invece palesata, durante la crisi sanitaria, la necessità di intensificare le attività ebraiche nella Rsa, con momenti che trasmettano ai residenti l’atmosfera dello shabbat e riflessione su vari temi della cultura ebraica. “Per Shabbat si può creare un’atmosfera di festa leggendo dei testi e con canti – ha spiegato Rosanna Biazzi -. Inoltre Rav Arbib ha proposto di fare via zoom con piccoli gruppi dei residenti più attivi conversazioni su tematiche in cui ci possa essere confronto. Vedremo se questo mezzo è efficace anche con degli anziani”. La volontà del rabbino è di partire già da venerdì16 ottobre con lo Shabbat, per aggiungere man mano attività.

Un ricordo di Rav Laras nella città di Milano

Infine, nelle varie ed eventuali, il presidente Hasbani ha comunicato che nei prossimi giorni incontrerà un esponente del Comune di Milano per ricordare rav Giuseppe Laras nella città, come proposto nell’ultimo consiglio, e che nella riunione del 10 novembre sarà in grado di portare una proposta.

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