La canzone dimenticata

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tenera e struggente, ecco l’impressione di fondo che rimane dopo la lettura di questi brevi, intensissimi racconti. Scritti da uno degli ultimi autori che ancora oggi, ai nostri giorni, continua a scrivere (e direi a pensare, in senso pregnante) in yiddish. La sua scelta, di perpetuare attraverso la lingua il mondo scomparso della yiddishkeit, quando avrebbe potuto usare il russo, il tedesco, o il romeno, non è stata nostalgia (come dice W. Goldkorn nella sua introduzione), o perlomeno non è stata solo nostalgia, ma “è un modo per resistere”

Torino Spiritualità

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seconda edizione della più importante manifestazione italiana dedicata al pensiero e all’esperienza religiosa; particolarmente significativa non solo per il numero e l’autorevolezza dei conferenzieri coinvolti, ma anche per l’ispirazione verso il dialogo delle religioni e la reciproca accettazione. L’ebraismo, che era già stato partecipante attivo in misura notevole alla prima edizione, quest’anno è stato presente solo a parte della manifestazione

Un messia in calzamaglia

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Il supereroe americano dalla forza sovrumana, con la sua divisa blu e rossa e l’inconfondibile S inscritta nel triangolo, con la sua allergia alla kryptonite è di nuovo fra noi, dopo un’assenza di quasi vent’anni.
Dall’ultima edizione, Superman IV del 1987, la figura, o meglio, la professione dei supereroi ha subito notevoli trasformazioni. Più seri come Batman, meno soggetti agli imperativi categorici della morale come gli X-Men, più sensibili come Spiderman, essi vivono e agiscono in un mondo da cui è scomparso ogni ideale di giustizia e di verità.

Itinerari ebraici nelle province di Modena e Reggio Emilia

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della cultura ebraica tra i tanti meriti ha anche quello di fornire ai visitatori materiale sempre nuovo da consultare e studiare. Così anche quest’anno la Comunità ebraica “capofila” dell’evento, Modena-Reggio Emilia, ha realizzato un’originale guida storico-turistica delle province di Modena e Reggio, rispondendo così anche al tema della giornata che riguarda gli “itinerari ebraici”.

La sinistra e Israele

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della sinistra italiana e del mondo sindacale, da Piero Fassino a Luigi Angeletti, da Fausto Bertinotti a Antonio Polito, insieme a rappresentanti dello Stato di Israele, si confrontarono in un dibattito, tenutosi a Roma il 24 novembre 2005 (promosso da Il Riformista, libetàEGUALE, dall’associazione Appuntamento a Gerusalemme e dall’Associazione Romana Amici d’Israele) e di cui questo volume è il resoconto. La discussione affronta i temi dei rapporti tra la sinistra italiana e Israele, rintracciando le circostanze e le ragioni delle posizioni di frattura, analizzando le pregiudiziali e l’ideologia alla base della condanna d’Israele e del sionismo.

Il Sefer Torah e l’arte del sofer

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rappresenta la più viva e autentica testimonianza di quella legge acquisita sul Monte Sinai che ha garantito la sopravvivenza millenaria del popolo ebraico. Il rapporto intimo che lega ogni ebreo a questo rotolo di pergamena, vergato a mano con devozione ed esperienza, giunge al punto che ogni ebreo, nel corso della propria vita, dovrebbe scriversene una copia personale o delegare qualcuno a farlo per lui”. Così si legge nell’introduzione di Rav Elio Toeff al libro Torah Immagini

Il caso Zolli

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– Eugenio Maria Zolli, a 60 anni di distanza dagli avvenimenti cruciali è un episodio che fa ancora discutere e su cui esistono aspetti non chiariti, una sorta di piccola ferita ancora aperta. Certo i tempi sono cambiati, ma ancora nell’anno 2000 la San Paolo edizioni ha pubblicato un volume (Judith Cabaud, Il rabbino che si arrese a Cristo), il cui contenuto è ben esplicitato del titolo, e che suscitò polemiche vivaci. Colpiva, allora, che una casa editrice cattolica, che pubblicava testi di Martin Buber piuttosto che di Ibn Paquda, tra l’altro con una grande cura filologica e scientifica, potesse contemporaneamente pubblicare un testo di esplicita propaganda per la “conversione” degli ebrei al cristianesimo.

