Albert Einstein

Il più prezioso manoscritto di Einstein di sempre verrà messo all’asta a novembre da Christie’s

di Michael Soncin
Su quei fogli scritti a mano, scarabocchiati, qua a là sono contenuti i primordi di quella che diventerà una delle teorie più conosciute nella storia dell’umanità: la teoria della relatività, ad opera di Albert Einstein, scienziato che non ha certamente bisogno di presentazioni, vincitore nel 1921 del premio Nobel per la fisica, grazie alla scoperta della legge dell’effetto fotoelettrico, una mente geniale che a causa delle origini ebraiche dovette fare i conti con l’antisemitismo scoppiato durante il II Conflitto Mondiale. 

Il prezioso documento verrà messo all’asta da Christie’s il 23 novembre a Parigi, prevedendo possa raggiungere una cifra attorno ai 3 milioni di euro, essendo come riferisce la nota casa “senza alcun dubbio il manoscritto di Einstein più prezioso mai offerto all’asta”. 

Gli appunti di Einstein sulla relatività che verranno messi all'asta
Gli appunti di Einstein sulla relatività che verranno messi all’asta

 

Dal The Guardian si legge che in esso vi sono contenuti una serie cruciale di calcoli, correzioni, cancellazioni, dove il fisico tentava di spiegare un’anomalia del pianeta Mercurio, mentre stava elaborando la teoria della relatività generale. Il manoscritto di 54 pagine venne scritto tra il 1913 e il 1914, da Einstein e dall’amico e collaboratore Michele Besso, ingegnere svizzero, i quali scrissero rispettivamente: Einstein 26 pagine, Besso 25, di cui 3 scritte da entrambi. 

Il manoscritto conteneva una serie di imprecisioni, come l’errore a pagina 28 nella valutazione della massa del Sole. Se non fosse stato per Besso, quegli appunti che portò con sé quando andò a Zurigo, sarebbero quasi sicuramente andati persi per sempre, perché Einstein, con molta probabilità non avrebbe mai pensato di conservare quelle bozze. 

Questi scritti “forniscono una visione straordinaria del lavoro di Einstein e un’affascinante immersione nella mente del più grande scienziato del XX secolo”, ha detto Christie’s. Rarissimo è il termine più adatto, poiché trattasi di una delle due uniche opere sopravvissute testimonianti la genesi della teoria della relatività generale. L’altra copia composta tra fine 1912 inizio 1913, è conservata in Israele negli archivi dell’Università Ebraica di Gerusalemme

Dopo quegli iniziali calcoli, Einstein nel 1915 tornò ad affrontare la questione, pubblicando le ultime equazioni in quattro articoli, dimostrando nel terzo con la sua nuova teoria il perielio (il punto di minima distanza di un corpo del Sistema solare dal Sole, afelio è invece la massima distanza dal Sole, ndr) anomalo di Mercurio, come aveva cercato di fare nel manoscritto con Besso. 

La teoria della relatività generale ha rivoluzionato la nostra visione sul funzionamento dell’universo, concetti come la dilatazione temporale gravitazionale, la deflessione della luce, le onde gravitazionali, fenomeni che sono ancora oggi ‘pulsanti’ oggetti di studio. “La comprensione umana del funzionamento dell’universo è stata cambiata per sempre“, ha detto Christie’s.

(Foto: Christie’s)

 

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