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Musica e impegno:

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Uri e Maurizio sono due trentenni romani, ideatori di “Progetto Davka”, un’iniziativa di divulgazione della musica ebraica ed israeliana. La loro idea è nata dalla tanta voglia che hanno di far conoscere alla gente una realtà a loro molto cara, il modo ebraico, al di là della percezione comune che viene diffusa dai media.
Entrambi ebrei, hanno imparato a conoscere la propria cultura attraverso lo studio e la trasmissione delle tradizioni familiari, integrandola con quella israeliana, attraverso frequenti e lunghi soggiorni in Israele.

Al Conservatorio di Milano un grande Shlomo Mintz

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ogni possibile apprezzamento artistico, nello straordinario concerto che il violinista israeliano Shlomo Mintz ha regalato al pubblico milanese nella sala grande del Conservatorio Giuseppe Verdi. L’esecuzione di quello che ormai è considerato unanimemente il leader dei grandi violinisti dei nostri tempi è stata indimenticabile e ha tenuto il pubblico della Società del Quartetto (la sala era gremita) con il fiato sospeso dalla prima nota della Sonata di Mozart in programma alla struggente conclusione dell’ultima composizione di Sostakovic, quella mitica sonata per viola e pianoforte conclusa alla vigilia della morte del grande compositore russo ed eseguita per la prima volta a Leningrado nel 1975 all’indomani della sua scomparsa.

Borat: Il film culto che ha diviso l’America.

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antisemita, razzista, misogino e omofobo mostra gli aspetti più spiacevoli e nascosti della società d’oggi (americana o del Kazakhistan), in una satira spinta ai limiti estremi che può disgustare o entusiasmare, e che è valso al film molte denuncie e proteste. Arriverà in Italia a Febbraio e sicuramente dividerà la comunità ebraica.
Borat: Cultural Learning of America For Make Benefit Glorious Nation of Kazakhistan è il film più irriverente, aggressivo, grottesco, comico e geniale della stagione cinematografica e negli Stati Uniti non si fa che parlare di questo, divide il pubblico, la critica, l’America e per vederlo bisogna fare lunghissime code. È un film antisemita o denuncia gli antisemiti?

Un palcoscenico dal ghetto di Terezin

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produzione israelo-tedesca, ma quella a cui si assiste a Tel Aviv in questa stagione è una rappresentazione assolutamente inedita. Basandosi su alcuni brani di opere scritte da un gruppo di internati nel ghetto di Terezin (Theresienstadt) e ricuperati dopo la guerra, in cui si rappresentano scene del ghetto, la regista israeliana Eliana Shechter ha messo in scena uno spettacolo recitato da ragazzi tedeschi e israeliani.

LA SINAGOGA DI CASALE OSPITA L’ARTE ISLAMICA

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da tutto il bacino del Mediterraneo per un messaggio di pace.
Dal 29 ottobre al 23 novembre il complesso della Sinagoga di Casale Monferrato ospiterà SalamAleikum, Mostra Internazionale di Arte Islamica, curata dal Centro Studi Europeo Ibn Sina e dalla Comunità Ebraica di Casale.
Tra gli autori, Franco Battiato

Noa a Milano

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israeliana Noa, che si esibirà in concerto a Milano, in occasione dell’apertura della mostra Omanut, è ormai una star del mondo dello spettacolo apprezzata in tutto il mondo.
Noa, il cui vero nome è Achinoam Nini, nasce a Tel Aviv nel 1969 per poi trasferirsi negli Stati Uniti a soli 2 anni. A 17 anni torna nella terra natale dove comincia il suo percorso musicale alla Rimon School of music.
Per le sue melodie Noa s’ispira, oltre che alla musica classica e jazz, ad artisti eccezionali che hanno saputo combinare musica folkloristica e poesia, come Leonard Cohen, musica e pittura, come Joni Mitchell e a cantautori come Paul Simon, del duetto Simon and Garfunkel, che hanno dato un grande contributo alla musica dei nostri tempi.

Via Unione, storia di un’esperienza straordinaria

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della Cultura ebraica, a Milano si è svolta una tavola rotonda su Via Unione, luogo di transito nel dopoguerra , con la partecipazione di Gualtiero Morpurgo, Mario Pavia, Aron Tennenbaum. Paola Sereni ha presentato gli ospiti e introdotto il tema con una panoramica sulla storia della Comunità ebraica nel momento della ricostruzione dalle macerie fisiche e psicologiche lasciate dagli anni di persecuzioni, guerra e lager. Via Unione rappresentò in quel contesto un porto sicuro, un rifugio per chi aveva perso tutto, per quel flusso ininterrotto di profughi, superstiti, sopravissuti che arrivavano dai campi a Milano, dopo soggiorni in campi di raccolta organizzati dagli alleati in Germania e Austria, a volte dopo lunghi, tortuosi viaggi, o passaggi, soli e sbandati, attraverso le Alpi.

Intervista a Daniel Barenboim

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è il direttore della West-Easter Divan Orchestra, nata nel 1999 da un progetto dello stesso maestro israeliano e dello scomparso intellettuale palestinese Edward Said, che aveva come obiettivo quello di creare un’orchestra in cui suonassero ragazzi israeliani, palestinesi e libanesi. L’abbiamo intervistato nell’ambito del concerto milanese alla Scala che ha raccolto negli scorsi giorni un enorme successo.

L’orchestra della pace

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altri, più pessimisti, “orchestra dell’utopia”. E’ l’orchestra sinfonica West-Eastern Divan diretta dall’israeliano Daniel Barenboim, che ne è stato anche l’ideatore insieme all’intellettuale palestinese Edward Said, scomparso nel 2003. L’orchestra è nata nel 1999 da un sogno, quello di far suonare insieme musicisti israeliani e mediorientali, provenienti dal Libano e Gerusalemme, da Ramallah e dalla Siria, dalla Giordania e dalla Turchia.

L’”Affaire Dreyfus”

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la Corte di Cassazione francese proclamava la piena innocenza del capitano Alfred Dreyfus scagionandolo dalle accuse di “alto tradimento” per le quali l’ufficiale ebreo era stato trovato colpevole e deportato all’Isola del Diavolo. La sua riabilitazione metteva il punto finale alla drammatica vicenda durata 12 anni. Iniziato nel 1895 con l’arresto del capitano ingiustamente sospettato di aver venduto segreti all’addetto militare tedesco, lo scandalo era cresciuto sulla “fertile terra” dei pregiudizi antisemiti e si era è sviluppato all’ombra di silenzi, di bugie e di manipolazioni dell’allora potente casta dei militari.

FestAè – 1° Festival delle Arti Ebraiche

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2006 la prima edizione di FestAè – 1° Festival delle Arti Ebraiche.

L’evento nasce con l’intento di far meglio conoscere la cultura ebraica attraverso la cucina, la musica, l’arte e lo spettacolo, con particolare riguardo al suo aspetto gioioso e partecipativo.

La scelta di Ferrara quale sede di questo importante appuntamento è da ricercare nella storia che la città ha intrecciato per oltre otto secoli con quella della sua comunità. L’evento si svolgerà nelle vie dell’ex ghetto ebraico.

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