Volodimyr Zelensky: un presidente (ebreo) nel mirino

di Roberto Zadik

Dall’inizio del conflitto fra la Russia e il suo Paese, il presidente ucraino  Zelensky è costantemente nel mirino mediatico e, varie volte, la sua appartenenza all’ebraismo è stata menzionata.

Cosa sappiamo della sua identità e del suo background religioso e famigliare? A rispondere a queste domande un interessante articolo del sito Times of Israel  uscito lo scorso 2 marzo e firmato da Philissa Cramer. Nell’articolo vengono sottolineati una serie di dettagli inediti ed estremamente interessanti.

Che tipo di ebreo è Zelensky? In un’intervista apparsa sul suddetto sito nel 2020, in occasione del 75esimo anniversario dalla liberazione di Auschwitz,  egli ha dichiarato “sono cresciuto come un tipico ebreo sovietico negli anni ‘80; all’epoca nessuno era religioso perché praticare la religione era considerato un reato e gli ebrei erano costantemente sorvegliati dal Regime”.

Tempi estremamente difficili per Zelensky e i suoi correligionari riguardo ai quali, sempre nella stessa intervista, ha dichiarato “non ho mai parlato di Dio o di religione ma sono credente anche se parlo col Padreterno solamente nei momenti decisivi per me”.

Zelensky è cresciuto in una laicità “forzata” nell’unica regione dell’Ucraina, quella del Kryvyi Rih, chiamata “L’insediamento Pallido” in cui gli ebrei locali avevano il permesso di abitare. Il Times of Israel ha ricordato il clima di forte ostilità antiebraica di quelle zone, dal divieto imposto nel 18esimo secolo di vivere in altri luoghi, fino ai Pogrom e ai massacri che terrorizzarono la popolazione ebraica locale per generazioni.

Zelensky ha dunque messo in luce le difficoltà di essere ebrei in quelle zone  così come le ferite profonde della famiglia Zelensky legate alla storia del Paese. A tal proposito, il presidente ucraino ha raccontato che l’unico sopravvissuto è stato suo nonno, solamente perché è riuscito a fuggire in Kazhakistan ma che  tutti gli ebrei locali sono stati uccisi, inclusi suo  bisnonno e tre fratelli di suo  nonno, morti durante  l’invasione nazista dell’Ucraina, nella Shoah che massacrò oltre un milione di ebrei ucraini.

La sua famiglia si fece notare per il suo coraggio e forza morale; infatti i fratelli dei suoi nonni, a quanto pare, militarono  nell’esercito del’Armata Rossa per lottare contro i nazisti. Estremamente riservato sulla sua identità ebraica, nonostante questi dettagli, ribadisce che “essere ebreo rappresenta una piccola parte del mio modo di essere”. Molto legato alla famiglia d’origine, figlio di un padre matematico, Oleksander e di una mamma, Rimma, ingegnere, Zelensky in una intervista del 2018 ha dichiarato di essersi candidato alla presidenza del suo Paese per “reagire alle bugie che ho sempre mal sopportato”.

Laico, ma a modo suo credente, attaccato a Israele, in cui alcuni parenti sono immigrati negli anni ‘90 dopo il crollo del Regime sovietico, e recatosi varie volte nello Stato ebraico nei panni di brillante attore e intrattenitore, come Presidente dell’Ucraina ha dichiarato “sono stato lì poco prima dell’inizio della pandemia e vi conosco tante persone”.

Padre di famiglia affettuoso, Zelensky, a 44 anni, è sposato da quasi vent’anni con la sua compagna di classe, Olena dalla quale ha avuto due figli, Kyrylo e Oleksandra. Il Presidente ucraino viene descritto come una persona dalla forte vena artistica, abile non solo come comico e come virtuoso pianista ma che si è rivelato anche un politico deciso, con un profondo senso della giustizia e di quello che “è giusto o è sbagliato”. Sta affrontando una prova durissima che farebbe tremare i polsi a politici ben più navigati di lui, al potere da un lasso così breve di tempo.

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