I dieci per la razza

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che firmarono il Manifesto della razza: questo è il sottotitolo del libro che ci spiega chi fossero i dieci personaggi a cui rinvia il titolo.
Franco Cuomo è un giornalista, saggista e romanziere dai molti interessi ed il libro non ha né vuole avere un taglio storico-scientifico, per quanto si tratti di un saggio accurato e ben documentato. Il taglio è divulgativo ed è, credo un bene che su questa vicenda sia uscito un volume che può essere letto con profitto anche da chi non è uno storico o un ricercatore di professione. Chi furono i dieci primi firmatari di quel manifesto che riassunse l’ideologia fascista sul tema della “razza” e che costituì la base

Meir Shalev nella Casa delle donne

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è un romanzo in bilico tra narrazione e introspezione, un libro sensibile che racconta con ironia la storia dell’unico maschio di una famiglia ad avere raggiunto i cinquantadue anni. Rafael sorveglia la preziosa rete di canali di irrigazione nel deserto del Negev. Sentendo vicina la fine immagina di narrare alla sorella la sua storia. E stato cresciuto all’ombra di cinque donne, la mamma, la nonna, due zie e la sorella che diventano la grande madre. Una storia non autobiografica che racconta con molta dolcezza, nostalgia ed ironia la crescita di questo ragazzino in balia dell’amore e delle nevrosi di cinque donne.

Il Chilometro d’oro

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si possono trovare musulmani, copti, turchi cattolici, ciprioti, italiani, inglesi, ebrei, francesi, marocchini, maltesi, polacchi, circassi, ortodossi, rumeni, russi, sudanesi,(…?) ” si chiede, all’inizio del libro, Clément Mosseri, il padre del protagonista.
In Egitto, nella prima metà del secolo scorso, è la risposta.

Il libro è il risultato di questo ambiente straordinario, colorato e cangiante come può esserlo un caleidoscopio che all’epoca vantava quarantaquattro comunità nazionali, cinquantacinque etnie e ventuno confessioni religiose.
Il protagonista, Mondo Mosseri, è un talianin, un italiano d’Egitto, che nasce nell’anno 1900.
Da subito le vicende della sua famiglia

Voci di muto amore

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dell’editore Giuntina si arricchisce di un nuovo titolo, portando così a nove i volumi pubblicati in questa collana che sta diventando uno specchio sempre più interessante della narrativa israeliana di questi anni. Molti scrittori sono stati pubblicati anche da altri editori, pensiamo solo a Yehoshua da Einaudi e Oz da Feltrinelli o a Sifra Horn da Fazi e Tammuz da EO e si potrebbe continuare. Tuttavia Giuntina è l’unica casa editrice ad aver dedicato espressamente una collana solo alla pubblicazione di narratori di Israele.
In realtà il libro di Kenaz non è una novità assoluta in Italia, poiché venne già pubblicato, con la stessa pregevole traduzione di Alessandro Guetta nel 1994 da Anabasi.

Lo stregone

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dalla scomparsa, il ricordo di Indro Montanelli (1909-2001) è tuttora assai vivo e le sue sarcastiche battute vengono spesso ripetute da commentatori politici di ogni tendenza. Ora due studiosi – Sandro Gerbi e Raffaele Liucci – pubblicano da Einaudi una rigorosa biografia dei primi cinquant’anni del celebre giornalista, basata sullo spoglio integrale dei suoi articoli e su inedite carte d’archivio. È da segnalare il capitolo intitolato “Il campo di concentramento”, dedicato agli interventi di Montanelli sulla «questione ebraica», dai tempi della guerra sino alla morte.

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