di Anna Balestrieri
La vasca rituale, risalente a circa duemila anni fa, è larga quattro metri e pesa 25 tonnellate. Ma il suo peso storico è assai maggiore: la struttura costituisce la prima testimonianza conosciuta di un insediamento ebraico di epoca romana nell’area che oggi comprende Kiryat Gat e il margine settentrionale del Negev. Si tratta del primo insediamento ebraico di questo periodo identificato nella fascia compresa fra la Shephelah e il Negev settentrionale.
Personaggi e Storie
La caccia a Mengele in Svizzera: nelle nuove carte spunta una pista israeliana
di Davide Cucciati
Nel gennaio 1945, mentre l’Armata Rossa avanzava verso Auschwitz, Josef Mengele lasciò il campo insieme al personale delle SS. Il medico che aveva partecipato alle selezioni dei deportati destinati alle camere a gas e condotto esperimenti sui prigionieri, sarebbe riuscito a sottrarsi alla giustizia per il resto della sua vita.
Ebrei di strada: Rosa Luxemburg, un’ebrea comunista e libertaria
di Ester Moscati
A Milano è stata dedicata, già da qualche decennio, una via a “Rosa Luxemburg, scrittrice”, situata nella periferia nord-est della città, vicino al quartiere di Niguarda, accanto alla massicciata della ferrovia. Una periferia rumorosa e dinamica, popolare e trafficata
La lettera ritrovata di Naomi Shemer: dopo 59 anni si chiude il cerchio di «Gerusalemme d’oro»
Dolly Parton: dalla Bibbia alla PJ Library, il legame con il mondo ebraico della regina del country
di Pietro Baragiola
La star americana Dolly Parton è morta dopo una breve battaglia contro il cancro. Nel corso della sua carriera, durata oltre sessant’anni, la cantante ha intrecciato più volte il suo cammino con il mondo ebraico, dalla musica alla filantropia, incontrando alcuni membri della comunità che hanno contribuito a trasformarla in un’icona internazionale.
Paramount accusa Mark Ruffalo di antisemitismo: scontro sulla fusione con Warner Bros
di Pietro Baragiola
Paramount ha accusato Mark Ruffalo di aver evocato stereotipi antisemiti nella sua campagna contro l’acquisizione di Warner Bros, avendola chiamata “una nuova mossa per sostenere Israele e il conflitto a Gaza”. Negli ultimi tempi la nota star di Hollywood ha dimostrato pubblicamente la sua avversione all’accordo da 111 miliardi di dollari tra i due colossi cinematografici e ha attaccato il CEO di Paramount David Ellison e suo padre Larry
Julius Hirsch, il campione che il nazismo volle cancellare: la sua memoria torna in una graphic novel
di Nina Deutsch
Fu un idolo del calcio tedesco, primo calciatore ebreo a vestire la maglia della nazionale e autore di imprese rimaste nella storia. La sua parabola, dalla gloria sportiva alla deportazione ad Auschwitz, viene oggi raccontata da Julian Voloj per ricordare il valore di una vita spezzata dall’odio razziale.
Dal Kurdistan alla burrata: la lunga memoria del latte
di Anna Balestrieri
Il caseificio Ivry si trova nel moshav di Azaria. A fondare la produzione artigianale furono Eliyahu Ivry e sua moglie Shula, madre dell’attuale responsabile David Ivry. Fu proprio Shula, ricordando i metodi di lavorazione appresi dalla madre a Zakho, nel Kurdistan iracheno, a intuire che quei formaggi della memoria potevano diventare una fonte di sostentamento per la famiglia.
Paul Celan, la lingua ferita che continuò a parlare
di Anna Balestrieri
Celan non fu soltanto il poeta sopravvissuto alla catastrofe europea. Fu anche un traduttore instancabile, un intellettuale ambizioso, un uomo capace di legami intensi e conflittuali, uno scrittore pienamente coinvolto nelle dinamiche del mondo letterario del dopoguerra. La biografia di Anna Arno, disponibile in inglese, prova a restituire proprio questa complessità.
Quando Homo erectus scoprì la bellezza
di Anna Balestrieri
Fra centinaia di strumenti comuni, tredici asce a mano hanno attirato l’attenzione degli studiosi. Sono state ricavate da blocchi di selce che contenevano fossili, cristalli o particolari inclusioni geologiche. La lavorazione non ha cancellato queste anomalie: al contrario, le ha incorniciate.
Le ultime rotative della memoria ebraica. Cinque giornali, cinque lingue, un secolo di ostinata sopravvivenza
di Anna Balestrieri
Dalla periferia orientale della Russia alle strade di Istanbul, passando per Varsavia, Amsterdam e Zurigo, alcune testate ebraiche continuano a uscire nonostante guerre, persecuzioni, mutamenti politici e crisi dell’editoria. Sono pubblicazioni molto diverse, accomunate da una forma di resistenza quasi anacronistica: continuare a stampare significa affermare che una comunità esiste ancora.
BENITA, il cinema come archivio di una vita incompiuta
di Anna Balestrieri
Benita Raphan, cineasta sperimentale newyorkese, è morta suicida nel 2021, a 58 anni. Era conosciuta negli ambienti artistici e accademici, ma non aveva raggiunto quella visibilità pubblica che spesso decide quali vite creative entreranno nella storia e quali resteranno ai margini. Ora un film di Alan Berliner la racconta attraverso l’archivio di una vita.














