I giovani ebrei europei si incontrano a Parigi, tra politica e divertimento

Giovani

di Nathan Greppi
Sono più di 250 gli ebrei di età compresa tra i 18 e i 30 anni che da venerdì 25 a domenica 27 febbraio si sono radunati a Parigi da diversi paesi europei per prendere parte ad un grande Shabbaton organizzato dall’UEJF, l’Unione degli Studenti Ebrei di Francia. Dopo francesi e tedeschi, la nazionalità più rappresentata è stata quella italiana, con circa 26 iscritti giunti nella capitale francese in rappresentanza dell’UGEI (Unione Giovani Ebrei d’Italia). Le attività, iniziate con la cena di venerdì per l’ingresso di Shabbat, si sono tenute prevalentemente al Centre Européen du Judaïsme. 

Giovani ebrei di tutta Europa al Shabbaton a Parigi

 

Il giorno seguente, dopo pranzo si è tenuto un dibattito con i leader di 9 organizzazioni giovanili ebraiche provenienti da altrettante nazioni. Ognuno ha illustrato quali sono le principali problematiche che devono affrontare nel proprio paese: c’è stato chi, come gli austriaci e i francesi, ha puntato il dito contro gli estremismi di destra e sinistra, e in tale occasione il presidente UEJF Samuel Lejoyeux ha citato il caso di Éric Zemmour, candidato ebreo alle presidenziali francesi criticato per il suo strizzare l’occhio all’estrema destra. C’è stato invece chi, come i lussemburghesi e gli italiani (rappresentati questi ultimi dal presidente UGEI David Fiorentini) ha lamentato le difficoltà nel raggiungere e coinvolgere i giovani ebrei alle loro iniziative, anche per una questione di numeri bassi.

Ragazzi italiani dell’Ugei manifestano a Parigi per l’Ucraina


In seguito, si sono tenuti vari incontri su tematiche legate all’attualità politica e sociale. In particolare, molto spazio è stato dato alla guerra in Ucraina: durante il pranzo, Lejoyeux ha espresso la sua vicinanza ai giovani ebrei ucraini, mentre la sera a decine si sono recati di fronte all’Ambasciata Ucraina. Qui, senza fare una manifestazione rumorosa ma con rispettoso silenzio, hanno esposto numerosi cartelli e striscioni per esprimere la loro solidarietà al popolo ucraino in un periodo tanto difficile.

Come ad ogni Shabbaton, non è mancato l’Union Night Party, la serata in discoteca dopo la fine di Shabbat: a breve distanza dalla Tour Eiffel, che in quel momento era illuminata con i colori della bandiera ucraina, i ragazzi sono andati dentro un enorme barca sulla Senna, dove hanno ballato tutta la notte al ritmo di canzoni israeliane e musica techno internazionale. Qui il numero di partecipanti è salito considerevolmente, superando le 700 persone di cui 150 venivano dall’estero. La mattina dopo, ognuno ha messo in ordine le sue cose per poi tornare a casa, portandosi dietro il ricordo di un’esperienza unica.

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