di Pietro Baragiola
Le autorità avrebbero revocato al rapper l’autorizzazione elettronica per il viaggio, ritenendo che la sua presenza all’evento non sarebbe stata “utile al bene pubblico”. Le polemiche affondano le radici nelle dichiarazioni controverse che il rapper ha rilasciato negli ultimi anni: dalle frasi che invitavano ad atti violenti contro gli ebrei fino a brani esplicitamente provocatori, inclusa una canzone intitolata Heil Hitler.
Martedì 7 aprile il Wireless Festival, uno degli eventi musicali più popolari del Regno Unito, è stato ufficialmente cancellato dopo che il governo britannico ha deciso di negare l’ingresso al suo headliner, Ye. Secondo quanto riportato dagli organizzatori, le autorità avrebbero revocato al rapper l’autorizzazione elettronica per il viaggio, ritenendo che la sua presenza all’evento non sarebbe stata “utile al bene pubblico”.
Una decisione maturata al termine di settimane di polemiche e pressioni da parte della comunità ebraica locale, preoccupata per il passato antisemita dell’artista, e spingendo così molti sponsor a ritirare il proprio sostegno al festival.
L’evento, che aveva già venduto oltre 68mila biglietti, ha confermato la cancellazione in una nota stampa pubblicata martedì mattina con il seguente messaggio: “l’antisemitismo in tutte le sue forme è ripugnante…riconosciamo l’impatto reale e personale che queste questioni hanno avuto e abbiamo deciso di agire di conseguenza per il benessere comune”.
La decisione del governo britannico
A spingere gli organizzatori del festival ad annullare l’edizione di quest’anno è stato il premier britannico Keir Starmer che si è definito “profondamente preoccupato” per la decisione di affidare a Ye il ruolo di headliner.
“Non avrebbe dovuto essere invitato” ha chiarito il premier in un messaggio pubblico. “Questo governo è al fianco della comunità ebraica e non smetterà di combattere il veleno dell’antisemitismo”.
Le organizzazioni ebraiche britanniche hanno accolto con gioia questo provvedimento.
Phil Rosenberg, presidente del Board of Deputies of British Jews, l’ha definita una decisione necessaria, aggiungendo che “è profondamente deplorevole che il festival abbia invitato Ye e insistito nella sua partecipazione nonostante le proteste”.
Le polemiche affondano le radici nelle dichiarazioni controverse che il rapper ha rilasciato negli ultimi anni: dalle frasi che invitavano ad atti violenti contro gli ebrei fino a brani esplicitamente provocatori, inclusa una canzone intitolata Heil Hitler.
Questi episodi hanno segnato profondamente la sua immagine pubblica portando lo stesso Ye ad ammettere pubblicamente i suoi errori e ad esprimere la volontà di avviare un dialogo con le comunità ebraiche di tutto il mondo: “so che le parole non bastano. Devo dimostrare il cambiamento con le mie azioni. Se siete disponibili ad ascoltarmi, io sono qui.”
Ye in Reggio Emilia
Mentre Londra cancella il suo festival più atteso, il dibattito su Ye si accende anche in Italia dopo la sua annunciata partecipazione all’Hellwatt Festival che si terrà a luglio in Reggio Emilia. “Ye non è degno di esibirsi da nessuna parte” ha affermato Adelmo Cervi, figlio di uno dei sette fratelli fucilati dai fascisti nel 1943.
Anche l’Anpi ha chiesto maggiore responsabilità da parte del team promotore dell’evento, denunciando il rischio di legittimare messaggi controversi ai partecipanti.
In questo caso, però, gli organizzatori continuano a difendere la loro scelta in nome della libertà artistica.
“La musica dovrebbe unire, non dividere” ha dichiarato il direttore artistico Victor Yari Milani, confermando la presenza di Ye e rivendicando il festival come “spazio di libera espressione”.
Al momento il Comune cerca un punto d’incontro, proponendo un confronto diretto tra il rapper di fama internazionale e le comunità locali con l’obiettivo di trasformare il concerto in un possibile terreno di dialogo.



