Personaggi e Storie

Dolly Parton: dalla Bibbia alla PJ Library, il legame con il mondo ebraico della regina del country

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di Pietro Baragiola
La star americana Dolly Parton è morta dopo una breve battaglia contro il cancro. Nel corso della sua carriera, durata oltre sessant’anni, la cantante ha intrecciato più volte il suo cammino con il mondo ebraico, dalla musica alla filantropia, incontrando alcuni membri della comunità che hanno contribuito a trasformarla in un’icona internazionale.

Paramount accusa Mark Ruffalo di antisemitismo: scontro sulla fusione con Warner Bros

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di Pietro Baragiola
Paramount ha accusato Mark Ruffalo di aver evocato stereotipi antisemiti nella sua campagna contro l’acquisizione di Warner Bros, avendola chiamata “una nuova mossa per sostenere Israele e il conflitto a Gaza”. Negli ultimi tempi la nota star di Hollywood ha dimostrato pubblicamente la sua avversione all’accordo da 111 miliardi di dollari tra i due colossi cinematografici e ha attaccato il CEO di Paramount David Ellison e suo padre Larry

Dal Kurdistan alla burrata: la lunga memoria del latte

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di Anna Balestrieri
Il caseificio Ivry si trova nel moshav di Azaria. A fondare la produzione artigianale furono Eliyahu Ivry e sua moglie Shula, madre dell’attuale responsabile David Ivry. Fu proprio Shula, ricordando i metodi di lavorazione appresi dalla madre a Zakho, nel Kurdistan iracheno, a intuire che quei formaggi della memoria potevano diventare una fonte di sostentamento per la famiglia.

Il poeta Paul Celan

Paul Celan, la lingua ferita che continuò a parlare

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di Anna Balestrieri
Celan non fu soltanto il poeta sopravvissuto alla catastrofe europea. Fu anche un traduttore instancabile, un intellettuale ambizioso, un uomo capace di legami intensi e conflittuali, uno scrittore pienamente coinvolto nelle dinamiche del mondo letterario del dopoguerra. La biografia di Anna Arno, disponibile in inglese, prova a restituire proprio questa complessità.

Quando Homo erectus scoprì la bellezza

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di Anna Balestrieri
Fra centinaia di strumenti comuni, tredici asce a mano hanno attirato l’attenzione degli studiosi. Sono state ricavate da blocchi di selce che contenevano fossili, cristalli o particolari inclusioni geologiche. La lavorazione non ha cancellato queste anomalie: al contrario, le ha incorniciate.

Uomo con macchina tipografica

Le ultime rotative della memoria ebraica. Cinque giornali, cinque lingue, un secolo di ostinata sopravvivenza

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di Anna Balestrieri
Dalla periferia orientale della Russia alle strade di Istanbul, passando per Varsavia, Amsterdam e Zurigo, alcune testate ebraiche continuano a uscire nonostante guerre, persecuzioni, mutamenti politici e crisi dell’editoria. Sono pubblicazioni molto diverse, accomunate da una forma di resistenza quasi anacronistica: continuare a stampare significa affermare che una comunità esiste ancora.

BENITA, il cinema come archivio di una vita incompiuta

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di Anna Balestrieri
Benita Raphan, cineasta sperimentale newyorkese, è morta suicida nel 2021, a 58 anni. Era conosciuta negli ambienti artistici e accademici, ma non aveva raggiunto quella visibilità pubblica che spesso decide quali vite creative entreranno nella storia e quali resteranno ai margini. Ora un film di Alan Berliner la racconta attraverso l’archivio di una vita.

In Israele la grotta che racconta l’alba dei Neanderthal

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di Anna Balestrieri
A fureidis (Cesarea), sotto il terreno destinato a una nuova strada, si conserva uno dei più rari archivi della presenza umana nel Levante. È una cavità il cui tetto è progressivamente crollato nel corso del tempo, sigillando sedimenti, utensili e resti animali. Una rovina geologica ha così protetto ciò che lo sviluppo moderno rischiava di distruggere.

Trent Park House

Apre al pubblico Trent Park House: la villa diventata centro dell’intelligence britannica contro il nazismo

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di Pietro Baragiola
Nei sotterranei della villa, dal 1939 vissero 84 generali tedeschi e altri 22 ufficiali della Wehrmacht catturati dagli Alleati, messi a proprio agio affinché parlassero liberamente. Le loro conversazioni, registrate attraverso microspie nascoste ovunque, venivano tradotte dai “Secret Listeners”, rifugiati ebrei di lingua tedesca incaricati di ascoltare e trascrivere le conversazioni dei prigionieri.