Da sinistra, l'esterno del meis e quello del Museo ebraico di Bologna

Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS e Museo Ebraico di Bologna: un percorso insieme per raccontare e valorizzare l’ebraismo italiano

Personaggi e Storie

di R.I.
L’obiettivo è quello di rafforzare le due realtà, creando un polo museale con una sede centrale a Ferrara ed una distaccata a Bologna gestite da un’unica governance. Entrambe le Fondazioni hanno scopi e perseguono finalità coincidenti nell’ambito della valorizzazione, divulgazione e conservazione del patrimonio culturale ebraico in Italia e nel territorio della Regione Emilia-Romagna, ed hanno scelto di unire le forze.

Lo scrittore israeliano Eshkol Nevo

A Eshkol Nevo il Premio Crédit Agricole “La storia in un romanzo”

Personaggi e Storie

di R.I.
Eshkol Nevo sarà premiato nell’ambito di pordenonelegge sabato 19 settembre, alle 18 al Teatro Verdi di Pordenone: riceverà anche un Tallero d’argento dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, emblema del Premio Crédit Agricole La storia in un romanzo, moneta antesignana dell’euro, è simbolo di unione e pacifica convivenza fra i popoli. Alla cerimonia seguirà l’incontro pubblico sui legami fra il romanzo e la storia.

Dal kibbutz Nahal Oz al Sami Rohr Prize: Amir Tibon si aggiudica il primo posto con il racconto “The Gates of Gaza”

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Pubblicato nel 2024, The Gates of Gaza ricostruisce una vicenda realmente accaduta durante l’attacco di Hamas contro il kibbutz Nahal Oz, una delle comunità israeliane più colpite dai terroristi di Hamas. Nel libro, Amir racconta come il padre, partito da 70 km di distanza per il kibbutz, sia riuscito a combattere i terroristi e a mettere in salvo il figlio, la nuora e le due nipoti. L’intero racconto intreccia la vicenda personale vissuta dalla famiglia con una riflessione sulla storia del confine tra Israele e Gaza e sulle dinamiche che hanno caratterizzato quell’area per decenni.

I volti dimenticati dell’Impero: in Israele riemergono due statue romane sepolte da diciassette secoli

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Le statue si trovavano all’interno della vasca di raccolta di un antico torchio vinario romano-bizantino ormai dismesso. Non erano state gettate casualmente né distrutte: erano state deposte con cura e successivamente ricoperte. Potrebbe essersi trattato di un tentativo di proteggerle durante un periodo di instabilità politica o militare. Oppure di un gesto compiuto per sottrarle alla distruzione che, nei secoli successivi, avrebbe colpito gran parte della statuaria pagana.