Tel Aviv: poeta gay iraniano trova rifugio in Israele

di Roberto Zadik

poeta
Il poeta iraniano Payam Feili

In molti Paesi gli omosessuali vivono una vita difficile e spesso sono oggetto di persecuzioni e di violenze. Uno di questi luoghi è l’Iran dove è nato il poeta Payam Feili che minacciato di morte e vessato perché gay ha deciso di fuggire mesi fa in Israele e di vivere a Tel Aviv. A dare la notizia il sito Ynet news che ha sottolineato come questo autore di versi, 30enne, fosse stato sempre attirato dallo Stato ebraico e ora il suo sogno è diventato realtà.

Tel Aviv è famosa per la sua tolleranza verso gli omosessuali e il giovane poeta sembra trovarsi molto bene lì, sebbene i leader del suo Paese spesso e volentieri abbiano condannato Israele e annunciato la loro volontà di distruggerlo e di cancellarlo dalle carte geografiche. “Non posso ancora credere che sia riuscito ad arrivare qui” ha detto durante l’intervista al sito tradotto dalla sua lingua, il parsi, all’ebraico dall’amico e traduttore, Adi Liberman, che l’ha portato in Israele. Nel suo discorso ha affermato che “tutte quelle stupide minacce del mio regime contro Israele non mi hanno mai influenzato né mai mi condizioneranno”. Autore di nove libri, di poesie e commedie, Feili è scappato in Turchia l’anno scorso quando il governo iraniano l’ha minacciato nuovamente e la situazione è diventata insopportabile. In Israele, nella sua nuova patria, l’autore continua la sua vena creativa e sta per presentare la sua ultima opera “Crescerò e darò frutti come i fichi” che andrà in scena in un teatro di Tel Aviv.

Una storia singolare che non poteva passare inosservata e che dimostra il grande fascino e la tolleranza di Israele verso tutte le popolazioni e i Paesi del mondo. Mentre la sua bella famiglia d’origine è rimasta in patria, egli ha espresso la speranza di poter vivere per sempre in Israele, Paese che da sempre lo ha affascinato da quando da giovane ha visto un film sulla Shoah e a studiare la Torah. La sua attrazione per il mondo ebraico è arrivata al punto di farsi tatuare una stella di Davide sul collo. Coraggioso e determinato nel proclamare l’importanza della libertà e il suo desiderio di stabilirsi in Israele, Feili ha detto che le minacce dell’Iran non lo fermeranno né cambieranno la sua vita ribadendo che continuerà a vivere come sempre “senza che nulla mi fermi da essere quello che sono”.

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